Il governo britannico blocca l'esportazione di un Rembrandt da 71 milioni di sterline


Il governo britannico ha imposto un divieto temporaneo di esportazione sul Ritratto di Catrina Hooghsaet, opera tarda di Rembrandt custodita nel Paese dalla metà del Settecento, per dare a musei e istituzioni la possibilità di raccogliere i fondi necessari ad acquistarla. L’opera è stata valutata oltre 71 milioni di sterline, ovvero circa 83 milioni di euro.

Il governo del Regno Unito ha imposto un divieto temporaneo all’esportazione definitiva di un dipinto di Rembrandt (Rembrandt Harmenszoon van Rijn; Leida, 1606 – Amsterdam, 1669), nella speranza che un museo o un’istituzione britannica riesca a raccogliere i fondi necessari per acquistarlo e tenerlo nel Paese. L’opera in questione è il Ritratto di Catrina Hooghsaet, dipinto da Rembrandt nel 1657 e considerato uno dei lavori più eccezionali dell’ultima fase della sua carriera. Il quadro si trova esposto nel Regno Unito fin dalla metà del XVIII secolo ed è stato valutato 71 milioni di sterline (circa 83 milioni di euro), una cifra che lo rende l’oggetto più costoso a cui sia mai stato attribuito lo status di tesoro nazionale britannico. Si tratta di un olio su tela del 1657 dalle dimensioni di 126 per 98,5 centimetri, iscritto e firmato sullo scudo in alto a sinistra con la dicitura “CATRINA HOOGH/SÆT./OVT.50./Jaer” e con la firma “Rembrandt.f./1657”.

La decisione di applicare un divieto temporaneo di esportazione al ritratto ha lo scopo di concedere a musei e istituti il tempo necessario per reperire i fondi utili alla sua acquisizione, con l’obiettivo di tenere nel Regno Unito un’opera di grande importanza e di garantirne l’esposizione al pubblico. Secondo quanto dichiarato dalle autorità competenti, il ritratto riveste un’importanza eccezionale per la storia condivisa e la vita nazionale britannica: l’opera arricchisce infatti la comprensione di Rembrandt e della sua produzione artistica, oltre a offrire spunti significativi sulle relazioni sociali, sul genere, sulla religione e sull’identità nella Repubblica delle Province Unite dell’epoca, sul posto occupato da Rembrandt nelle collezioni britanniche e, più in generale, sulla storia dell’arte della ritrattistica.

Rembrandt, Ritratto di Catrina Hoogshaet (1657; olio su tela, 126 x 98,5 cm; Collezione privata)
Rembrandt, Ritratto di Catrina Hoogshaet (1657; olio su tela, 126 x 98,5 cm; Collezione privata)

Il dipinto raffigura Catrina Hooghsaet, una donna facoltosa appartenente alla comunità mennonita di Amsterdam, la cui vita domestica si discostava dalle convenzioni dell’epoca: la donna viveva infatti separata dal marito. Nella rappresentazione di Rembrandt emergono con chiarezza sia il carattere sia l’individualità della donna ritratta, a testimonianza della capacità dell’artista, universalmente riconosciuta, di restituire la vita interiore dei propri soggetti. La storia del passaggio di proprietà del dipinto, ricostruita in modo dettagliato dagli esperti, parte dalla stessa Catrina Hooghsaet, vissuta ad Amsterdam tra il 1607 e il 1685, per poi passare al suo terzo marito, Jan Schildt, morto nel 1686, sempre ad Amsterdam. L’opera risulta poi probabilmente nelle mani di John Fane, Lord Le Despencer e settimo conte di Westmorland, vissuto tra il 1685 e il 1762, presso Mereworth House, nel Kent, entro il 1752. Successivamente il dipinto passò a Sir Francis Dashwood, secondo baronetto e Lord Le Despencer, vissuto tra il 1708 e il 1781. Rimasta per cinquant’anni nella stessa famiglia, dopo la scomparsa dell’ultimo discendente di Dashwood, nel 1831, il dipinto fu venduto all’asta nel 1831 e acquistato in seguito da un certo Peacock, probabilmente identificabile con il mercante londinese Michael Peacock. L’opera entrò poi a far parte della collezione di Edmund Higginson, nato Barneby, presso Saltmarshe Castle, nell’Herefordshire, entro il 1836. Il dipinto fu quindi messo all’asta da Christie’s a Londra tra il 4 e il 6 giugno 1846, come lotto numero 221, per la cifra di 798 sterline, sebbene fosse stato ricomprato dallo stesso venditore, e nuovamente battuto all’asta, sempre da Christie’s a Londra, tra il 4 e il 6 giugno 1860, come lotto numero 43, questa volta per 740 ghinee, aggiudicato al mercante londinese Henry Farrer. L’opera entrò successivamente nella collezione del colonnello Edward Douglas-Pennant, primo barone Penrhyn di Llandegai, per poi passare ai suoi discendenti. Il dipinto fu infine oggetto di una vendita privata nel 2015, quando venne acquisito da un collezionista privato, e di una successiva vendita privata tramite Christie’s nel 2025, in occasione della quale è stato acquisito dall’attuale proprietario.

