Colpire e distruggere l’arte, dentro e fuori i musei: il vandalismo nell’arte, che avvenga col martello, con l’acido, con armi da taglio o semplicemente a mani nude, è un fenomeno che attraversa epoche e contesti, lasciando segni non solo sulle superfici di dipinti e sculture, ma anche nella memoria collettiva. Da questa consapevolezza nasce un podcast dedicato ai vandalismi nell’arte: si intitola Oltraggi. Storie di arte e vandalismo, è ideato e raccontato dallo storico dell’arte Giovanni Sassu, attuale direttore della Civica Pinacoteca “Il Guercino” di Cento, ed è disponibile dal 22 aprile su tutte le principali piattaforme di streaming. La serie rappresenta il primo titolo di Minerva Vox, il nuovo progetto audio di Edizioni Minerva pensato per sviluppare contenuti originali dedicati a cultura, sport, biografie e territorio. Il progetto segna un ampliamento delle strategie editoriali della casa editrice, con l’obiettivo di affiancare al libro nuove forme di narrazione.
Oltraggi non intende limitarsi a una raccolta di episodi di cronaca, ma vuole proporsi come un’indagine articolata che intreccia storia, psicologia e sociologia. Il podcast esplora le motivazioni che spingono individui o gruppi a colpire l’arte e analizza come questi gesti influenzino il modo in cui il patrimonio viene percepito, tutelato e comunicato. In un’epoca dominata dai social media, in cui la visibilità è spesso immediata e globale, colpire un’opera d’arte diventa un gesto capace di generare attenzione e dibattito.
Negli ultimi anni, azioni condotte da gruppi di attivisti come Just Stop Oil o legate a movimenti come #MeToo hanno riportato il tema al centro del dibattito pubblico. Tuttavia, come evidenzia la serie, l’uso dell’arte come bersaglio non è un fenomeno recente. Un filo rosso collega le azioni contemporanee agli atti iconoclasti del passato, tra proteste politiche e gesti individuali spesso difficili da interpretare.
Tra i casi analizzati emerge lo sfregio alla Venere allo specchio di Diego Velázquez nel 1914, compiuto da una suffragetta come atto di protesta politica. Accanto a questo episodio, la serie ricorda l’attacco del 1972 alla Pietà di Michelangelo, quando László Tóth colpì la scultura a martellate. Eventi diversi, ma accomunati dalla capacità di trasformarsi in simboli di tensioni sociali, politiche o personali.
Il podcast si articola in sei episodi, preceduti da un trailer pubblicato l’8 aprile. Il primo episodio, disponibile dal 22 aprile, affronta la domanda fondamentale: perché colpire un’opera d’arte (il titolo della puntata è “Perché? Perché un podcast come questo? Perché colpire le opere d’arte?”). Segue, il 29 aprile, il racconto dell’attacco alla Pietà (“Cristo sono io Roma, 1972: László Tóth colpisce la Pietà di Michelangelo a martellate. Follia individuale o delirio messianico?”), mentre il terzo episodio, disponibile dal 6 maggio 2026, si concentra sugli attacchi con l’acido perpetrati da Hans-Joachim Bohlmann tra Germania e Olanda (“Acido e follia Dalla Germania all’Olanda: l’ossessione di Hans-Joachim Bohlmann e gli attacchi con l’acido che hanno segnato la storia dei musei”). Il quarto, disponibile dal 13 maggio 2026, approfondisce il museo come luogo di conflitto politico e sociale (“Il Museo come scena del crimine Suffragette, rivoluzionari, contestatori: quando il gesto iconoclasta diventa lotta politica e sociale”).
Il quinto episodio, in onda dal 20 maggio 2026, amplia la prospettiva, affrontando i casi in cui sono gli stessi artisti a distruggere le proprie opere, da Claude Monet a Banksy, trasformando il gesto distruttivo in atto creativo (“La mia opera migliore Da Monet a Banksy: artisti che distruggono ciò che hanno creato e che fanno del gesto più irrazionale la loro opera più importante”). L’ultimo episodio (“Vernice e smartphone Attivisti e media: perché imbrattare un quadro è oggi il modo più veloce per farsi ascoltare?”, dal 27 maggio 2026), si concentra invece sul rapporto tra attivismo e media contemporanei, evidenziando come vernice e smartphone siano diventati strumenti di comunicazione e protesta.
La voce di Giovanni Sassu, maturata in oltre vent’anni di esperienza nei musei italiani come conservatore e direttore, guida l’ascoltatore in un percorso che mette in relazione creazione e distruzione. Accanto alla narrazione principale, la serie prevede interventi di specialisti, tra storici dell’arte, restauratori e giornalisti, che contribuiscono ad arricchire il racconto con prospettive diverse.
Il progetto anticipa inoltre l’uscita di un libro omonimo, costruendo un’esperienza editoriale che si sviluppa su più livelli, dalla pagina all’ascolto. È proprio questa integrazione tra formati a caratterizzare Minerva Vox, come sottolinea l’editore Roberto Mugavero. “Minerva Vox”, spiega, “nasce dalla convinzione che oggi una storia possa vivere su più piani. Il libro resta il nostro punto di partenza e la nostra principale mission aziendale, ma il podcast ci permetterà di sviluppare altri livelli di racconto. Più immediati, più dialogici, spesso anche più sperimentali. L’idea non è semplicemente portare i libri in audio, ma aprire uno spazio in cui nuove storie possano nascere direttamente per l’ascolto, ma sempre poi finalizzate ad essere raccolte in una pubblicazione”.
Oltraggi si inserisce così in un contesto in cui la riflessione sul patrimonio culturale si intreccia con le dinamiche contemporanee della comunicazione. Raccontare gli atti di vandalismo contro l’arte significa interrogarsi non solo sulle cause di questi gesti, ma anche sul loro impatto e sul modo in cui influenzano la percezione collettiva della bellezza e della sua tutela. Un racconto che, nelle intenzioni degli autori, serve a comprendere, ricordare e forse prevenire.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.