A Roma, si sono conclusi gli interventi di restauro e valorizzazione del Parco del Colle Oppio, realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi. L’intervento ha interessato alcuni dei principali elementi monumentali del parco, dove convivono importanti testimonianze archeologiche e un significativo impianto paesaggistico novecentesco realizzato tra il 1928 e il 1936 da Raffaele de Vico e Antonio Muñoz.
Con un investimento di circa 1,5 milioni di euro, sono stati restaurati i due portali di accesso al parco di via delle Terme di Traiano e di via Nicola Salvi, oltre alla Fontana Ninfeo, alla Fontana delle Anfore e all’intero sistema originario di adduzione dell’acqua che alimenta le fontane del parco.
Gli interventi hanno riguardato il consolidamento delle strutture, il recupero delle superfici lapidee, laterizie e graniglia cementizia, il rifacimento delle porzioni maggiormente deteriorate e il ripristino della piena efficienza delle vasche e degli impianti. Tra i risultati più significativi figura il recupero dello impianto idraulico progettato da Raffaele de Vico, rimasto inattivo per molti anni e oggi nuovamente funzionante. Il sistema è stato aggiornato con dispositivi per il ricircolo e il recupero delle acque, coniugando il rispetto dell’impianto storico con criteri di sostenibilità ambientale. In questo modo il parco ritrova uno degli elementi più caratterizzanti del progetto originario: il ruolo scenografico dell’acqua, parte integrante della composizione paesaggistica.
L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, con il supporto tecnico di Acea Ato 2 e Areti, che hanno contribuito alla riqualificazione degli impianti e al recupero funzionale dell’intero complesso.
“Con questo intervento di restauro e riqualificazione, il Parco del Colle Oppio viene restituito alla città, valorizzando le sue caratteristiche peculiari, nelle quali architettura del paesaggio, archeologia e sistema delle acque si integrano in un insieme unitario di straordinario interesse artistico e culturale”, ha dichiarato il Sindaco Roberto Gualtieri. “Il progetto non si è limitato alla conservazione dei singoli manufatti, ma ha permesso di ripristinare il funzionamento di un complesso sistema ideato quasi un secolo fa, restituendo leggibilità, armonia e qualità della fruizione a uno dei giardini più apprezzati della città”.
La storia del Parco del Colle Oppio affonda le proprie radici nel 1871, quando l’area venne destinata a giardini pubblici nell’ambito dei nuovi piani urbanistici di Roma Capitale e inserita nel progetto di tutela della cosiddetta “zona monumentale riservata”. L’aspetto attuale del parco, tuttavia, è il risultato degli interventi realizzati durante il periodo governatoriale, caratterizzati da una particolare attenzione sia alla valorizzazione delle vestigia dell’antica Roma sia alla realizzazione di grandi spazi verdi urbani.
Tra il 1928 e il 1932, l’architetto Raffaele de Vico progettò il primo nucleo del giardino nell’area delle sostruzioni della grande esedra meridionale delle Terme di Traiano e lungo via Labicana, organizzando il paesaggio intorno ai resti della Domus Aurea attraverso due assi viari principali, Viale Mizzi e Viale della Domus Aurea, arricchiti da ingressi monumentali e da un articolato sistema di fontane che sfruttava la naturale pendenza del colle. Negli anni 1935-1936, Antonio Muñoz, allora Direttore delle Antichità e Belle Arti del Governatorato di Roma, completò la sistemazione della parte superiore del colle, trasformandola in un parco archeologico capace di valorizzare i monumentali resti delle Terme di Traiano e di offrire nuove prospettive panoramiche sulla città, secondo una concezione urbanistica che ancora oggi caratterizza uno dei più importanti spazi verdi storici della Capitale.
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