A Velia (Salerno) la fondazione di Elea diventa un videogioco ispirato a Parmenide


Presentato il 12 ottobre dai Parchi archeologici di Paestum e Velia (Salerno), “ELEA. CITTÀ DA FONDARE.” trasforma la storia dell’antica polis in un’esperienza interattiva. Il progetto, realizzato con fondi PNRR, integra ricerca archeologica, filosofia e gamification, con una versione digitale destinata anche alle scuole.

Fondare una città significa prendere decisioni sulla distribuzione degli spazi, sulle risorse, sulla difesa e sulla forma di governo. Sono queste le premesse di ELEA. CITTÀ DA FONDARE., il videogioco presentato lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 10, al Parco archeologico di Velia. Promosso dai Parchi archeologici di Paestum e Velia e realizzato in coproduzione con AMONG S.r.l. Società Benefit, il progetto traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa, nella quale le scelte dei giocatori determinano gli equilibri della comunità. Disponibile in versione digitale e da tavolo, comprende anche una versione online rivolta alle scuole secondarie di secondo grado.

L’iniziativa è stata realizzata con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, nell’ambito della Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”, Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. Il progetto rientra nell’Investimento 1.2, dedicato alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, nelle biblioteche e negli archivi per ampliare l’accesso e la partecipazione alla cultura, nell’ambito della Linea d’Azione 7 “Formazione degli operatori culturali” e degli interventi per la valorizzazione e l’accessibilità del patrimonio attraverso tecnologie innovative e metodologie di gamification.

Il punto di partenza è la vicenda dei Focei che, in fuga dall’avanzata persiana, attraversarono il Mediterraneo e raggiunsero le coste del Cilento, dove fondarono Elea nel VI secolo a.C. I partecipanti sono chiamati ad assumere il punto di vista di quella comunità, quando il futuro della città era ancora da definire. La conoscenza storica passa così attraverso le questioni che i suoi abitanti dovettero affrontare: organizzare gli insediamenti, garantire le risorse, stabilire rapporti con le comunità vicine e costruire un sistema sociale e politico capace di durare.

La versione da tavolo di Elea
La versione da tavolo di ELEA. CITTÀ DA FONDARE.

La partita si sviluppa in cinque turni, dedicati alla collocazione delle abitazioni, alla difesa, alle opere e agli spazi comuni, alle strategie di crescita e alla forma di governo. I giocatori rappresentano cinque gruppi della società, sacerdoti, guerrieri, costruttori, agricoltori e mercanti, ciascuno portatore di esigenze specifiche ma legato al destino della stessa polis. Le proposte vengono discusse, motivate e votate, incidendo sulle risorse disponibili, sulle infrastrutture, sulla difesa, sulle relazioni e sulla coesione della città, oltre che sugli equilibri di potere tra i gruppi.

Nella fase conclusiva, denominata “Prova della storia”, eventi imprevisti sottopongono la comunità a crisi, conflitti e nuove opportunità. Questa parte permette di verificare la tenuta delle decisioni prese e di osservare le fragilità del sistema costruito, mettendo in relazione le scelte collettive con circostanze che non possono essere controllate. Ogni decisione comporta infatti vantaggi, costi e conseguenze differenti.

Il pensiero di Parmenide costituisce la base concettuale delle meccaniche di gioco. Le scelte si sviluppano secondo due prospettive, Doxa, associata al vantaggio dei singoli gruppi, e Aletheia, orientata al vantaggio della città. Gli eventuali stalli decisionali vengono risolti dal Grammateus attraverso uno speciale “algoritmo parmenideo”. Nella versione digitale, l’applicazione assume proprio il ruolo del Grammateus, guidando i giocatori e illustrando gli effetti delle decisioni.

Elea
La versione da tavolo di ELEA. CITTÀ DA FONDARE.

