Una Triennale Milano sempre più internazionale, interdisciplinare e orientata alla ricerca, capace di connettere architettura, design, arte, fotografia, moda, cinema, teatro e musica all’interno di un unico progetto culturale. È questa la visione illustrata martedì 14 luglio dal presidente Vincenzo Trione e dalla direttrice generale Carla Morogallo, che hanno presentato le linee strategiche dell’istituzione per il quadriennio 2026-2030, insieme alla nuova organizzazione scientifica e alla nomina di Michele De Lucchi come primo direttore creativo della storia della Triennale, oltre che come responsabile del Museo del Design Italiano.
L’incontro segna il primo importante passaggio della nuova governance dell’istituzione culturale milanese dopo le nomine ufficializzate il 4 giugno scorso. In quella data Vincenzo Trione è stato nominato presidente di Triennale Milano, mentre Carla Morogallo è stata confermata nel ruolo di direttrice generale, garantendo continuità nella gestione amministrativa e organizzativa dell’ente. Tra le principali novità del nuovo assetto figura, come anticipato, l’introduzione della carica di direttore creativo, affidata all’architetto, designer e artista Michele De Lucchi, che assumerà contestualmente anche la responsabilità del Museo del Design Italiano di Triennale. La nuova figura avrà il compito di contribuire all’identità culturale dell’istituzione, coordinando una visione progettuale capace di valorizzare il dialogo tra discipline differenti e di rafforzare il ruolo della Triennale nel panorama internazionale.
Nel corso della presentazione, Vincenzo Trione ha delineato il profilo della Triennale dei prossimi quattro anni: “Una Triennale che, in dialogo con Milano e con il contesto internazionale, si offra come opera-mondo; come infrastruttura culturale nella quale le culture, i saperi, le pratiche e i media della contemporaneità si confrontano e si ibridano; come dispositivo complesso, che pone in risonanza architettura, design, arte, fotografia, moda, cinema, teatro e musica; come luogo attento a far affiorare le ragioni del presente; come territorio di esposizioni e di eventi, ma anche di studio, di conservazione e di valorizzazione; come scuola di alta formazione e di ricerca, in collaborazione con le Università; ma, soprattutto, come dispositivo impegnato a far entrare in contatto il pubblico con il divenire dei linguaggi progettuali e visivi attuali; come istituzione stabile e, insieme, aperta a quel che, tumultuosamente, sta accadendo oggi, di fronte ai nostri occhi; infine, come macchina del pensiero critico, che pone domande intorno ad alcuni temi decisivi del nostro tempo e offre risposte possibili, problematiche, distanti da ogni ideologismo. Con un’ambizione: occupare un posto centrale nella vita di una grande città, di una comunità, di un Paese, dell’Europa”.
Alla visione culturale delineata dal presidente si affianca quella organizzativa illustrata dalla direttrice generale Carla Morogallo: “Triennale è un’istituzione in costante evoluzione. Negli anni si è dimostrata capace di rispondere alle sfide e alle opportunità che attraversano il mondo culturale, di intercettare le esigenze dei pubblici, di confrontarsi con progettualità sempre differenti. Affrontiamo questo nuovo capitolo con consapevolezza del lavoro fatto fino ad oggi e con entusiasmo verso i progetti e le attività che verranno. L’evoluzione riguarderà anche aspetti di sviluppo strategico e gestionale, per ampliare e diversificare le forme di sostegno e rafforzare ulteriormente il posizionamento internazionale”.
Michele De Lucchi ha invece spiegato il significato del nuovo incarico, evidenziando la volontà di trasformare Triennale in uno spazio capace di stimolare progettualità e riflessione: “Ringrazio il Presidente e accetto con piacere il titolo di Direttore creativo, perché è il ruolo che mi è più congeniale: quello di un progettista. Vorrei trasformare Triennale in un laboratorio di vitalità. Il progetto non è un atto statico, oggi più che mai è l’ideazione di uno scenario positivo, capace di guidarci attraverso le grandi contraddizioni: tra passato e futuro, tra concreto e virtuale, tra umano e digitale, tra discipline e visioni divergenti. Ho in mente un percorso che ci porti a costruire e a vivere il concetto di ‘sostenibilità dell’immaginario comune’”.
