L’arte potrebbe entrare in futuro nelle prescrizioni mediche. A riportarlo è l’ANSA, che riferisce la notizia del protocollo siglato dal ministero della Salute e dal ministero della Cultura, presentato ieri alla Sala Stampa Estera di Roma. L’accordo avvia un percorso di studio sugli effetti della fruizione artistica sulla salute, sostenuto da un milione di euro stanziato (come riferito dal sottosegretario del Ministero Cultura, Lucia Borgonzoni) e dalla prossima costituzione di un Comitato scientifico.
Secondo gli studi, la fruizione dell’arte è infatti associata a una riduzione di circa il 4% del rischio di invecchiamento biologico e a una diminuzione del cortisolo, l’ormone dello stress. Visitare musei e mostre favorirebbe inoltre il movimento, l’uscita di casa e la socializzazione. L’obiettivo, sul modello delle prescrizioni sociali legate allo sport, è arrivare a prescrivere attività culturali. Parallelamente, CoopCulture e l’Ospedale Gemelli-Isola Tiberina hanno siglato un protocollo per integrare l’esperienza culturale nei percorsi terapeutici dei pazienti.
“Oggi alla Stampa Estera per presentare il protocollo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute firmato con l’obiettivo di arrivare alle prescrizioni di cultura”, ha scritto Lucia Borgonzoni, sottosegretario del Ministero Cultura sulla propria pagina Fb. “È un tema che porto avanti dal 2018 e oggi diventa un percorso concreto, con un milione di euro stanziato e un Comitato scientifico in arrivo. I dati ci dicono che frequentare musei e mostre riduce lo stress, abbassa il rischio di invecchiamento biologico, migliora il benessere di chi convive con malattie neurodegenerative”.
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