La ministra per le Arti, Ruth Mackenzie, ha dichiarato che “la portata, la bellezza e la storia di questo capolavoro lo rendono una priorità per i partner culturali, i finanziatori, i filantropi e gli appassionati dell’opera di Rembrandt, chiamati a contribuire affinché il dipinto possa conservare il proprio posto storico nel Paese”.

Andrew Hochhauser, presidente del comitato incaricato di valutare la richiesta di esportazione, ha spiegato che il ritratto di Catrina Hooghsaet, dipinto nella fase finale della carriera dell’artista, “si colloca tra i suoi risultati più alti. L’opera appartiene infatti a un ristretto gruppo di ritratti di grande formato, raffiguranti i soggetti a tre quarti, e si distingue per la delicatezza, la raffinatezza e la straordinaria qualità della finitura. Grazie alla sua sensibilità e alla sua profonda capacità di introspezione psicologica, Rembrandt trasforma i lineamenti relativamente ordinari della donna in una straordinaria immagine di bellezza. La vita di Catrina Hooghsaet, insolitamente ben documentata, permette di studiare il suo ritratto insieme a una ricca documentazione storica, offrendo rari spunti di riflessione sulle relazioni sociali, genere, religione e identità nella Repubblica delle Province Unite. Si tratta di un dipinto di straordinaria importanza estetica e di fondamentale rilevanza per la nostra storia culturale. È inoltre di eccezionale importanza per lo studio della storia della ritrattistica, dell’opera di Rembrandt e della storia del collezionismo delle sue opere in Gran Bretagna. Questo dipinto di enorme importanza dovrebbe essere preservato per la nazione ed esposto al pubblico in questo paese”.

Il comitato ha raccomandato l’applicazione del divieto di esportazione poiché l’opera soddisfa tutti e tre i criteri Waverley, gli standard utilizzati per stabilire se un oggetto rivesta un’importanza nazionale tale da rendere la sua uscita dal Regno Unito una perdita significativa. Nel caso specifico, il dipinto è stato riconosciuto per il proprio forte legame con la storia e la vita nazionale britannica, per la propria eccezionale qualità estetica e per la propria importanza ai fini dello studio dell’opera di Rembrandt.

La decisione definitiva sulla richiesta di licenza di esportazione sarà rinviata fino al 26 dicembre 2026 incluso, periodo durante il quale le autorità britanniche accoglieranno manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti idonei a rilevare l’opera. Al termine di questo primo periodo di sospensione, i proprietari attuali del dipinto avranno a disposizione un periodo di riflessione di quindici giorni lavorativi per valutare eventuali offerte di acquisto formulate al prezzo raccomandato di 71.696.324,90 sterline (83,7 milioni di euro), a cui si aggiungerà un’IVA pari a 754.698,15 sterline (881mila euro). Un secondo periodo di sospensione avrà inizio dopo la firma di un accordo di opzione tra le parti e durerà nove mesi.

Il meccanismo alla base della decisione assunta dal governo britannico prevede che, quando qualcuno presenta una richiesta per esportare in modo permanente dal Regno Unito un oggetto culturale di rilievo, il governo possa sospendere temporaneamente l’esportazione qualora l’oggetto venga considerato un tesoro nazionale, al fine di dare a un museo britannico o a un altro acquirente idoneo il tempo necessario per raccogliere i fondi utili a mantenere l’opera all’interno del Paese. 




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