Emergono nuovi dettagli sul furto delle tre opere di Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir ed Henri Matisse rubate nella notte tra il 22 e il 23 marzo dalla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) e recuperate oggi dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Parma. Il ritrovamento rappresenta un passaggio decisivo nell’indagine sul clamoroso furto messo a segno nella cosiddetta Villa dei Capolavori, ma non coincide con la conclusione dell’inchiesta.
I tre lavori, Tasse et plat de cerises di Paul Cézanne (un acquerello), Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir (olio su tela) e Odalisque Sur La Terrasse di Henri Matisse (incisione all’acquatinta), sono stati ritrovati in un’abitazione nella zona nord di Parma, nel quartiere di Cortile San Martino, riconducibile a uno dei sospettati. Secondo quanto emerso nelle ore successive al recupero, le opere erano state nascoste in uno sgabuzzino buio e collocate all’interno di uno scatolone utilizzato originariamente per contenere un televisore. Un nascondiglio particolarmente semplice per tre opere che, per valore e notorietà, erano diventate immediatamente riconoscibili a livello internazionale.
Al momento sono nove le persone complessivamente indagate, tutte originarie della Moldavia, uomini e donne: cinque di loro sono state sottoposte a fermo di polizia giudiziaria perché ritenute responsabili, tra l’altro, del furto delle opere. Nei confronti degli indagati viene contestata anche l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata ai furti. Le responsabilità individuali dovranno naturalmente essere accertate nel corso del procedimento e gli accertamenti degli investigatori sono tuttora in corso.
Il ritrovamento assume un significato ancora più rilevante proprio perché gli investigatori ritengono che i tre dipinti potrebbero non avere mai lasciato Parma. Dopo il furto era stata naturalmente presa in considerazione anche la possibilità che le opere fossero destinate a essere trasferite rapidamente fuori dall’Italia e inserite nel circuito clandestino internazionale, ma la loro permanenza a pochi chilometri dalla Fondazione Magnani Rocca apre invece uno scenario differente, sul quale la Procura e i Carabinieri dovranno ora fare piena luce.
Le opere recuperate sono tre lavori appartenenti a momenti diversi della storia dell’arte francese e accomunati dalla loro presenza nella collezione costruita da Luigi Magnani, musicologo, intellettuale e collezionista al quale si deve la nascita della raccolta oggi conservata nella villa di Mamiano. Il dipinto di Cézanne, Tasse et plat de cerises (qui un approfondimento), è una matita e acquerello su carta bianca, delle dimensioni di 380 per 490 millimetri, e costituisce l’opera economicamente più preziosa tra quelle recuperate. Il valore stimato è infatti di circa 6 milioni di euro. L’opera, uno dei rari pezzi di Cézanne che siano visibili in un museo italiano, rappresenta uno dei pezzi di maggior rilievo della raccolta della Fondazione. Les Poissons di Pierre-Auguste Renoir è invece un dipinto a olio su tela, delle dimensioni di 40 per 51,5 centimetri. L’opera è firmata e datata in basso a destra “Renoir 1917” e il suo valore è stimato in circa 3 milioni di euro. Il dipinto appartiene dunque alla fase tarda dell’attività dell’artista impressionista francese ed è anch’esso una delle rare opere di Renoir presenti stabilmente in una collezione italiana. Completa il gruppo Odalisque Sur La Terrasse di Henri Matisse, un’acquatinta a colori su carta delle dimensioni complessive di 63 per 91 centimetri. La stima economica dell’opera è decisamente più contenuta rispetto a quelle di Cézanne e Renoir e si aggira intorno ai 20mila euro. Anche il Matisse, tuttavia, rappresenta un elemento importante della collezione della Fondazione e il suo recupero contribuisce a ricomporre il nucleo di opere sottratto durante il furto di marzo.
Il colpo aveva suscitato grande clamore proprio per la rapidità con cui era stato portato a termine. I ladri erano entrati nella villa nella notte tra il 22 e il 23 marzo e avevano raggiunto gli ambienti nei quali erano conservate le opere. Secondo la ricostruzione investigativa, due uomini incappucciati erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre si muovevano rapidamente all’interno dell’edificio. All’esterno, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano presenti altri complici. L’intera azione si sarebbe consumata in meno di tre minuti. Un tempo estremamente breve nel quale i ladri riuscirono a impossessarsi delle tre opere poi recuperate. Nel corso della fuga, inoltre, un quarto pezzo venne perso, circostanza emersa successivamente. L’attivazione dei sistemi di sicurezza e l’arrivo della vigilanza contribuirono a interrompere l’azione prima che i ladri potessero portare via altre opere.
La rapidità del furto e la selezione dei dipinti avevano fatto pensare fin dalle prime ore a un’azione preparata con attenzione. Le opere sottratte erano infatti di dimensioni relativamente contenute e quindi facilmente trasportabili, ma allo stesso tempo avevano un valore economico e storico molto elevato. Le immagini registrate dalle telecamere, diffuse oggi, sono diventate uno degli elementi centrali dell’inchiesta: nei filmati si possono vedere i responsabili muoversi velocemente nelle sale, raggiungere i dipinti, rimuoverli e allontanarsi.
La scoperta dei tre dipinti è arrivata dopo un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Parma e dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Le perquisizioni sono state eseguite su delega della Procura di Parma e hanno consentito di individuare il luogo nel quale erano custodite le opere. Gli accertamenti dovranno ora chiarire quale fosse il ruolo delle nove persone finite nell’indagine e, in particolare, quali responsabilità possano essere attribuite ai cinque sottoposti a fermo, e quale sia stato il movente.
“Ha vinto la bellezza”, dichiara nel frattempo la Fondazione Magnani Rocca. “Renoir, Cézanne e Matisse sono stati recuperati. Dopo quasi cinque mesi, le tre opere sottratte alla Villa dei Capolavori sono state recuperate grazie al lavoro dei Carabinieri, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e della Procura della Repubblica di Parma. Presto potranno tornare dove Luigi Magnani le aveva volute: davanti agli occhi di tutti”.
“Tre preziose opere di Cézanne, Renoir e Matisse tornano alla collettività grazie ai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale e del Comando Provinciale di Parma”, commenta il ministro della cultura Alessandro Giuli. “Ringrazio il Comandante del TPC, Generale Antonio Petti, e tutti i Carabinieri che hanno condotto con competenza e professionalità questa importante operazione, recuperando le opere sottratte lo scorso marzo alla Fondazione Magnani Rocca. Le operazioni dell’Arma a difesa del nostro patrimonio culturale ci rendono orgogliosi e confermano ancora una volta l’eccellenza italiana nella Tutela dei beni culturali”.
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