Due rari fiori futuristi di Giacomo Balla entrano nelle collezioni del KMSKA di Anversa


Il Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen di Anversa acquisisce una rara coppia di sculture futuriste di Giacomo Balla: fiori futuristi in legno dipinto, concepiti come elementi plastici destinati a trasformare e vivacizzare gli spazi della modernità. 

Bottegantica annuncia l’acquisizione, da parte del Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen (KMSKA) di Anversa, di una rara coppia di sculture futuriste realizzate da Giacomo Balla. Le opere, Tree e Rose, databili intorno al 1918, sono due sculture in legno dipinto, alte rispettivamente 32,4 cm e 33 cm, entrambe firmate dall’artista con firma incisa.

Questi lavori appartengono a uno dei momenti più innovativi della produzione di Balla, quando il maestro futurista ampliò la propria ricerca oltre la pittura, immaginando un’arte capace di coinvolgere ogni aspetto dell’ambiente domestico. In queste sculture la natura viene reinterpretata attraverso forme essenziali, colori vivaci e volumi dinamici. Tree e Rose rappresentano inoltre rari esempi di fiori futuristi in legno dipinto, concepiti come elementi plastici destinati a trasformare e vivacizzare gli spazi della modernità. Il loro valore storico è accresciuto da una provenienza di grande prestigio: dalla collezione di Luce Balla, a Roma, passarono intorno al 1960 a Lydia Winston Malbin di Detroit, celebre collezionista che ebbe un ruolo determinante nella riscoperta e nella diffusione internazionale del Futurismo italiano.

Giacomo Balla, Tree and Rose (1918 circa; coppia di sculture in legno dipinto, a: 32,4 cm; 33 cm; Firma incisa su entrambe: Balla)
Giacomo Balla, Tree and Rose (1918 circa; coppia di sculture in legno dipinto, a: 32,4 cm; 33 cm; Firma incisa su entrambe: Balla)

Nel corso degli anni le due sculture sono state protagoniste di importanti esposizioni internazionali, tra cui Futurism: A Modern Focus al Solomon R. Guggenheim Museum di New York (1973-1974), The Planar Dimension – Europe 1912–1932, sempre al Guggenheim (1979), e The Futurist Imagination alla Yale University Art Gallery (1983).

Per Bottegantica questa acquisizione rappresenta un motivo di particolare orgoglio. L’ingresso di opere transitate attraverso la galleria nelle collezioni permanenti di un museo di rilevanza internazionale testimonia l’impegno costante nella tutela, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio artistico italiano.




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