La nomina di De Lucchi rappresenta uno dei punti centrali della nuova organizzazione. Nato a Ferrara nel 1951, l’architetto, designer e artista è una delle figure più autorevoli del design contemporaneo italiano. Dopo gli studi a Firenze con Adolfo Natalini, è stato tra i protagonisti dei movimenti Alchimia e Memphis, contribuendo in maniera decisiva al rinnovamento del design italiano degli anni Settanta e Ottanta. Dal 1988 al 2002 è stato responsabile del Design Olivetti, esperienza durante la quale ha firmato alcuni dei progetti più rappresentativi dell’azienda. Tra le sue opere più celebri figurano la lampada Tolomeo realizzata per Artemide e la stampante Ink Jet progettata per Olivetti, entrambe insignite del Compasso d’Oro rispettivamente nel 1989 e nel 2001.
Attraverso il suo studio ha sviluppato progetti di architettura in Italia e all’estero nei settori culturale, direzionale, industriale e residenziale, collaborando con alcune delle principali aziende italiane e internazionali del design. Parallelamente all’attività professionale ha svolto un’intensa attività accademica, ottenendo nel 2001 la nomina a professore ordinario allo IUAV di Venezia per chiara fama e insegnando dal 2008 presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Nel corso della carriera ha inoltre tenuto conferenze, lectio magistralis e attività didattiche in numerose università internazionali, tra cui Harvard, Buenos Aires, Il Cairo, Tbilisi, Shanghai, Hong Kong e Tokyo, contribuendo alla diffusione della cultura del progetto a livello globale. Dal 2003 porta avanti una ricerca artistica personale attraverso il disegno, la pittura e la scultura di modelli in legno, considerati strumenti di indagine sull’essenzialità della forma architettonica e fonte di ispirazione per la progettazione. Alcune delle sue opere sono entrate nella collezione del Centre Pompidou di Parigi, mentre altri lavori sono conservati nei principali musei europei, statunitensi e giapponesi.
Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana conferita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2000, la laurea honoris causa della Kingston University nel 2006, la nomina ad accademico dell’Accademia Nazionale di San Luca nel 2008, il Golden Fleece Order conferito dalla Georgia nel 2009, l’Ordine Presidenziale di Eccellenza della Georgia nel 2010, il Compasso d’Oro alla Carriera nel 2022, la nomina ad Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e quella a Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere del Ministero della Cultura francese nel 2024, oltre al titolo di Asahikawa Special Design Ambassador ricevuto nel 2025.
Durante la conferenza stampa è stato presentato anche il nuovo comitato scientifico della Triennale, chiamato a sviluppare la programmazione culturale dell’istituzione. Ne fanno parte Michele De Lucchi, che seguirà l’area del design e dirigerà il Museo del Design Italiano, Manuela Lucà-Dazio come curatrice dell’architettura e Andrea Viliani come curatore dell’arte contemporanea.
Accanto al comitato opereranno consulenti scientifici dedicati ai diversi ambiti disciplinari. Per rafforzare la presenza del cinema è stato coinvolto Paolo Mereghetti, mentre Carlo Antonelli continuerà a seguire la musica e Luca Stoppini la moda. Chiara Spangaro coordinerà scientificamente l’Archivio di Triennale. Umberto Angelini manterrà il ruolo di direttore artistico del teatro, Damiano Gullì seguirà il public program e le attività editoriali e Marco Sammicheli ricoprirà l’incarico di Design Week Exhibition Program Lead. Luca Cipelletti sarà invece il direttore architettonico del Palazzo dell’Arte.
La scelta dei curatori e dei consulenti riflette la volontà di affidare la programmazione culturale a professionisti italiani dotati di una consolidata esperienza internazionale, capaci di sviluppare progetti aperti al confronto con il panorama globale.
Le linee strategiche presentate per il quadriennio 2026-2030 prevedono una programmazione costruita attorno a un grande tema annuale espresso sotto forma di domanda. Ogni anno Triennale individuerà una questione cruciale della contemporaneità, alla quale mostre, incontri, pubblicazioni, attività di ricerca e public program proveranno a rispondere da prospettive differenti. Questo impianto tematico servirà a rafforzare la coerenza culturale dell’intera programmazione e a favorire il dialogo tra le diverse discipline.
L’attività espositiva comprenderà sia mostre tematiche sia esposizioni monografiche dedicate ai protagonisti dell’arte, dell’architettura, del design e della moda, tutte riconducibili al quadro concettuale individuato annualmente. Riprendendo una tradizione che appartiene alla storia della Triennale, torneranno inoltre gli interventi di arte pubblica nello spazio antistante il Palazzo dell’Arte, affidati di volta in volta a designer, architetti e artisti di rilievo internazionale.
