Tre sculture di Robert Rauschenberg donate a Tate e National Galleries of Scotland


La Robert Rauschenberg Foundation dona tre celebri sculture della serie Gluts ad ARTIST ROOMS, la raccolta congiunta di Tate e National Galleries of Scotland. Le opere saranno esposte dal 20 settembre alla Tate Modern e successivamente entreranno nel programma di mostre itineranti gratuite organizzato dai due musei.

Tre importanti sculture di Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008) entrano a far parte della collezione di ARTIST ROOMS, collezione d’arte moderna e contemporanea nata nel 2008 e gestita dalla Tate di Londra e dalle National Galleries of Scotland di Edimburgo, grazie a una donazione della Robert Rauschenberg Foundation. L’annuncio è stato dato congiuntamente dalla Tate e dalle National Galleries of Scotland, che dal 2008 condividono la gestione della raccolta e del programma dedicato alla diffusione dell’arte contemporanea attraverso mostre gratuite ospitate nei musei e nelle gallerie del Regno Unito. Le opere saranno presentate al pubblico per la prima volta dal 20 settembre 2026 alla Tate Modern, all’interno di un nuovo allestimento monografico dedicato a uno dei protagonisti assoluti dell’arte del secondo Novecento. L’esposizione si inserisce nel programma internazionale di iniziative organizzate per celebrare il centenario della nascita dell’artista americano e rappresenta uno degli appuntamenti principali delle commemorazioni.

I tre lavori donati appartengono alla celebre serie Gluts e sono intitolati G-I Glut del 1986, Rasputin’s Revenge Early Winter Glut del 1987 e Mobile Cluster Glut (Neapolitan), anch’esso del 1987. Si tratta di opere considerate tra le più significative della produzione tarda di Rauschenberg, in cui l’artista sviluppa una riflessione sul consumo, sull’industria e sulle conseguenze economiche e ambientali della società contemporanea.

La serie Gluts nacque nella seconda metà degli anni Ottanta prendendo ispirazione dal paesaggio del Texas, segnato in quegli anni dalla crisi conseguente all’eccesso di produzione petrolifera. La sovrabbondanza di petrolio aveva infatti provocato il fallimento di numerose attività, lasciando disseminati sul territorio distributori di carburante abbandonati, automobili inutilizzate, impianti industriali dismessi e macchinari ormai privi di funzione. Fu proprio osservando quei resti dell’economia americana che Rauschenberg iniziò a raccogliere rottami metallici e materiali di recupero, trasformandoli in opere d’arte. Attraverso queste sculture l’artista intendeva denunciare le contraddizioni del consumismo e della produzione incontrollata, invitando il pubblico a riflettere sul rapporto tra crescita economica, spreco e sostenibilità. Lo stesso Rauschenberg spiegò il significato del progetto con parole che continuano a mantenere una forte attualità: “È un’epoca di eccesso. L’avidità è dilagante. Sto semplicemente cercando di metterla in evidenza, cercando di risvegliare le persone”.

Robert Rauschenberg, Rasputin's Revenge Early Winter Glut (1987; metallo assemblato con catena rivestita in plastica, 157,5 x 240,7 x 33,7 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz
Robert Rauschenberg, Rasputin’s Revenge Early Winter Glut (1987; metallo assemblato con catena rivestita in plastica, 157,5 x 240,7 x 33,7 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz
Robert Rauschenberg, Mobile Cluster Glut (Neapolitan) (1987; metallo assemblato con tubo in plastica, 104,8 x 240 x 47 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz
Robert Rauschenberg, Mobile Cluster Glut (Neapolitan) (1987; metallo assemblato con tubo in plastica, 104,8 x 240 x 47 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz

Considerato uno degli artisti americani più influenti del dopoguerra, Robert Rauschenberg ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire il linguaggio dell’arte contemporanea, abbattendo i confini tradizionali tra opera e vita quotidiana. Nel corso della sua carriera ha introdotto nei propri lavori oggetti comuni e materiali provenienti dall’esperienza quotidiana, trasformando elementi apparentemente ordinari in strumenti di ricerca artistica. Tra gli oggetti utilizzati figurano insegne della Coca-Cola, assi da stiro, ritagli di giornale, materiali industriali e numerosi altri elementi recuperati dalla realtà urbana e domestica. Questo approccio ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di opera d’arte, influenzando profondamente le generazioni successive di artisti.