La tecnologia viene quindi utilizzata come strumento di mediazione culturale, capace di rendere accessibili contenuti storici, archeologici e filosofici attraverso situazioni concrete. Assumere un ruolo, discutere alternative, votare e verificare le conseguenze delle proprie scelte permette di confrontare prospettive differenti e comprendere le relazioni tra i diversi aspetti della vita urbana. La versione digitale consente inoltre di utilizzare il gioco in classe e al di fuori della visita al Parco, ampliando le occasioni di incontro con la storia di Elea.

L’esperienza propone anche una chiave di lettura del patrimonio archeologico. Abitazioni, fortificazioni, santuari, approdi e territorio vengono ricondotti alle funzioni svolte nella vita della comunità e ai rapporti che collegavano i diversi spazi. I resti materiali possono così essere interpretati alla luce delle necessità, delle relazioni e delle decisioni che contribuirono a definire la città antica. Il progetto ha ricevuto la collaborazione della Società Filosofica Italiana, nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con i Parchi archeologici di Paestum e Velia e del relativo Atto attuativo, dedicato al collaudo e alla diffusione del gioco nelle scuole. La presentazione è stata anche un’occasione per condividere le prospettive didattiche dell’iniziativa e rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali, comunità scientifica e mondo dell’istruzione.

ELEA. CITTÀ DA FONDARE. è stato realizzato con il sostegno della Direzione generale Musei, nell’ambito delle iniziative dedicate al gaming previste dal Piano della comunicazione dell’investimento PNRR per l’accessibilità nei luoghi della cultura. L’iniziativa si inserisce nella strategia dei Parchi archeologici di Paestum e Velia per sperimentare strumenti innovativi di educazione al patrimonio, ampliare la partecipazione e favorire una fruizione più inclusiva. La storia della polis e la filosofia di Parmenide diventano così il punto di partenza per un’esperienza che mette in relazione ricerca e innovazione, rivolta alle nuove generazioni e a un pubblico più vasto.

Dichiarazioni

L’investimento PNRR dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, coordinato dalla Direzione generale Musei” sottolinea Roberto Vannata, Dirigente del Servizio II della Direzione generale Musei, “ha rappresentato un’occasione straordinaria per rafforzare la qualità della fruizione attraverso interventi sui luoghi, formazione degli operatori, comunicazione e sperimentazione di nuovi linguaggi. In questa prospettiva, il Piano della comunicazione ha previsto anche un bando dedicato al gaming, riconoscendo nel gioco uno strumento capace di ampliare le forme di partecipazione e di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale. “Elea. Città da fondare.” esprime con particolare efficacia questa visione: mette in relazione ricerca, archeologia, filosofia e partecipazione, offrendo una nuova chiave di accesso alla storia della città antica. Esperienze di questo tipo contribuiscono a far crescere il Sistema Museale Nazionale e ad ampliare la capacità dei musei di costruire relazioni con pubblici diversi.”

“ELEA. Città da fondare. nasce da questa prospettiva e dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e competenze professionali diverse”, dichiara Tiziana D’Angelo, Direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia. “Un progetto che rafforza il ruolo del Parco come luogo di conoscenza e formazione, offrendo alle scuole e ai visitatori nuove opportunità per approfondire la storia della città e la sua tradizione filosofica. Attraverso la partecipazione e il confronto, il gioco invita a comprendere la complessità della vita di una comunità antica e il valore delle decisioni che ne determinano il futuro. Un modo diverso e coinvolgente di raccontare la storia di Elea, incentrato sull’apprendimento del senso civico. L’innovazione diventa così uno strumento al servizio della missione educativa dei Parchi, per favorire una conoscenza più consapevole del patrimonio e consolidare il legame tra le nuove generazioni e i luoghi della cultura".

“La sfida è stata costruire un gioco semplice e accessibile, senza rinunciare alla ricchezza dell’esperienza”, dichiara Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco. "La soluzione è stata incorporare il pensiero di Parmenide nella meccanica del gioco e proporre alternative storicamente plausibili, che permettono la costruzione di decine di città diverse”.




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