L’Aquila ritrova uno dei suoi palazzi più belli: da giovedì 3 settembre 2026, Palazzo Farinosi Branconi riapre le porte alla città come nuova sede del Polo Culturale de La Galleria BPER, al termine di un articolato intervento di recupero, restauro e rifunzionalizzazione. L’edificio storico, affacciato su piazza San Silvestro, nel cuore del centro cittadino, ospita da questa data un percorso espositivo permanente dedicato a cinque secoli di arte dell’Italia centrale e meridionale, restituendo alla fruizione pubblica ambienti decorati di grande pregio, tra cui la Sala di San Clemente.
L’apertura riporta all’Aquila una parte significativa della raccolta appartenuta alla Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, e ricostruisce pertanto un legame diretto tra le opere e il territorio in cui gran parte della collezione si è formata. Il nuovo Polo nasce dall’incontro tra la storia del palazzo, la memoria culturale della città e un patrimonio che permette di ripercorrere le relazioni artistiche intercorse tra Abruzzo, Marche, Umbria, Roma, Napoli e il resto del Mezzogiorno. L’esposizione permanente, la mostra temporanea sulla storia del palazzo, le attività didattiche e il programma culturale hanno ottenuto il patrocinio del Comune dell’Aquila e rientrano tra le iniziative de L’Aquila 2026, capitale italiana della cultura. Il progetto si sviluppa anche attraverso un protocollo d’intesa sottoscritto da BPER Banca, Fondazione Carispaq e Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila, che mette in relazione patrimonio, ricerca e formazione occupandosi della curatela scientifica, della catalogazione della collezione, della produzione di contenuti e del coinvolgimento di studenti e giovani studiosi nella valorizzazione del patrimonio artistico del territorio.
L’iniziativa costituisce una nuova tappa nello sviluppo del Sistema dei Poli Culturali BPER, il programma con cui il gruppo bancario sta valorizzando il proprio patrimonio artistico, archivistico e architettonico trasformando alcune sedi storiche in presidi culturali permanenti e aperti al pubblico. Coordinato da La Galleria BPER, il sistema nasce da un percorso avviato nel 2017 per rendere accessibile una delle principali corporate collection italiane attraverso mostre, ricerca scientifica, programmi educativi e iniziative rivolte alle comunità locali.
Con il polo aquilano il progetto instaura un legame particolarmente stretto con il luogo che lo ospita: l’architettura del palazzo, le sale affrescate e i soffitti lignei diventano parte integrante del percorso espositivo, così come la vicenda della famiglia Branconio, che nei secoli contribuì a inserire L’Aquila nelle reti culturali del Rinascimento italiano. Figura centrale di questa storia fu Giovan Battista Branconio, orafo e uomo di fiducia di papa Leone X, amico ed esecutore testamentario di Raffaello, che per la famiglia dipinse la celebre Visitazione destinata alla chiesa aquilana di San Silvestro e progettò a Roma il Palazzo Branconio dell’Aquila, successivamente demolito per far posto al colonnato di San Pietro.
Il terremoto del 6 aprile 2009 aveva gravemente compromesso la struttura dell’edificio e i suoi apparati decorativi. L’intervento promosso da BPER Banca ha unito consolidamento architettonico, conservazione e rifunzionalizzazione, con l’obiettivo di preservare l’identità storica del complesso restituendogli al tempo stesso una funzione pubblica. Il lavoro, avviato nel 2013 con le prime attività di studio, prevedeva inizialmente il ripristino dell’immobile a uso di uffici amministrativi; è stato l’approfondimento storico, architettonico e conservativo condotto durante la progettazione a far emergere il valore culturale e identitario dell’edificio, portando nel 2023 BPER Banca, d’intesa con le autorità competenti, a decidere di trasformarlo in sede museale aperta alla collettività. Situato in un’area ad alta pericolosità sismica, il palazzo è stato sottoposto a un articolato programma di consolidamento strutturale che ha riguardato la rigenerazione delle murature storiche, la ricucitura delle lesioni, il rinforzo con fibre di basalto e acciaio, il consolidamento delle volte e il potenziamento dei sistemi di connessione contro i meccanismi di ribaltamento. Sono stati inoltre recuperati gli affreschi della Sala di Saul e Davide e della Sala dei Putti, o dei Paesaggi, insieme ai soffitti lignei dipinti e agli apparati decorativi, mentre il restauro della Sala di San Clemente è tuttora in corso. L’edificio è stato infine adeguato agli standard museali contemporanei con sistemi di climatizzazione e controllo termoigrometrico, un progetto illuminotecnico dedicato al percorso, impianti di videosorveglianza e antintrusione, ascensore e percorsi accessibili. All’intervento hanno preso parte, tra gli altri, il Consorzio San Silvestro 2009, BRT Branconi, la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, lo studio Migliore+Servetto, l’impresa Fratelli Ettore & Carlo Barattelli, UPM Group e RED Exclusive Design.
