Le tre opere di Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir e Henri Matisse che erano state rubate alla Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) lo scorso marzo per poi essere ritrovate a Parma il 14 agosto, sono tornate visibili al pubblico nel luogo in cui Luigi Magnani le aveva collocate. La Fondazione Magnani-Rocca le ha ripresentate oggi, 2 settembre 2026, con una cerimonia istituzionale svoltasi nella Sala Goya della Villa dei Capolavori, alla presenza di autorità e istituzioni. Protagonisti dell’evento, insieme alla Fondazione, l’Arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica di Parma, che hanno condotto l’operazione grazie alla quale i tre capolavori sono stati restituiti alla collettività.
Le opere erano state sottratte alla Villa a marzo e sono state recuperate dopo quasi cinque mesi di indagini. Nelle settimane precedenti al loro ritrovamento avevano catalizzato l’attenzione e la partecipazione emotiva degli appassionati d’arte di tutto il mondo: la notizia del ritrovamento ha avuto una risonanza internazionale, con la ripresa della vicenda da parte delle principali testate mondiali. Quella vicenda ha trovato oggi il suo epilogo simbolico: davanti agli ospiti presenti alla cerimonia, le tre opere sono state svelate pubblicamente, in un gesto che ha voluto richiamare il rituale che lo stesso Luigi Magnani riservava ai propri invitati ogni volta che presentava un nuovo ingresso nella collezione. A compiere lo svelamento è stato l’ospite d’onore della giornata, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Parma, Andrea Pagliaro, che ha guidato gli uomini dell’Arma i quali, in collaborazione con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e con la Procura della Repubblica di Parma, hanno reso possibile il ritorno dei tre dipinti.
Il presidente della Fondazione, Gino Gandolfi, ha sottolineato come la cerimonia non fosse dedicata soltanto al rientro dei tre capolavori, ma soprattutto al riconoscimento verso chi li ha recuperati: “Oggi”, ha detto, “non abbiamo celebrato soltanto tre capolavori che tornano a casa: abbiamo celebrato chi li ha riportati. L’Arma dei Carabinieri ha dimostrato al mondo un’eccellenza tutta italiana, e la Fondazione le sarà per sempre grata. In questi mesi abbiamo sentito l’affetto degli amanti dell’arte di ogni continente: oggi possiamo dire a tutti loro che la bellezza ha vinto”.
Anche il direttore scientifico della Fondazione, Stefano Roffi, è intervenuto nel corso della cerimonia, richiamando la storia della collezione: “Luigi Magnani”, ha dichiarato, “scelse queste tre opere una a una, e volle che vivessero nella sua casa accanto a Monet, a Goya, a Morandi. Rivederle nelle sale della Villa significa ricomporre un disegno che il collezionista aveva costruito in una vita intera. Il loro posto è qui, davanti al pubblico: è questo il senso profondo di una collezione”.
Da domani le tre opere tornano dunque visibili al pubblico negli ambienti della Villa dei Capolavori, riprendendo la loro collocazione originaria all’interno del percorso museale voluto da Magnani. Il loro rientro coincide inoltre con l’apertura della stagione autunnale della Fondazione, che dal 12 settembre inaugurerà la grande mostra dedicata interamente a Man Ray, curata da Stefano Roffi, Walter Guadagnini e Mauro Carrera.
La Fondazione Magnani-Rocca rappresenta una delle istituzioni artistiche più rilevanti del panorama italiano. La sua sede, la Villa dei Capolavori situata a Mamiano di Traversetolo, nei pressi di Parma, custodisce la collezione riunita da Luigi Magnani nel corso della sua vita, comprendente opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova e Monet, oltre naturalmente ai lavori di Renoir, Cézanne e alla raccolta di opere di Giorgio Morandi, considerata tra le più significative esistenti dedicate all’artista bolognese. Circondata dalla campagna parmense, la Villa conserva intatto il fascino della residenza di un grande collezionista, con i suoi arredi in stile neoclassico e impero, ed è immersa in un parco romantico caratterizzato da piante esotiche, alberi monumentali e dalla presenza dei celebri pavoni bianchi e colorati che da sempre popolano il giardino.
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