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Il Museo Nivola riallestisce la sua collezione e dedica due nuove mostre a Ruth Guggenheim, Munari e Regina

di Redazione 29/10/2026

Categorie: Musei / Argomenti: Novecento - Scultura - Disegni


Il Museo Nivola di Orani amplia il progetto Nivola vis-à-vis con due esposizioni dedicate alle ricerche di Ruth Guggenheim, Bruno Munari e Regina Cassolo Bracchi. Sarà inoltre riallestita la collezione permanente. 

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Due nuovi percorsi espositivi per approfondire la ricerca di Costantino Nivola e le relazioni artistiche che ne hanno accompagnato il percorso. Il Museo Nivola di Orani, in provincia di Nuoro, prosegue Nivola vis-à-vis, il programma ideato dalla direttrice Chiara Gatti per esplorare aspetti meno conosciuti dell’opera dello scultore sardo e metterli in relazione con le tendenze, le personalità e i contesti culturali con cui è entrato in contatto.

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Dopo l’apertura, nel luglio 2026, della mostra Nivola, Colombo e lo spazio intorno, dal 29 novembre 2026 al 21 marzo 2027 il museo presenta due nuove esposizioni: Ruth Guggenheim Nivola. Sculture leggere e Munari e Regina. Le affinità concrete. A queste si affianca Collezione. Capitolo primo. Andando, un riallestimento della collezione permanente che propone nuove letture delle opere conservate dal museo.

Il programma si intreccia inoltre con la grande antologica Costantino Nivola. Scolpire il vento, curata da Cecilia Alemani e ospitata alla Triennale di Milano dall’11 novembre 2026 al 14 febbraio 2027, alla quale il Museo Nivola contribuisce con importanti prestiti.

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Ruth Guggenheim Nivola, la leggerezza della scultura

Curata da Chiara Gatti, Ruth Guggenheim Nivola. Sculture leggere restituisce visibilità alla figura di Ruth Guggenheim (1917-2008), moglie di Costantino Nivola e artista dalla ricerca autonoma e originale. Allestita negli spazi dell’Ex Lavatoio, la mostra riunisce opere provenienti dalla collezione degli eredi dell’artista a Boston, offrendo l’occasione di riscoprire una produzione ancora poco conosciuta.

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Guggenheim fu una sperimentatrice visionaria, capace di sviluppare sculture-gioiello sospese tra ornamento e opera d’arte. Le sue creazioni evocano tradizioni antiche, dall’archeologia greca ed etrusca ai gioielli rituali della Sardegna, rielaborate attraverso composizioni astratte e soluzioni formali che richiamano l’estetica del teatrino e del mobile. Nella sua ricerca si riconoscono inoltre consonanze con l’opera di figure di riferimento come Louise Nevelson, Sophie Taeuber-Arp e Claire Falkenstein. Accanto alle sculture saranno esposti disegni preparatori, taccuini e ritratti a matita e carboncino dell’artista. Il percorso comprenderà anche un dipinto e una scultura a figura intera realizzati da Costantino Nivola, entrambi mai presentati al pubblico fino a oggi.

La mostra si configura così come un omaggio a una protagonista dell’astrazione, legata biograficamente a Nivola ma capace di sviluppare una propria identità artistica. Il catalogo, pubblicato da Allemandi, include contributi di Matteo Meschiari, Claire Nivola e Teresa Kittler. Il coordinamento è affidato ad Anna Pirisi.

Ruth Guggenheim in abito tradizionale di Orani, agosto 1938. Archivio Nivola © Ilisso
Ruth Guggenheim in abito tradizionale di Orani, agosto 1938. Archivio Nivola © Ilisso

Munari e Regina, il dialogo tra arte, design e spazio

La seconda esposizione, Munari e Regina. Le affinità concrete, curata da Lorenzo Giusti e Chiara Gatti, mette a confronto le ricerche di Bruno Munari (1907-1998) e Regina Cassolo Bracchi (1894-1974), due figure che hanno contribuito alla stagione sperimentale dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Attraverso una selezione di opere, il progetto indaga temi ancora attuali: il superamento dei confini tra discipline, il rapporto tra arte e pedagogia, la dimensione ambientale delle opere e le connessioni tra ricerca artistica e design. Le sperimentazioni sviluppate dai due artisti tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Sessanta anticipano infatti questioni centrali nelle pratiche contemporanee, dalla modularità alla mobilità delle forme, fino all’idea dell’opera come dispositivo aperto e alla funzione sociale dell’arte.

Il percorso mette in luce anche il rapporto tra Munari, Regina e Costantino Nivola. I tre artisti parteciparono alla II Quadriennale di Roma nel 1935 e, l’anno successivo, alla Mostra Internazionale di Scenotecnica organizzata nell’ambito della VI Triennale di Milano. Le loro ricerche condividono l’interesse per la costruzione, la scomposizione delle forme e la sperimentazione dello spazio.

