Venezia, di nuovo visibili le storie di sant'Orsola del Carpaccio alle Gallerie dell'Accademia


Dal prossimo 8 giugno, le Storie di sant’Orsola, capolavoro di Vittore Carpaccio (Venezia, 1455/1465 - Venezia?, 1525/1526), tornano visibili per il pubblico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il museo dove il ciclo è conservato. Sottoposti a un restauro realizzato grazie al contributo di Save Venice e preceduto da una propedeutica fase di studio ed analisi diagnostica condotta dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma e dal Laboratorio Scientifico delle Gallerie a partire dal 2010, i nove teleri che compongono il ciclo vengono ora riproposti con una migliorata e soprattutto uniforme leggibilità.

Le Storie di sant’Orsola risalgono a un periodo compreso tra il 1490 e il 1495 e dovevano decorate le pareti della Scuola di Sant’Orsola, che tra i suoi membri contava molti patrizi veneziani, tra i quali i Loredan, le cui armi campeggiano nel telero con l’episodio del Martirio di Sant’Orsola, e giovani associati alla Compagnia della Calza, raffigurati con i propri emblemi nelle scene dell’Arrivo degli ambasciatori e dell’Incontro dei fidanzati. Gli uni e gli altri ebbero probabilmente un ruolo significativo nella commissione del ciclo.

Le opere giunsero alle Gallerie dell’Accademia agli inizi dell’Ottocento, a seguito dell’emanazione delle leggi di soppressione degli Ordini e confraternite religiose. La loro sistemazione unitaria avviene però solo nel 1895, ad opera dal direttore Giulio Cantalamessa, in un ambiente ottagonale posto nell’odierna sala XXIII. Un nuovo allestimento, con dossali e sedute lignee per richiamare l’assetto rinascimentale della Scuola, venne proposto negli anni Venti del Novecento dal soprintendente Gino Fogolari, nella sala attualmente occupata dal ciclo. La disposizione dei teleri mutò radicalmente nel 1946-47: all’epoca un nuovo allestimento, elaborato da Carlo Scarpa e Vittorio Moschini, annullò la precedente riambientazione in stile e rimise al centro della visione le opere. Tale assetto si è mantenuto, praticamente inalterato, sino ai giorni nostri e viene riproposto oggi a conclusione dei lavori, tranne per una significativa variazione: alla scena del Sogno di sant’Orsola è stata infatti anteposta quella con L’incontro a Roma con papa Ciriaco. Viene così ripristinato l’ordine del ciclo ricordato dalle fonti antiche e adottato nei precedenti allestimenti di Cantalamessa e Fogolari e mutato in quello di Moschini.

Le opere, infatti, si presentavano in uno stato conservativo disomogeneo, coperte da vernici alterate e sovrammissioni pittoriche localmente frammentarie. Così, alla cattiva percezione estetica delle singole opere si univa un aspetto diversificato che condizionava fortemente la lettura del ciclo come un insieme unitario. Le cause principali risiedevano nelle disomogenee condizioni conservative e nelle antiche vicende restaurative cui le opere erano state oggetto. I numerosi interventi iniziano infatti con Vittore Carpaccio ancora in vita e terminano, nel 1982-84, con il restauro di Ottorino Nonfarmale. Di quest’ultimo intervento sono state mantenute le fodere e i telai lignei ad espansione, ancora efficienti.

Il primo intervento conservativo, del 2013, è stato condotto sull’episodio dell’Arrivo a Colonia, ed è stato effettuato dall’ISCR, con Francesca Capanna, Anna Maria Marcone, Paolo Scarpitti e Carla Zaccheo, sotto la direzione di Matteo Ceriana, Maria Chiara Maida e Daila Radeglia. La chiusura della sala in cui le Storie di sant’Orsola sono conservate, nell’agosto 2016, ha dato avvio all’intervento sul resto del ciclo. Il restauro dell’Apoteosi di Sant’Orsola è stato condotto sotto la direzione di Francesca Capanna, Dora Catalano e Carla Zaccheo, della ditta CBArt, mentre l’intervento sui rimanenti sette teleri è stato realizzato sotto la direzione di Giulio Manieri Elia e Alfeo Michieletto e il coordinamento delle indagini scientifiche di Ornella Salvadori, dal raggruppamento temporaneo delle imprese C.B.C. di Roma e Egidio Arlango di Vicenza con la consulenza, per la definizione del protocollo di pulitura, di Paolo Cremonesi.

Il cantiere di restauro, per una significativa scelta della direzione, è stato tenuto visibile agli studiosi e frequentatori del museo, attraverso speciali visite guidate.

Nell’immagine: la scena dell’Arrivo degli ambasciatori dal ciclo delle Storie di sant’Orsola di Vittore Carpaccio.

Venezia, di nuovo visibili le storie di sant'Orsola del Carpaccio alle Gallerie dell'Accademia
Venezia, di nuovo visibili le storie di sant'Orsola del Carpaccio alle Gallerie dell'Accademia

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