Olanda, “scoperto” un bozzetto di Rembrandt al Museo Bredius


Al Museo Bredius dell’Aia, è stato “scoperto” un nuovo dipinto di Rembrandt: si tratta in realtà di un’opera nota almeno dal 1921, in passato già attribuita al grande artista olandese, poi derubricata a copia di bottega. Adesso però gli studiosi fanno marcia indietro, ecco perché.

Il Museo Bredius dell’Aia, in Olanda, ha fatto sapere di aver “scoperto” un bozzetto di Rembrandt nelle proprie collezioni: si tratta di un disegno a olio raffigurante l’Innalzamento della croce. Fu acquistato nel 1921 dal collezionista Abraham Bredius, cui il museo è intitolato: quando comperò l’opera, fa sapere il museo, era già convinto che fosse opera di Rembrandt, ma studi successivi esclusero la possibilità che lo schizzo fosse da ricondurre al grande artista del Seicento olandese.

Adesso il bozzetto è stato nuovamente preso in esame e le recenti conclusioni hanno portato gli studiosi a rivedere l’attribuzione dell’opera. Ad assegnare l’opera nuovamente a Rembrandt è lo storico dell’arte Jeroen Giltaij, già capo curatore di pittura e scultura antica al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam. Giltaij rivela la sua scoperta nella sua nuova pubblicazione The Great Rembrandt Book, catalogo di tutti i 684 dipinti dell’artista olandese.

Dopo l’acquisto da parte di Abraham Bredius, gli storici dell’arte che analizzarono la tavola erano convinti che fosse opera di un seguace di Rembrandt. Il dipinto è tornato sotto esame perché è stato di recente ripulito ed esaminato, e anche i restauratori del Rijksmuseum di Amsterdam, che hanno analizzato lo schizzo, hanno confermato l’attribuzione di Giltaij, secondo il quale si tratta di una rielaborazione di un dipinto precedente sullo stesso tema, eseguito dieci anni prima (attorno al 1633) e conservato alla Alte Pinakothek di Monaco. Non si tratta di una mera copia, secondo Giltaij, perché le differenze sono notevoli: “un copista non cambia nulla”, afferma il museo, “ma dipinge un originale nel modo più preciso possibile. Nonostante le differenze, c’è davvero una connessione tra lo schizzo a olio del Museo Bredius e il dipinto di Monaco. La composizione del bozzetto ad olio mostra un grande talento artistico”.

Rembrandt, L'innalzamento della croce (1642-1645 circa; olio su tavola, 38 x 27,8 cm; L'Aia, Museo Bredius)
Rembrandt, L’innalzamento della croce (1642-1645 circa; olio su tavola, 38 x 27,8 cm; L’Aia, Museo Bredius)

Secondo l’istituto dell’Aia, la corretta attribuzione era stata inficiata da vecchi strati di vernice sovrammessi allo schizzo, che hanno reso difficile una valutazione corretta dello stile di Rembrandt. I restauratori hanno dunque deciso di “spogliare” il dipinto di tutte le aggiunte successive in modo da poter studiare la pittura originale del XVII secolo. Il restauratore Johanneke Verhave di Restauratie Atelier Rotterdam si è occupato materialmente delle operazioni, così adesso il Museo Bredius può mostrare il dipinto senza le alterazioni successive. Ciò significa che ogni pennellata e tocco di Rembrandt sono adesso chiaramente visibili, ma allo stesso tempo anche i danni nello strato di vernice sono ora nettamente distinguibili.

Sull’opera sono state condotte anche indagini diagnostiche, in particolare riflettografie a infrarossi (IRR) e radiografie. Il Rijksmuseum di Amsterdam ha anche eseguito una scansione a fluorescenza a raggi X macro (Macro XRF). I dati ottenuti da questa ricerca sono attualmente in fase di analisi. Per quanto riguarda l’uso dei materiali, il Rijksmuseum non ha trovato nulla che contraddica un’attribuzione a Rembrandt. La studiosa Marta Dominguez-Delmás, ricercatrice in dendrocronologia al Rijksmuseum, è stata in grado di determinare con una ricerca dendrocronologica che la tavola su cui è stato dipinto l’Innalzamento della croce risale al 1634 e che potrebbe essere stato utilizzato dal pittore tra il 1642 e il 1645.

Le analisi dimostrano inoltre che il bozzetto presenta vari pentimenti (correzioni apportate dall’artista in fase di realizzazione dell’opera). Ciò significa che la composizione è stata un processo creativo, cosa che esclude la possibilità che lo schizzo a olio sia una copia del tempo di Rembrandt da un altro dipinto. È anche interessante notare che Rembrandt ha riutilizzato un elemento della sua stessa opera nello schizzo per il cavaliere a cavallo a destra (lo stesso cavaliere appare in un’incisione di Rembrandt, datata intorno al 1629).

Ora, a partire dal 3 novembre, il Museo Bredius dedica una presentazione al bozzetto a olio e alla ricerca del Rijksmuseum e del restauratore Johanneke Verhave. L’opera potrà essere vista fino al 15 gennaio 2023.

Olanda, “scoperto” un bozzetto di Rembrandt al Museo Bredius
Olanda, “scoperto” un bozzetto di Rembrandt al Museo Bredius


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