Pubblicità

Un raro dipinto di Luca Giordano, un affresco su stuoia di vimini, acquisito dagli Uffizi

di Redazione 21/10/2026

Categorie: Arte antica / Argomenti: Seicento - Firenze - Uffizi - Arte antica - arte barocca - Luca Giordano - Gallerie degli Uffizi


Gli Amici degli Uffizi hanno acquistato a TEFAF Maastricht 2026 e donato agli Uffizi un tondo di Luca Giordano, del 1685 circa, raffigurante Cristo e la Samaritana. L’opera fu realizzata a Firenze con una particolare tecnica ad affresco su un supporto mobile in vimini.

Pubblicità
Pubblicità

Un raro dipinto realizzato ad affresco su una stuoia rotonda di vimini, anziché su una parete, una tela, una tavola o comunque su un supporto tradizionale: è questa la particolarità del Cristo e la Samaritana, opera di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705) che entra nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi grazie a una donazione degli Amici degli Uffizi – Friends of Uffizi Galleries. Il tondo, del diametro di 111 centimetri, fu realizzato a Firenze intorno al 1685, durante il soggiorno in città del pittore napoletano, ed è stato acquistato dall’associazione all’edizione 2026 del TEFAF di Maastricht.

Pubblicità
Pubblicità

L’opera, che raffigura l’incontro tra Cristo e la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe, costituisce una testimonianza del rapporto tra Giordano e Firenze nella seconda metà del Seicento. La sua particolarità non riguarda soltanto la tecnica esecutiva: il dipinto appartiene infatti a una serie di quattro tondi commissionati all’artista da Andrea Del Rosso, esponente di una nobile famiglia fiorentina, e realizzati durante il soggiorno del pittore a Palazzo Del Rosso. Della stessa serie è noto anche il Cristo tra i dottori, oggi conservato all’Institute of Art di Minneapolis.

Pubblicità
Pubblicità

La donazione arricchisce la raccolta degli Uffizi di un’opera che documenta la presenza in Toscana di uno dei maggiori interpreti della pittura napoletana del Seicento. Il dipinto sarà collocato nelle sale del primo piano dedicate alla pittura del XVII secolo, di prossima apertura, dove potrà essere messo in relazione con le opere degli artisti attivi a Firenze nello stesso periodo.

Pubblicità
Pubblicità

Il Cristo e la Samaritana faceva parte di una serie di quattro dipinti circolari commissionati ad Andrea Del Rosso, membro di una nobile famiglia fiorentina, che affidò a Giordano la loro realizzazione durante il soggiorno dell’artista in città. Il ciclo fu eseguito proprio a Palazzo Del Rosso, e il dipinto donato agli Uffizi è uno degli esemplari oggi noti. Un altro tondo della serie, Cristo tra i dottori, è conservato all’Institute of Art di Minneapolis. La presenza di opere riconducibili allo stesso insieme in collezioni differenti permette di ricostruire, almeno in parte, la vicenda di una commissione legata alla committenza aristocratica fiorentina.

Luca Giordano, Cristo e la samaritana (1685; affresco su vimini, diametro 111 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)
Luca Giordano, Cristo e la samaritana (1685; affresco su vimini, diametro 111 cm; Firenze, Gallerie degli Uffizi)
Il verso del dipinto
Il verso del dipinto

La tecnica della “paniera” e la rapidità di Luca Giordano

La particolarità materiale del dipinto risiede, come anticipato, nel supporto sul quale è stato realizzato. Si tratta di una cosiddetta “paniera”, una stuoia circolare in vimini sulla quale veniva eseguita la pittura ad affresco. Il supporto, leggero e mobile, permetteva di trasferire la decorazione senza doverla realizzare direttamente su una parete. La tecnica era stata impiegata a Firenze da Giovanni da San Giovanni e da altri maestri e fu adottata anche da Giordano durante la sua permanenza in città.

L’artista napoletano era noto per la rapidità con cui riusciva a eseguire le proprie opere, tanto da essere soprannominato “Luca fa presto” (secondo la tradizione, anche il Cristo e la Samaritana sarebbe stato realizzato nell’arco di appena due giornate: il dipinto si distingue per la composizione immediata e per i toni brillanti e luminosi, che richiamano lo stile di Pietro da Cortona).

Il soggetto dell’opera è tratto dal Vangelo di Giovanni e racconta l’incontro di Gesù con la donna samaritana nei pressi del pozzo di Giacobbe. La scena, resa attraverso una composizione di grande freschezza, permette di riconoscere la capacità di Giordano di affrontare la pittura sacra con un linguaggio dinamico e luminoso.

Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana

Il rapporto con Firenze e gli affreschi di Palazzo Medici Riccardi

L’ingresso del tondo nelle collezioni degli Uffizi assume particolare rilievo anche per il legame con uno dei principali cantieri fiorentini di Luca Giordano: la decorazione del salone al piano nobile di Palazzo Medici Riccardi, capolavoro del pittore partenopeo. In questo ambiente l’artista realizzò un ciclo di affreschi nel quale le scene si susseguono in una narrazione continua, secondo una soluzione che richiama quella adottata da Pietro da Cortona nelle Stanze dei Pianeti di Palazzo Pitti.

Il ciclo di Palazzo Medici Riccardi rappresenta un passaggio significativo nella storia della decorazione monumentale, perché costituisce il primo esempio di grande decorazione priva di una struttura architettonica dipinta, e il tondo con Cristo e la Samaritana fu eseguito proprio nella fase finale dei lavori nel palazzo: la sua acquisizione consente dunque di collegare la raccolta degli Uffizi a un momento importante dell’attività fiorentina dell’artista.

Giordano incontrò rapidamente il favore della nobiltà cittadina e lavorò anche per la Cappella Corsini al Carmine. Gli Uffizi conservano già un suo Autoritratto e nel 2015 hanno acquistato il bozzetto per gli affreschi della cappella in occasione della Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini.

La nuova opera si inserisce così in un percorso di documentazione della presenza a Firenze di artisti provenienti da altri centri italiani, contribuendo ad approfondire le relazioni tra la tradizione pittorica locale e il linguaggio barocco di respiro internazionale. Quando sarà esposto nelle nuove sale del primo piano dedicate alla pittura del Seicento, il tondo potrà essere confrontato con le opere degli artisti attivi a Firenze nello stesso periodo e contribuirà a raccontare gli scambi e le contaminazioni che caratterizzarono la pittura italiana del Barocco.

Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana, dettaglio del supporto
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana, dettaglio del supporto
Luca Giordano, Cristo e la samaritana
Luca Giordano, Cristo e la samaritana, dettaglio del supporto
Conferenza stampa di presentazione del dipinto
Conferenza stampa di presentazione del dipinto

Commenti

Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.