Un legame significativo emerge anche dalle rispettive esperienze accademiche. Nel 1954 Nivola fondò il Design Workshop all’Università di Harvard, introducendo un metodo didattico ispirato all’eredità del Bauhaus e alla libertà della sperimentazione. Nel 1967 Munari fu invitato a insegnare nella stessa università, ereditando la cattedra di Nivola e affrontando temi analoghi, legati all’esperienza estetica negli spazi dell’abitare e alla sintesi delle arti.

La mostra sottolinea così una comune concezione dell’arte come esperienza capace di trasformare gli ambienti e contribuire alla costruzione di una sensibilità collettiva. Il progetto è realizzato in collaborazione con Archivio Bruno Munari, Archivio Regina, Archivio Corraini e Repetto Gallery. Il catalogo, edito da Lenz, raccoglie i testi dei curatori e un contributo storico-critico di Nicoletta Boschiero, membro del Comitato scientifico del museo. Il coordinamento è affidato a Rosella Sedda.

Regina Cassolo Bracchi, Struttura (1951; plexiglas multicolore, 25 x 45 x 11,5 cm; Milano, collezione privata). Esposizioni: Milano, 1983; Gallarate, 1984, vol. 1, n. 60, p. 102 (ripr. capovolta); Palazzolo sull’Oglio, 2010, p. 74, n. 64 (ripr. col.). Bibliografia: Regina, 1983, n. 3 (ripr.); Caramel, 1991, p. 70 (ripr.), cat. n. 50; Campiglio, 2010, n. 64. Fotografie di Paolo Borrelli, Milano; tutti i diritti di riproduzione ceduti all’Archivio Regina, Milano
Regina Cassolo Bracchi, Struttura (1951; plexiglas multicolore, 25 x 45 x 11,5 cm; Milano, collezione privata). Esposizioni: Milano, 1983; Gallarate, 1984, vol. 1, n. 60, p. 102 (ripr. capovolta); Palazzolo sull’Oglio, 2010, p. 74, n. 64 (ripr. col.). Bibliografia: Regina, 1983, n. 3 (ripr.); Caramel, 1991, p. 70 (ripr.), cat. n. 50; Campiglio, 2010, n. 64. Fotografie di Paolo Borrelli, Milano; tutti i diritti di riproduzione ceduti all’Archivio Regina, Milano

La collezione permanente si rinnova

Completa il programma Collezione. Capitolo primo. Andando, un riallestimento che nasce dalla necessità di riorganizzare il percorso permanente in seguito al prestito di numerose opere di Costantino Nivola alla Triennale di Milano per la mostra Scolpire il vento. Curato dallo staff del Museo Nivola, con la consulenza dell’architetto Alessandro Floris e del designer Leonardo Sonnoli, il nuovo allestimento non si limita a sostituire i lavori temporaneamente assenti. L’intervento diventa un’occasione per esplorare i depositi, valorizzare opere finora non esposte, accogliere nuove donazioni degli eredi e costruire narrazioni alternative sulla produzione dell’artista.

Il percorso mette in relazione le diverse tecniche e i linguaggi sperimentati da Nivola, facendo emergere connessioni meno evidenti tra le sue ricerche. Una particolare attenzione è riservata alla fotografia, protagonista di una sezione autonoma concepita come una mostra nella mostra.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio Ilisso, il pubblico potrà vedere per la prima volta un ampio nucleo di fotografie realizzate da Nivola a Orani nei primi anni Sessanta. Le immagini documentano le strade del paese, gli abitanti, gli angoli nascosti, il paesaggio collinare e la presenza monumentale della cava di talco, restituendo uno sguardo personale sul territorio d’origine dell’artista.

Costantino Nivola, 1936-38, Archivio Nivola
Costantino Nivola, 1936-38, Archivio Nivola

Il riallestimento si configura come un esempio di museografia tattica: una soluzione temporanea e dinamica che sfrutta l’assenza di alcune opere per creare nuove relazioni e riportare al centro della narrazione nuclei della collezione rimasti finora ai margini. Accanto ai lavori di Nivola troveranno spazio anche opere di Munari e Regina, inserite nel percorso per generare accostamenti e dialoghi inattesi.

Con queste tre iniziative, il Museo Nivola rinnova dunque il proprio sguardo sulla figura di Costantino Nivola, ampliando il racconto della sua ricerca attraverso il confronto con altri artisti, la riscoperta di opere poco note e una rilettura della collezione permanente. Un programma che intreccia biografie, sperimentazione e memoria, mostrando come le relazioni tra arte, design e spazio continuino a offrire nuove chiavi di interpretazione del patrimonio del Novecento.

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