Arte e calcio: il Belgio ai Mondiali indossa una maglia ispirata a Magritte


La nazionale di calcio del Belgio indossa in questi mondiali una maglia da trasferta ispirata al surrealismo di René Magritte: la squadra di Rudi Garcia ha trasformato un simbolo artistico in un manifesto di... ambizione calcistica.

Grande arte anche ai Mondiali di Calcio 2026: la nazionale del Belgio sta infatti affrontando il palcoscenico mondiale con un’identità rinnovata, in grado di unire arte, cultura e calcio. La nuova maglia da trasferta dei Diavoli Rossi, presentata da Adidas e dalla Royal Belgian Football Association (RBFA), rappresenta molto più di un semplice completino da gara: è un omaggio a René Magritte, uno degli artisti belgi più conosciuti al mondo, e al movimento del surrealismo belga che ha segnato profondamente la storia culturale del Paese. Il nuovo kit da trasferta nasce infatti come una celebrazione della creatività nazionale e porta sul terreno di gioco un’estetica pensata per distinguersi. Il design, caratterizzato da tonalità azzurre chiare, rosa e bianche con dettagli neri, richiama direttamente l’universo visivo di Magritte e il suo modo unico di mettere in discussione la percezione della realtà. La grafica presente sulla maglia è costruita per stimolare l’immaginazione e creare conversazioni, proprio come accade davanti alle opere del celebre artista.

Il motivo grafico rappresenta un riferimento giocoso al lavoro di Magritte, con elementi che richiamano alcuni dei suoi concetti più famosi. All’interno del disegno si possono riconoscere anche richiami allo stemma della RBFA e simboli legati al calcio, come il pallone e le linee di un campo da gioco. Un incontro tra arte e sport che trasforma la divisa in un vero oggetto da collezione per i tifosi dei Red Devils.

Uno dei dettagli più curiosi si trova nella zona del collo della maglia, dove compare una citazione reinterpretata dell’opera più famosa di Magritte, La trahison des images, conosciuta soprattutto per la frase “Ceci n’est pas une pipe” (“Questa non è una pipa”). La versione pensata per il Belgio diventa “Ceci n’est pas un maillot” (“Questa non è una maglia”), un piccolo elemento surrealista che ribadisce il legame tra il kit e la filosofia dell’artista.

La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La maglia della nazionale di calcio del Belgio ispirata a Magritte. Foto: RBFA
La nazionale del Belgio con la maglia ispirata a Magritte durante la partita contro gli USA vinta 4-1. Foto: RBFA
La nazionale del Belgio con la maglia ispirata a Magritte durante la partita contro gli USA vinta 4-1. Foto: RBFA

La nuova divisa è stata pensata per rappresentare il Belgio sul palcoscenico internazionale e per accompagnare una nazionale chiamata a confermare le proprie ambizioni. Un design unico, realizzato per spiccare nelle grandi competizioni e destinato a diventare un pezzo ricercato dai collezionisti e dagli appassionati di calcio.

Il debutto ufficiale della maglia è arrivato nell’amichevole contro gli Stati Uniti disputata sabato 28 marzo ad Atlanta, un appuntamento che ha rappresentato anche un test importante nel percorso di avvicinamento al Mondiale 2026. In uno degli stadi che ospiteranno la rassegna iridata, davanti a circa 67 mila spettatori, il Belgio ha mostrato una forza offensiva impressionante, imponendosi con un netto 5-2 sulla nazionale statunitense guidata da Mauricio Pochettino.

La crescita dei Diavoli Rossi è proseguita anche nella fase finale del Mondiale 2026, dove il Belgio ha ritrovato fiducia e consapevolezza dopo un percorso caratterizzato da momenti difficili. La squadra di Rudi Garcia ha dimostrato di avere la capacità di reagire nelle partite più importanti e di trasformare le proprie qualità tecniche in risultati concreti, fino ad arrivare a una sfida a eliminazione diretta agli ottavi di finale, di nuovo contro gli Stati Uniti, che ha confermato il salto di qualità della formazione europea. Curiosamente, anche in questa nuova sfida con gli USA il Belgio indossava la maglia magrittiana e ha rifilato un’altra sonora batosta alla nazionale di casa, imponendosi per 4-1 e guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale del torneo. Il successo ha avuto un protagonista assoluto in Charles De Ketelaere, nuovamente scelto da Garcia dal primo minuto e diventato uno degli uomini simbolo della crescita belga. Suo il gol dello 0-1, dopodiché gli Stati Uniti hanno però trovato la forza di reagire e hanno rimesso momentaneamente in equilibrio la sfida grazie a Tillman, autore del pareggio. La vittoria del Belgio è arrivata coi gol di De Ketelaere, Vanaken e Lukaku. Il successo sugli Stati Uniti ha permesso ai Diavoli Rossi di conquistare un posto nei quarti di finale, dove ad attenderli c’era la Spagna. E adesso il surrealismo belga, con la sua capacità di sorprendere e rompere gli schemi, diventa la metafora di una squadra che vuole andare... oltre le aspettative.




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