Marco Magnifico riconfermato presidente del FAI per altri cinque anni


Il Consiglio di amministrazione del Fondo per l’Ambiente Italiano ha rinnovato all’unanimità la fiducia a Marco Magnifico. La decisione arriva dopo l’approvazione del Bilancio 2025 e nel segno della continuità dopo il cinquantesimo anniversario della Fondazione.

Marco Magnifico resterà alla guida del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano per altri cinque anni. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione, riunito mercoledì 24 giugno presso la Cavallerizza di via Carlo Foldi a Milano, ha infatti deciso all’unanimità di proporgli il rinnovo del mandato di presidente, una proposta che Magnifico ha accettato confermando la propria disponibilità a proseguire il percorso iniziato nel dicembre del 2021. La decisione è stata assunta contestualmente all’approvazione del Bilancio 2025 e rappresenta una scelta orientata alla continuità della governance in una fase considerata strategica per il futuro della Fondazione. Il Consiglio di amministrazione ha infatti ritenuto opportuno confermare alla guida dell’organizzazione la figura che negli ultimi anni ha accompagnato il consolidamento e l’ulteriore crescita del FAI, riconoscendone l’impegno e la visione nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

La riconferma arriva in un momento particolarmente significativo per il Fondo per l’Ambiente Italiano: il 2025 ha infatti coinciso con il cinquantesimo anniversario dalla nascita della Fondazione, un traguardo che ha rappresentato non solo un’occasione celebrativa, ma anche un momento di bilancio dell’attività svolta e dei risultati raggiunti nel corso di mezzo secolo di impegno nella salvaguardia del patrimonio culturale e naturale del Paese.

“Vivo questa riconferma – per la quale ringrazio – come l’inizio di una specie di postfazione al racconto del rapporto che dura ormai da 41 anni tra me e il FAI”, dichiara Magnifico, “una lunga e variegata militanza, svolta con una profonda, attiva e costruttiva adesione alle idee e ai principi che hanno dato vita alla Fondazione e che consentono il progresso di una istituzione oggi solida e credibile che però è anche un movimento culturale e civile aperto e condiviso dalla parte migliore della società italiana. Se quella culturale e sociale è la sua anima, essa vive ed emana buoni insegnamenti grazie al corpo che le abbiamo costruito attorno e del quale in 50 anni abbiamo continuamente migliorato la prestanza e la salute. Pensando al futuro, sono convinto che gran parte della credibilità di cui il FAI gode possa durare e progredire nel tempo solo se la Fondazione saprà garantire ai suoi Beni aperti al pubblico gli attuali livelli di manutenzione dei dettagli, del sapore, della poesia e delle plurime declinazioni delle peculiarità identitarie che ogni singolo Bene rappresenta nel corpo del Patrimonio a noi affidato. Ed è a questo impegno che vorrei dedicarmi in questo ultimo scorcio di militanza nel FAI, avendo ben chiaro come la manutenzione non debba mai essere affrontata con un atteggiamento passatista, ma con la traduzione in un linguaggio e in pratiche attuali di una tradizione secolare straordinariamente complessa che, per essere rispettata va, prima di tutto, studiata come si studia una scienza. E ora, al lavoro!”.

Marco Magnifico. Foto: Barbara Verduci / FAI Fondo Ambiente Italiano
Marco Magnifico. Foto: Barbara Verduci / FAI Fondo Ambiente Italiano

Entrato a far parte del FAI nel 1985, Marco Magnifico è legato alla storia della Fondazione da oltre quattro decenni. Sono infatti quarantuno gli anni trascorsi all’interno dell’organizzazione, un percorso che lo ha visto ricoprire incarichi di crescente responsabilità fino a diventarne il principale rappresentante istituzionale. Prima della nomina a presidente, avvenuta il 15 dicembre 2021, Magnifico aveva ricoperto per oltre undici anni il ruolo di vicepresidente esecutivo. L’incarico, svolto dal gennaio 2010 all’ottobre 2021, gli ha consentito di seguire da vicino le principali attività della Fondazione e di contribuire alla definizione delle strategie che hanno accompagnato il progressivo sviluppo del FAI.

