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Volete stare meglio? Visitate un museo al mese. Lo dice una ricerca britannica

di Redazione 06/11/2026

Categorie: Attualità / Argomenti: Arte e salute mentale


Secondo un rapporto commissionato da Art Fund e realizzato con la professoressa Daisy Fancourt dell’University College London, trascorrere almeno 60 minuti al mese in un museo o in una galleria potrebbe contribuire al benessere fisico e mentale. Ma il 89% degli adulti britannici non raggiunge questa soglia.

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Andare al museo almeno una volta al mese potrebbe diventare una raccomandazione per la salute pubblica, al pari dell’attività fisica regolare e di un’alimentazione equilibrata. È la proposta contenuta nel rapporto The Recommended Dose of Art: A Prescription for Health and Wellbeing (La dose consigliata di arte: una prescrizione per la salute e il benessere), commissionato da Art Fund in collaborazione con Daisy Fancourt, docente di Psicobiologia ed Epidemiologia all’University College London e autrice del libro Art Cure. La ricerca introduce il concetto di Recommended Dose of Art (RDA), una dose consigliata di arte che prevede almeno 60 minuti al mese trascorsi a contatto con le opere in un museo o in una galleria.

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Il documento raccoglie le evidenze scientifiche sui rapporti tra partecipazione culturale e salute, analizzando gli effetti dell’esperienza artistica su diversi aspetti del benessere, dai livelli degli ormoni dello stress alle funzioni cognitive, dalla memoria all’umore. Tra i risultati presentati figurano la possibile riduzione del rischio di sviluppare demenza e il mantenimento di condizioni fisiologiche più giovani in età adulta.

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A evidenziare quanto queste opportunità siano ancora poco sfruttate è una nuova indagine commissionata da Art Fund e condotta su un campione di 2.000 adulti nel Regno Unito. Secondo i risultati, l’89% degli intervistati non raggiunge la soglia mensile indicata, una percentuale che corrisponderebbe a circa 49,5 milioni di persone. L’indagine mette inoltre in luce una conoscenza limitata dei benefici della frequentazione di musei e gallerie: soltanto il 17% degli intervistati riconosce in queste visite un possibile sostegno al benessere mentale, mentre appena il 7% ne comprende i benefici per la salute fisica.

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British Museum. Foto: Christian Lendl
British Museum. Foto: Christian Lendl

Il rapporto riunisce diversi studi che documentano gli effetti della partecipazione culturale sulla salute mentale e fisica. Le visite regolari a musei e gallerie, secondo le ricerche citate, potrebbero quasi dimezzare il rischio di sviluppare depressione nei dieci anni successivi. Anche il contrasto alla solitudine emerge tra i possibili benefici: gli adulti più anziani che frequentano musei, gallerie o concerti presentano una probabilità inferiore del 32% di riferire condizioni di solitudine dieci anni dopo, rispetto a chi partecipa meno frequentemente ad attività culturali.

Un ulteriore elemento riguarda la differenza tra osservare un’opera originale e una sua riproduzione. La visione diretta delle opere in una galleria può infatti produrre una riduzione del cortisolo, l’ormone associato allo stress, superiore di circa il 22% rispetto alla visione di immagini riprodotte. Il dato proviene da uno studio presentato da Art Fund, che ha analizzato per la prima volta gli effetti dell’esperienza artistica sul corpo.

La partecipazione alle attività artistiche potrebbe incidere anche sulla cosiddetta health span, ovvero il periodo della vita durante il quale una persona mantiene buone condizioni funzionali ed è libera da malattie. Le ricerche riportate indicano che, raggiunti gli 80 anni, gli adulti che non hanno mai partecipato ad attività artistiche hanno una probabilità 1,3 volte maggiore di trovarsi in condizioni di fragilità. Altri studi segnalano inoltre un’associazione tra partecipazione culturale e longevità: le persone culturalmente attive presenterebbero un rischio di mortalità inferiore del 31% nei successivi 14 anni. Il rapporto precisa che si tratta di risultati da considerare tenendo conto anche di altre variabili, tra cui reddito, condizioni di salute, caratteristiche demografiche e disabilità.

Marmi del Partenone, la parte meridionale del frontone est al British Museum. Foto di Brian Jeffery Beggerly
Marmi del Partenone, la parte meridionale del frontone est al British Museum. Foto di Brian Jeffery Beggerly

Per favorire una maggiore partecipazione, il documento propone otto suggerimenti pratici, tra cui visitare i musei del proprio territorio e alternare le esperienze scegliendo anche luoghi nuovi. Nel Regno Unito, Art Fund indica inoltre il National Art Pass, una tessera che consente l’ingresso gratuito o a tariffa ridotta in centinaia di musei, gallerie e mostre, oltre a uno sconto del 50% sulle principali esposizioni.

“La partecipazione regolare e gli incontri significativi con l’arte sono oggi riconosciuti come un importante fattore per la nostra salute e il nostro benessere”, dice Daisy Fancourt, docente di Psicobiologia ed Epidemiologia, University College London. “Le evidenze suggeriscono che dovrebbero essere considerati comportamenti capaci di promuovere la salute, al pari di un’alimentazione equilibrata, dell’esercizio fisico regolare e del tempo trascorso all’aria aperta. Indicazioni come consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno e raggiungere i 10.000 passi si sono dimostrate efficaci nell’aiutarci a dare priorità, anche nelle nostre vite frenetiche, ad altre abitudini salutari. Aggiungere a questo elenco una partecipazione regolare alle attività artistiche potrebbe essere un modo semplice e piacevole per investire ulteriormente nella nostra salute e nel nostro benessere”.

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