Il Sacrificio di Isacco di Orazio Gentileschi

La nota

2011, Quindicesima puntata

Nella puntata di oggi, Ambra ci parla di una delle opere più note di Orazio Gentileschi, il Sacrificio di Isacco, opera realizzata tra il 1621 e il 1624 e conservata alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova, città nella quale l'artista fu particolarmente attivo.

“Su, prendi tuo figlio, il tuo diletto che tu ami, Isacco, e va nel territorio di Moria ed offrilo ivi in olocausto su di un monte che ti dirò”.
Crudeli parole furono quelle pronunciate dal Signore al cospetto di un padre che tanto amore nutriva verso il figlio, una prova che egli non avrebbe mai creduto di dover sostenere.
E nella terra di Sion, ben presto giunse quel giorno e in quel preciso luogo dove secondo la tradizione islamica oggi sorge la moschea di Omar, Abramo costruì l'altare e legato il figlio Isacco, lo pose sopra di esso.

Con l'animo colmo di profondo dolore, il vecchio padre estrasse il coltello per uccidere il figlio quando l'angelo mandato dal cielo afferrò il suo braccio già impegnato nelle crudele azione.
Come Mirone nella sua divina arte scultorea bloccava i movimenti e le gesta dei suoi personaggi, qui, la raffinatezza di Orazio Gentileschi si stempera in una delle più drammatiche scene della vita di Abramo e dell'intero corpus biblico.
Rossa è la veste del padre come il sangue che dalle vene di un corpo giovane e inconsapevole sarebbe dovuto sgorgare fino all'ultimo dei suoi innocenti respiri. Bianco è invece il candido manto indossato dall'angelo che richiama a più voci la virginea purezza del giovane Isacco, protagonista di un episodio che, prefigurando la Crocifissione di Cristo, collega l'Antico al Nuovo Testamento.

Banco di prova per moltissimi artisti, il Sacrificio di Isacco ha avuto una grandissima fortuna iconografica che fin dal medioevo ricorre e perdura nei secoli.
Nel 1615 anche Orazio Gentileschi scelse tale tema che dalla Genesi riecheggia in una profonda tensione psicologica che l'abilità indiscussa di Orazio riuscì ben a cogliere e rappresentare.

Scelse Pietro Molli come modello per il suo Sacrificio di Isacco, presente oggi in Palazzo Spinola a Genova, colui che fu testimone nel processo avvenuto nel 1612 contro Agostino Tassi accusato di aver violentato la figlia del pittore, Artemisia Gentileschi.
E se il dolore invase glia animi della famiglia Gentileschi, la genialità delle loro doti pittoriche riempiono ancora oggi di ammirazione gli sguardi appassionati degli osservatori.

Ambra Grieco








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