Ferrara, Palazzo dei Diamanti non è in pericolo: la contropetizione a sostegno dei lavori di addizione


Nei giorni scorsi, il critico d’arte e personaggio televisivo Vittorio Sgarbi aveva lanciato una petizione contro i lavori a Palazzo dei Diamanti a Ferrara: nel giardino del Palazzo sarà infatti aggiunta una struttura in vetro e acciaio che, secondo Sgarbi, produrrà un inopportuno ampliamento del Palazzo. Il Comune di Ferrara ha invece spiegato che si tratterà di un padiglione completamente reversibile che non toccherà l’edificio, e ha fatto sapere che alcuni dei nomi dei firmatari sarebbero in realtà solo presunti perché, raggiunti da sindaco e assessore, avrebbero affermato di non conoscere l’iniziativa di Sgarbi.

Adesso, uno dei soggetti coinvolti nella progettazione della nuova struttura, lo studio romano Labics, lancia una contropetizione, sempre su Change.org, in cui afferma che, contrariamente a quanto sostenuto da altri, Palazzo dei Diamanti non è in pericolo e che, semmai, “è in atto una insensata campagna diffamatoria, priva di fondamenti, nata solo per screditare un progetto, un concorso, una pubblica amministrazione”. Il progetto vincitore, si legge nella petizione, “è una struttura leggera completamente trasparente e reversibile che si distanzia dall’edificio esistente restituendo trasparenza e la continuità della vista del giardino dalla corte principale del palazzo”, e non sussisterebbe alcun dato oggettivo per criticare o attaccare il progetto.

Il no di Sgarbi, visto come una “petizione di retroguardia” mirata a bloccare un’iniziativa che “al contrario migliorerebbe un sito museale le cui mostre sono apprezzate in tutto il mondo”, viene contestato per tre ragioni: la prima è il rispetto per le persone che hanno preparato e bandito il concorso, oltre che per i concorrenti e la commissione che li ha valutati, la seconda è l’educazione intesa come modalità d’interlocuzione (“in un paese civile si dialoga e si mettono a confronto i diversi punti di vista”), mentre la terza è la cultura come “riconoscimento della modernità”, condizione “inalienabile della nostra stessa esistenza”. L’appello di Labics, lanciato all’indirizzo del ministro per i beni culturali, ha raccolto finora più di 1.500 firme, poco più di quelle che ha invece radunato la petizione di Sgarbi.

Nell’immagine, un rendering del progetto per Palazzo dei Diamanti.

Ferrara, Palazzo dei Diamanti non è in pericolo: la contropetizione a sostegno dei lavori di addizione
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