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Roma, riapre Sant’Ivo alla Sapienza dopo il restauro: aperture garantite dai volontari

di Redazione 27/10/2026

Categorie: Attualità / Argomenti: Roma - Seicento - Barocco - Arte antica - arte barocca - Francesco Borromini - Barocco Romano


Dal 27 ottobre torna accessibile la chiesa progettata da Francesco Borromini, dopo un intervento finanziato con fondi PNRR. Apertura dal lunedì al venerdì grazie a un accordo tra Direzione generale Archivi, Diocesi di Roma e Touring Club Italiano. Le aperture saranno nell’ambito del programma Aperti per Voi del TCI e saranno gestite dai volontari.

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A Roma, il bianco architettonico di Francesco Borromini, con le sue sfumature calde e fredde, torna a mostrarsi ai visitatori di Sant’Ivo alla Sapienza, uno dei capolavori del Barocco romano. Da martedì 27 ottobre 2026 la chiesa di Roma riapre al pubblico dopo un intervento di restauro curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma e finanziato con fondi del PNRR Caput Mundi.

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I lavori hanno interessato le superfici interne ed esterne dell’edificio, compreso il cupolino, dove spicca il cosiddetto “color dell’aire” accompagnato dai raggi dorati. È stata restaurata anche la pala d’altare, ultimo capolavoro di Pietro da Cortona, portato a termine dai suoi allievi. L’intervento ha inoltre riguardato le coperture e il sistema di smaltimento delle acque piovane, per contrastare le infiltrazioni.

La chiesa fa parte del complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, sede dell’Archivio di Stato di Roma. La sua riapertura è resa possibile da un accordo tra la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano. Nell’ambito del progetto “Aperti per voi”, i volontari del Touring accoglieranno i visitatori e li accompagneranno alla scoperta della chiesa e del cortile del complesso.

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La restituzione del monumento alla città riguarda anche la sua funzione religiosa. Sant’Ivo fu consacrata il 16 novembre 1659 da papa Alessandro VII. Durante la conferenza stampa di presentazione, il rettore, monsignor Rosario Matera, ha richiamato il significato spirituale del luogo e la sua destinazione originaria al culto. La chiesa sarà visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:30, in Corso del Rinascimento 40, a Roma.

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi
Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, Roma. Foto: Ministero della Cultura / Direzione Generale Archivi

Dichiarazioni

“La riapertura di Sant’Ivo alla Sapienza”, afferma il Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, Luigi La Rocca, “rappresenta un’importante occasione per riaffermare il valore della tutela del patrimonio culturale, promuovendone la conoscenza, assicurandone la conservazione e favorendone la restituzione alla collettività. Questo risultato testimonia il valore aggiunto del Dipartimento che ho l’onore di dirigere, capace di favorire il dialogo e la sinergia tra i diversi Uffici afferenti, che operano in ambiti distinti, mettendo a sistema competenze e professionalità per il raggiungimento di obiettivi condivisi. La riapertura di un luogo di eccezionale valore storico e artistico, emblematico della storia architettonica di Roma, sottolinea quanto la collaborazione istituzionale sia fondamentale per rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile e vivo, rafforzando il legame con la comunità e garantendone la trasmissione alle generazioni future”.

“La riapertura di Sant’Ivo alla Sapienza restituisce alla città uno dei capolavori più significativi del Barocco romano”, ha sottolineato il direttore generale Archivi, Antonio Tarasco. “La collaborazione con la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano dimostra come l’impegno condiviso possa rendere nuovamente accessibili luoghi di straordinario valore storico e artistico. Sant’Ivo è un esempio di come arte, spiritualità e memoria possano dialogare, continuando a parlare alle nuove generazioni: restituire questi spazi alla collettività significa conservarne la bellezza e mantenerne vivo il significato”.

“La restituzione di questo capolavoro dell’architettura barocca”, spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma, “ha comportato un restauro virtuosistico sul colore bianco, con tutte le sue sfumature più calde o più fredde, che Francesco Borromini aveva usato per questa chiesa. Siamo intervenuti su tutte le superfici sia interne che esterne dell’edificio, compreso il cupolino dove spicca il ‘color dell’aire’ con i raggi d’oro. Anche la pala d’altare, ultimo capolavoro di Pietro da Cortona terminato dai suoi allievi è stato restaurato. Inoltre, sono state ripristinate le coperture e assicurato lo smaltimento delle acque piovane che provocavano infiltrazioni. Finalmente è possibile ammirare la magistrale abilità di Borromini che, attraverso un unico colore, ha dato ritmo e dinamica a una delle sue architetture più emblematiche”.

Riccardo Gandolfi, Direttore dell’Archivio di Stato di Roma, dichiara: “Contribuire attivamente alla riconsegna della chiesa di Sant’Ivo alla collettività ci rende particolarmente orgogliosi: l’apertura del capolavoro di Borromini – da oggi liberamente visitabile – rappresenta un segno tangibile dell’impegno portato avanti dall’Archivio di Stato di Roma per un patrimonio culturale sempre più accessibile e condiviso. L’iniziativa va, infatti, letta in parallelo alla quotidiana opera di tutela e valorizzazione della nostra storia, portata avanti con passione e dedizione dall’Istituto attraverso la cura di 60 km lineari di registri, volumi e pergamene dal IX secolo sino ai giorni nostri”.

“Il 16 novembre 1659 Papa Alessandro VII consacrò con solennità la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, rendendo il complesso borrominiano il sacramento della bellezza di Dio e dell’umanità”, dice monsignor Rosario Matera, rettore di Sant’Ivo. “Auguro a tutti coloro che vi entreranno a vario titolo l’estasi del cuore e l’incontro spirituale con il grande Borromini, che da oggi si compiace di rivedere restituito il luogo sacro alla sua originale finalità: la liturgia divina.”

Giuseppe Roma, Vicepresidente del Touring Club Italiano, dice: “Siamo entusiasti di poter collaborare alla riapertura di uno dei luoghi più affascinanti dell’architettura barocca, caro ai romani e ai visitatori della città, simbolo di cultura, di studio e di spiritualità, che sono anche i nostri valori”.

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