Flavio Favelli firma a Gibellina 500, il nuovo intervento di arte pubblica realizzato nell’ambito del programma di residenza artistica di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. L’opera, curata da Cristina Costanzo, si inserisce nel dialogo tra arte contemporanea, memoria e spazio urbano.
Il progetto prende forma attraverso un grande murale realizzato in un’area comunale affacciata su piazza 15 Gennaio, uno dei luoghi più rappresentativi della memoria collettiva e dell’identità di Gibellina. Qui Favelli utilizza il muro come superficie narrativa, trasformandolo in uno spazio di riflessione privata e pubblica. L’opera si inserisce nella ricerca che l’artista porta avanti dal 2012 sulla pittura murale, un linguaggio con cui ha affrontato numerosi interventi nello spazio pubblico, stimolando spesso un acceso confronto sul ruolo dell’arte fuori dai luoghi tradizionali dell’esposizione. Attraverso questo mezzo Favelli esplora il rapporto tra opera e città, tra immagine e interpretazione, mettendo in discussione i confini tra museo e strada.
Per 500, l’artista ha scelto come soggetto due banconote: quella da 500.000 lire e quella da 500 euro. Riprodotte sia sul fronte sia sul retro, le due carte moneta diventano il punto di partenza per una riflessione sul significato economico, culturale e politico delle immagini che accompagnano la vita quotidiana. La banconota da cinquecentomila lire, tra le meno diffuse nella storia della Repubblica Italiana ma considerata un capolavoro della numismatica, è dedicata a Raffaello Sanzio. Sul murale compaiono l’autoritratto del maestro urbinate accompagnato da un dettaglio del Trionfo di Galatea e, sul verso, la celebre Scuola di Atene.
Accanto a questa compare la banconota da cinquecento euro, il taglio di maggior valore della moneta unica europea. Le sue architetture immaginarie, prive di riferimenti a edifici realmente esistenti, assumono nell’interpretazione di Favelli un significato particolare: tra queste emerge il ponte raffigurato sul retro, che l’artista legge come un richiamo ideale al ponte sullo Stretto di Messina, trasformando un elemento grafico in un riferimento simbolico al dibattito contemporaneo. Attraverso l’ingrandimento e la riproduzione fedele delle banconote, Favelli trasforma immagini familiari in strumenti d’indagine critica. Diventano così occasione per interrogarsi sul valore del denaro, sulla memoria collettiva, sull’identità nazionale ed europea e sul potere simbolico delle immagini che accompagnano la vita di tutti i giorni.
Con 500, Gibellina arricchisce il proprio patrimonio di arte pubblica con un’opera che invita il pubblico a guardare oltre l’apparenza della quotidianità.
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