Ripercorrendo le tappe principali della storia dell’edificio, il palazzo fu costruito nel Cinquecento, quando si sviluppò la presenza della famiglia Branconio nell’area di piazza San Silvestro; nel Seicento furono realizzati gli apparati decorativi, tra cui il ciclo della Sala di San Clemente; nel 2009 il sisma colpì duramente il centro storico aquilano, danneggiando il palazzo e rendendo necessario il distacco degli affreschi per metterli in sicurezza; tra il 2019 e il 2026 si è svolto il progetto di recupero architettonico, restauro e rifunzionalizzazione promosso da BPER Banca, che si conclude ora con l’apertura al pubblico del 3 settembre 2026.
Il nuovo percorso permanente, intitolato Scrigno di memorie. Paesaggi, colore e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione, riunisce opere provenienti da diversi nuclei della corporate collection BPER, illustrando le relazioni artistiche che hanno attraversato l’Italia centrale e centro-meridionale dal Quattrocento al primo Novecento. Il punto di partenza è appunto il rientro all’Aquila di una parte della raccolta storica della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, formatasi attraverso acquisizioni, ordinamenti e studi successivi e debitrice, per una parte importante della propria identità, alla visione dello storico dell’arte Ferdinando Bologna, le cui scelte contribuirono a costruire un nucleo capace di documentare la complessità della cultura figurativa abruzzese e i suoi rapporti con i principali centri artistici italiani. A queste opere si affiancano dipinti provenienti da altre raccolte bancarie confluite nel patrimonio BPER, che ampliano la prospettiva restituendo all’Aquila il ruolo di crocevia di artisti, committenze e linguaggi, anziché quello di realtà periferica.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso undici sale. La prima, che introduce il tema generale della mostra, presenta l’arte aquilana tra Quattro e Cinquecento, una stagione di grande vitalità aperta ai modelli di Roma, Napoli e Firenze dopo la ricostruzione seguita al terremoto del 1461, di cui sono protagonisti Silvestro dell’Aquila, Saturnino Gatti, Cola dell’Amatrice e Pompeo Cesura, oltre alla Visitazione di Raffaello per San Silvestro quale emblema della rete culturale del tempo. Nella seconda sala, dedicata al ciclo tardo-cinquecentesco di Saul e Davide, gli episodi biblici alternati a grottesche sviluppano un programma sull’elezione divina e sulla legittimazione del potere, testimoniando il lavoro di una bottega aggiornata sui modelli dell’Italia centrale. La terza sala ripercorre l’evoluzione della pittura dell’Italia meridionale tra Cinque e Seicento, da Andrea da Salerno e Marco Pino fino a Luca Giordano e alle scene di battaglia, mentre la quarta è dedicata al naturalismo meridionale tra Seicento e Settecento, con opere di Mattia Preti, Salvator Rosa, Giacinto Brandi, Onofrio Palumbo e Paolo De Majo. Segue la sala dei paesaggi, che testimonia la rinascita artistica aquilana nel Settecento dopo il terremoto del 1703, con opere di Francesco De Mura, Girolamo Cenatiempo, Vincenzo Damini, l’autoritratto allegorico di Paolo De Matteis e la grande tela di Francesco Solimena con Perseo e Fineo; la sala prende inoltre il nome dal fregio con vedute idealizzate dei feudi della famiglia Branconio, databile prima del 1620. La sesta sala, quella di San Clemente, ospita il ciclo dedicato al santo commissionato agli inizi del Seicento da Girolamo Branconio, mentre le sale successive sono dedicate rispettivamente a Teofilo Patini, figura centrale dell’Ottocento abruzzese formatasi a Napoli e legata alla Scuola di Arti e Mestieri dell’Aquila, e a Francesco Paolo Michetti, che nella sua ricerca tra Otto e Novecento ha osservato paesaggi, volti e tradizioni abruzzesi anche attraverso la fotografia. L’ottava sala raccoglie opere di Giacinto Gigante, Vincenzo Irolli, Filippo e Nicola Palizzi, Tito Pellicciotti, Giuseppe Casciaro, Vincenzo Canino e Attilio Pratella, testimoni della cultura del vero sviluppata a Napoli e diffusa in Abruzzo, mentre la nona è dedicata al Maestro dei Polittici Crivelleschi, pittore anonimo di fine Quattrocento il cui nome fu coniato da Ferdinando Bologna nel 1948. La decima sala introduce la mostra temporanea I colori del tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi, allestita al secondo piano attraverso pannelli e, nei prossimi mesi, nuovi contenuti digitali; l’undicesima è infine dedicata alla famiglia Branconio, il cui fulcro fu Giovan Battista, e al pronipote Girolamo, che ne raccolse l’eredità artistica e spirituale in San Silvestro, come ricorda lo stemma araldico con i tre monti del borgo di Collebrincioni e le palle medicee.