Le tre sculture entreranno ufficialmente nella collezione di ARTIST ROOMS, il progetto condiviso da Tate e National Galleries of Scotland che mette a disposizione opere di importanti artisti contemporanei per esposizioni gratuite organizzate in tutto il Regno Unito. Prima di iniziare il loro percorso itinerante saranno esposte alla Tate Modern in una grande mostra personale dedicata a Rauschenberg, visitabile gratuitamente dal 20 settembre 2026 fino alla fine del 2027. L’esposizione riunirà oltre venticinque opere provenienti da diverse fasi della carriera dell’artista, offrendo un’ampia panoramica della sua ricerca. Il percorso comprenderà dipinti, sculture, incisioni, opere cinetiche e lavori basati sulla luce, attingendo sia alle collezioni della Tate sia ai prestiti concessi dalla Robert Rauschenberg Foundation.

La mostra includerà inoltre materiali raramente proiettati dedicati alle performance dell’artista e alle sue collaborazioni con due figure fondamentali della danza contemporanea, Merce Cunningham e Trisha Brown. Attraverso documentazioni filmate sarà possibile approfondire anche l’interesse di Rauschenberg per il dialogo tra arti visive, performance e movimento.

Il nuovo allestimento conferma il lungo rapporto che lega la Tate all’artista americano. La collaborazione risale infatti al 1969, anno in cui il museo acquisì il primo dipinto serigrafico di Rauschenberg, e si è consolidata nel tempo fino alla grande retrospettiva organizzata nel 2016.

Robert Rauschenberg, G-I Glut (1986; metallo assemblato, 264,2 x 142,2 x 61 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz
Robert Rauschenberg, G-I Glut (1986; metallo assemblato, 264,2 x 142,2 x 61 cm; Robert Rauschenberg Foundation) © Robert Rauschenberg Foundation. Foto: Ron Amstutz

Gregor Muir, direttore delle Collezioni della Tate, ha accolto con soddisfazione la donazione della Robert Rauschenberg Foundation. “Siamo lieti che la Robert Rauschenberg Foundation abbia scelto di celebrare il centenario dell’artista con questo straordinario dono di tre sculture di notevole importanza. Le opere della collezione ARTIST ROOMS non vengono esposte soltanto nelle sedi della Tate e delle National Galleries of Scotland, come accadrà questo autunno alla Tate Modern, ma vengono anche rese disponibili a organizzazioni artistiche di tutto il Regno Unito, raggiungendo il pubblico più vasto possibile negli anni a venire”.

Anche Venda Pollock, direttrice delle Collezioni e della Ricerca delle National Galleries of Scotland, ha sottolineato il valore della donazione. Secondo Pollock, le opere della serie Gluts “sono potenti riflessioni sul consumo, l’industria e il cambiamento, e continuano a risuonare con sorprendente attualità ancora oggi. Siamo profondamente grati alla Robert Rauschenberg Foundation per il dono di queste tre eccezionali sculture. Queste opere saranno esposte nelle mostre ARTIST ROOMS in tutto il paese, garantendo che lo spirito audace e interrogativo di Rauschenberg continui a ispirare le nuove generazioni. Arricchiranno la collezione ARTIST ROOMS e la nostra capacità di condividere l’opera di uno degli artisti del dopoguerra più rinomati”.

Per Courtney J. Martin, direttrice esecutiva della Robert Rauschenberg Foundation, “Questa donazione arricchirà la collezione di opere di Rauschenberg già presente alla Tate, ampliando la comprensione della sua pratica artistica. Queste tre opere, forgiate dai resti di un momento particolare, ci invitano a riflettere su ciò che apprezziamo e su ciò che scartiamo. Collaborazione e intenzionalità erano elementi centrali dell’etica dell’artista. In occasione del centenario della sua nascita, siamo onorati di collaborare con la Tate e le National Galleries of Scotland attraverso ARTIST ROOMS, condividendo questi ideali. Nei prossimi mesi ci impegneremo ulteriormente nella ricerca di un nuovo pubblico con cui condividere la sua arte e le sue idee in tutto il mondo”.

Il calendario di ARTIST ROOMS per il resto dell’anno comprende anche la mostra dedicata ad Andy Warhol alla Wolverhampton Art Gallery, visitabile fino al 4 ottobre 2026, e l’esposizione su Gilbert & George al The Atkinson di Southport, in apertura il 7 novembre. Il programma proseguirà nel 2027 con una mostra dedicata a Roy Lichtenstein presso Hay Castle, a Hay-on-Wye. L’esposizione celebrerà l’ingresso nella collezione ARTIST ROOMS di un gruppo di serigrafie donate dalla Roy Lichtenstein Foundation nel 2025, confermando la volontà del progetto di continuare ad ampliare la propria raccolta e a rendere accessibile gratuitamente il patrimonio dell’arte contemporanea al pubblico di tutto il Regno Unito.




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