Dal 20 al 24 luglio 2026 la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino ha ospitato un’importante campagna di indagini diagnostiche non invasive dedicate a due dei più celebri capolavori di Piero della Francesca: la Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia. L’iniziativa rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di studio che accompagnerà la mostra dedicata all’artista in programma alla National Gallery di Londra dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028.
Obiettivo della ricerca è approfondire la conoscenza della tecnica pittorica di Piero della Francesca, analizzando materiali, pigmenti, metodi esecutivi e possibili disegni preparatori. I risultati contribuiranno sia alla realizzazione del catalogo scientifico della mostra sia alla futura conservazione delle due opere.
La campagna diagnostica è stata coordinata da David Buti del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) ed è frutto della collaborazione tra la Galleria Nazionale delle Marche, il CNR ISPC, il CNR – Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche “Giulio Natta” (SCITEC) e il Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia, con il supporto della National Gallery di Londra e di E-RIHS.it, il nodo italiano dell’infrastruttura di ricerca europea E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science).
L’iniziativa ha coinvolto ricercatrici e ricercatori specializzati nella diagnostica dei beni culturali, riunendo competenze provenienti da diversi laboratori italiani che operano stabilmente nell’ambito di E-RIHS. Per il CNR ISPC hanno partecipato David Buti, Emanuela Grifoni e Cristiano Riminesi del Heritage Material Science Lab della sede di Firenze, Claudia Caliri e Michela Botticelli del XRAYlab della sede di Catania. Hanno inoltre preso parte alle attività Letizia Monico del CNR SCITEC di Perugia e Catia Clementi del Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia. La campagna è stata realizzata in stretta sinergia con la Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Luigi Gallo. Un ruolo centrale nell’organizzazione delle attività è stato svolto dalla conservatrice Marta Manfredi, che ha coordinato operativamente tutte le fasi della campagna e l’interazione tra il team scientifico e il museo. Il coordinamento scientifico e curatoriale è stato seguito da Giovanni Russo, storico dell’arte della Galleria e uno dei curatori del catalogo della mostra della National Gallery di Londra. Alle attività hanno inoltre collaborato Giulia Papini, il cui contributo è stato fondamentale per la pianificazione delle attività, la movimentazione in sicurezza delle opere e l’integrazione delle indagini con il percorso di studio e valorizzazione dei due dipinti, e la stagista Rebecca Righi degli Istituti Santa Paola di Mantova.
Le indagini hanno integrato, in un’unica campagna di studio, alcune delle tecnologie più avanzate oggi disponibili nel settore della diagnostica artistica. Grazie all’impiego di tecniche di imaging multimodale ad alta risoluzione, abbinate a sofisticate analisi spettroscopiche molecolari e atomiche, sarà possibile ottenere una documentazione scientifica senza precedenti delle due opere.
Gli esami consentiranno di ricostruire la distribuzione degli elementi chimici presenti nei dipinti, identificare pigmenti e materiali organici, individuare eventuali disegni preparatori, pentimenti dell’artista, restauri antichi e moderni, oltre a ricostruire con maggiore precisione le modalità esecutive adottate da Piero della Francesca.
La campagna rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra musei, enti di ricerca e infrastrutture scientifiche europee, dimostrando come l’integrazione di competenze multidisciplinari possa ampliare la conoscenza delle opere d’arte senza ricorrere a interventi invasivi. Le informazioni raccolte durante questa campagna contribuiranno infatti ad arricchire la documentazione scientifica della Flagellazione di Cristo e della Madonna di Senigallia, offrendo nuovi strumenti per comprendere il processo creativo di Piero della Francesca.
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