Grande attenzione sarà riservata anche al Museo del Design Italiano. La collezione permanente verrà progressivamente ampliata attraverso una politica di acquisizioni che consentirà di documentare anche la produzione più recente del design italiano. Nella visione di Michele De Lucchi il museo non sarà soltanto uno spazio dedicato all’esposizione degli oggetti, ma un luogo destinato a raccontare la storia delle idee che hanno reso il design italiano un punto di riferimento internazionale, approfondendo le matrici culturali, i contesti sociali e le metodologie progettuali che hanno dato origine ai suoi maggiori successi.
Il public program sarà arricchito dall’introduzione delle Lezioni milanesi, un ciclo annuale di incontri affidato a protagonisti del dibattito culturale italiano e internazionale. A queste si aggiungerà la rassegna Work in Progress, pensata come percorso di avvicinamento alla XXV Esposizione Internazionale del 2028 e dedicata a figure provenienti dal mondo delle arti, del cinema e della letteratura. Tra gli ospiti già annunciati figura Asma Mhalla, specialista franco-tunisina di politica e geopolitica della tecnologia. Sono inoltre previsti incontri e seminari dedicati al ruolo delle istituzioni culturali nella società contemporanea.
Anche il settore Teatro e Voce sarà sempre più integrato con il resto della programmazione culturale, favorendo l’ibridazione tra linguaggi artistici e differenti modalità espressive.
Un ruolo centrale sarà affidato al Centro studi di Triennale, fondato nel 1935, attivo fino al 1990 e riattivato nel 2024 all’interno del progetto Cuore. Presieduto da Vincenzo Trione, il Centro individuerà il tema della prossima Esposizione Internazionale del 2028 e le questioni interdisciplinari che guideranno la programmazione annuale, coordinando inoltre le attività di ricerca e le pubblicazioni scientifiche. Promuoverà anche un hub dedicato all’incubazione di idee e progetti rivolto a giovani designer, architetti e creativi che utilizzeranno periodicamente gli spazi della Triennale.
A supporto del Centro studi opererà un Advisory Board composto dalla scrittrice Melania Mazzucco, dal geografo Franco Farinelli, dalla sociologa Nathalie Heinich, dal fisico Carlo Rovelli, dal teologo e filosofo padre Paolo Benanti e dallo scrittore e saggista Giuliano da Empoli, chiamati a offrire contributi interdisciplinari e prospettive originali sui grandi temi della contemporaneità.
Le attività dedicate agli archivi saranno rafforzate attraverso nuovi progetti di ricerca, iniziative divulgative e collaborazioni con altre istituzioni culturali. L’Archivio di Triennale sarà valorizzato mediante esposizioni dedicate e attraverso nuove strategie di comunicazione digitale finalizzate a rendere sempre più accessibili documenti e materiali.
Sempre nell’ambito del progetto Cuore confluiranno le iniziative di alta formazione sviluppate insieme a università e centri di ricerca italiani e internazionali. Sarà avviato un percorso specialistico dedicato alla curatela, agli allestimenti, alla comunicazione culturale e alla relazione con i pubblici, mentre nascerà il Triennale PhD Program per l’attivazione di nuovi dottorati di ricerca e programmi di fellowship rivolti a studiosi, curatori, architetti, artisti e designer selezionati attraverso bandi internazionali.
Anche il settore editoriale sarà completamente ripensato con una linea integrata che comprenderà tre collane dedicate a cataloghi, libri e album. La rivista Lotus seguirà le direttrici di ricerca definite dal Centro studi, mentre saranno rinnovati il magazine online e incrementata la produzione di podcast e contenuti digitali.
Tra gli obiettivi strategici rientra infine il rafforzamento delle forme di sostegno all’attività istituzionale. Il Patron Program verrà ulteriormente valorizzato e sarà avviato uno studio per la creazione di un Board of Trustees, ispirato ai principali musei internazionali e destinato a supportare lo sviluppo strategico della Triennale.
La nuova programmazione entrerà progressivamente nel vivo nei prossimi mesi. Le mostre, i progetti e tutte le attività previste per il 2027 saranno infatti presentati nel corso di una conferenza stampa in programma nel novembre 2026, quando prenderà forma il primo calendario completo della Triennale disegnata dalla nuova governance.
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