Tra gli interventi più significativi realizzati nel palazzo si distingue il recupero della Sala di San Clemente, uno degli ambienti più preziosi del complesso, concepita come luogo di studio, meditazione e rappresentanza. Dopo il sisma del 2009 gli affreschi furono distaccati per consentire il consolidamento dell’edificio; la loro ricollocazione ha richiesto un complesso lavoro di ricerca storico-artistica, accompagnato da rilievi tridimensionali ad alta precisione, ricostruzioni digitali e soluzioni tecnologiche pensate per restituire la configurazione originaria della sala nel rispetto della materia storica. La riapertura dell’ambiente rappresenta quindi non soltanto il recupero di un importante ciclo decorativo, ma il primo gesto di restituzione di uno degli spazi più identitari del palazzo; per i giornalisti interessati agli aspetti tecnici e storico-artistici dell’intervento è disponibile un dossier dedicato.
Il Polo Culturale dell’Aquila è pensato come uno spazio aperto a cittadini, studiosi, scuole, famiglie e visitatori, affiancato da un programma di appuntamenti che comprende una rassegna di incontri tematici, iniziative dedicate alle famiglie e visite guidate speciali realizzate con il coinvolgimento di studenti, nell’ambito della collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e con il Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo aquilano. Il programma si estende anche oltre gli spazi del palazzo, attraverso itinerari sviluppati con alcune delle principali realtà culturali cittadine, e viene costantemente aggiornato sul sito de La Galleria BPER.
Sul fronte didattico, La Galleria BPER propone un’offerta educativa gratuita rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, inserita in un progetto che mette in rete i nuovi poli dell’Aquila e di Ferrara con le sedi storiche di Modena, Genova, Brescia e Milano. L’attività, con particolare attenzione all’accessibilità e agli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali, propone per la scuola dell’infanzia i percorsi Un museo pieno di animali e Dipingo come i Palizzi!, pensati per bambine e bambini dai tre ai cinque anni; per la primaria i percorsi Alla scoperta delle nostre radici e Paesaggio e storie d’Abruzzo; per la secondaria di primo grado What If...? e Sguardi al femminile, incentrati su identità e rappresentazione; per la secondaria di secondo grado Leggere le immagini. L’arte sacra secondo Panofsky e L’Aquila capitale cultura 2.0, dedicati ai linguaggi dell’arte e al rapporto tra patrimonio, territorio e cittadinanza.
L’accessibilità è parte integrante del progetto culturale de La Galleria BPER, che da alcuni anni lavora per rendere i propri spazi e contenuti fruibili da pubblici con esigenze differenti, intervenendo sulle barriere architettoniche, sugli strumenti di mediazione e sulla formazione del personale. A Palazzo Farinosi Branconi questa attenzione ha accompagnato la rifunzionalizzazione dell’edificio fin dalla progettazione, realizzando un itinerario fisicamente accessibile. A questo si affianca un programma di interventi per l’accessibilità sensoriale e cognitiva, in parte già attivo e in parte previsto nei prossimi mesi, che comprende una mappa tattile del piano nobile, la riproduzione tattile di alcune opere con la tecnica Minolta, descrizioni audio e contenuti video in lingua dei segni dedicati ad alcune opere, oltre alla formazione specifica del personale e alla progettazione di laboratori dedicati.
La Galleria BPER è la realtà che presidia i poli culturali e la corporate collection del gruppo BPER, nata per rendere accessibile un patrimonio costruito nel tempo attraverso la storia del gruppo bancario e attiva dal 2017 in un programma che coniuga identità d’impresa e responsabilità sociale. L’apertura dell’Aquila segue quella di Modena e precede l’inaugurazione del polo di Ferrara, ospitato nello storico Palazzo Barbantini-Koch, che sarà inaugurato il 6 ottobre 2026 e aperto al pubblico dall’8 ottobre con un percorso sulla collezione permanente e la mostra Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, realizzata con Il Sole 24 Ore Cultura. Parallelamente proseguirà a Modena la mostra Χάος – Caos. Spazi e poetiche dell’Informale, in programma dal 18 settembre 2026 al 7 febbraio 2027, e a Brescia l’esposizione dedicata ad Antonio Ligabue, dal 23 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027.
Il museo è aperto il giovedì dalle 14 alle 19, con ultimo turno di visita alle 18, e da venerdì a domenica dalle 10 alle 19, sempre con ultimo ingresso alle 18. Ogni turno, della durata complessiva di circa cinquanta minuti, è accompagnato dal personale interno e parte, il giovedì, alle 14, 15, 16, 17 e 18, mentre negli altri giorni gli orari di partenza sono le 10, le 11, le 12, le 13, le 14, le 15, le 16, le 17 e le 18. Il polo è conforme alle normative sull’accessibilità fisica e mette a disposizione strumenti e ausili per le persone con disabilità sensoriale, plurisensoriale o cognitiva, con personale formato in materia. Il bookshop osserva gli stessi orari di apertura del museo.
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