Con la nomina alla presidenza è succeduto ad Andrea Carandini, raccogliendo il testimone di una delle figure più importanti nella storia recente dell’organizzazione. Da allora ha proseguito il percorso di crescita e consolidamento già avviato dai suoi predecessori, rafforzando ulteriormente il ruolo del Fondo per l’Ambiente Italiano come punto di riferimento della società civile nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.

Nel corso del suo mandato la Fondazione ha continuato ad ampliare la propria presenza sul territorio e a consolidare il rapporto con cittadini, volontari e sostenitori, confermando una missione che da cinquant’anni punta alla salvaguardia dei beni storici, artistici e naturalistici italiani attraverso attività di recupero, valorizzazione, gestione e sensibilizzazione. Il cinquantesimo anniversario del FAI, celebrato nel 2025, ha rappresentato un momento particolarmente importante anche sotto il profilo dei risultati raggiunti. La Fondazione ha infatti potuto festeggiare il traguardo contando su una base associativa di 320.000 iscritti, dato che testimonia la crescita costante del sostegno da parte del pubblico.

Accanto agli iscritti, un ruolo fondamentale continua a essere svolto dalla rete territoriale dei volontari, composta da oltre 18.000 persone impegnate nelle numerose iniziative promosse dal FAI in tutta Italia. Una presenza capillare che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’organizzazione e che contribuisce alla diffusione della cultura della tutela e della valorizzazione del patrimonio.

Anche i dati relativi ai visitatori confermano la dimensione raggiunta dalla Fondazione. Nel corso del 2025 sono stati infatti 1.200.000 gli ingressi registrati nei 75 beni gestiti dal FAI, numeri che fotografano la crescente partecipazione del pubblico alle attività dell’ente e l’interesse verso i luoghi recuperati e valorizzati nel corso degli anni.

Il 2025 è stato inoltre caratterizzato dall’apertura di cinque nuovi beni, che hanno ulteriormente ampliato il patrimonio gestito dalla Fondazione. Sono stati inaugurati Podere Lovara a Punta Mesco, Villa Rezzola a Lerici, Casino Mollo presso i Giganti della Sila, Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt sul Massiccio del Grappa e Case Montana alla Kolymbethra nella Valle dei Templi.

Nel corso dell’anno del cinquantenario è arrivato anche un importante riconoscimento da parte della città di Milano, dove il Fondo per l’Ambiente Italiano è nato. La Fondazione ha infatti ricevuto la Grande Medaglia d’Oro nell’ambito dell’assegnazione degli Ambrogini, il massimo riconoscimento civico conferito dal Comune di Milano. Il conferimento della Grande Medaglia d’Oro ha rappresentato un ulteriore attestato del ruolo assunto dal FAI nel panorama culturale italiano e del contributo offerto in cinquant’anni di attività alla tutela del patrimonio e alla diffusione di una maggiore consapevolezza sull’importanza della conservazione dei beni comuni.

La decisione del Consiglio di amministrazione di confermare Marco Magnifico alla guida della Fondazione nasce proprio dalla volontà di garantire stabilità e continuità in una fase ritenuta strategica per il futuro dell’organizzazione. Dopo aver accompagnato il FAI attraverso il traguardo del cinquantesimo anniversario e averne consolidato il ruolo a livello nazionale, il presidente continuerà dunque a guidare la Fondazione nel prossimo quinquennio.

Nel motivare la propria scelta, il Consiglio ha espresso piena fiducia nei confronti di Magnifico, riconoscendone l’impegno e la visione con cui ha diretto la Fondazione negli ultimi anni. Sono proprio questi elementi ad aver motivato la proposta di proseguire il mandato, condivisa all’unanimità dai componenti dell’organo di amministrazione.




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