Agata Marchetti è direttrice del German National Tourist Board Italia, l’Ente Nazionale Germanico per il Turismo, dove dal 2024 è responsabile della promozione della Germania sul mercato italiano. Con oltre diciannove anni di esperienza all’interno dell’organizzazione, ha seguito negli anni le strategie di comunicazione della destinazione tedesca, accompagnando l’evoluzione del turismo internazionale e dei comportamenti dei viaggiatori.
In questa intervista con Noemi Capoccia, Marchetti analizza il rapporto tra Italia e Germania dal punto di vista turistico, a partire dal crescente interesse dei viaggiatori italiani verso una destinazione che unisce patrimonio culturale, grandi città, percorsi naturalistici ed esperienze legate ai territori. Marchetti racconta come sia cambiato il modo di viaggiare in Germania, con una maggiore attenzione agli itinerari tematici, ai soggiorni più lunghi e a forme di turismo diffuse al di fuori dei principali centri urbani, soffermandosi anche sulle strategie adottate per affrontare la gestione dei flussi e il fenomeno dell’overtourism. Al centro della conversazione anche le trasformazioni che stanno interessando il settore: dagli effetti del cambiamento climatico sulla geografia delle destinazioni alla crescita del turismo enogastronomico, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale nella progettazione dei viaggi e nella comunicazione turistica. Un confronto sul futuro del turismo europeo e sulle nuove modalità con cui i paesi costruiscono la propria immagine presso i visitatori internazionali.
NC. Secondo il report di eDreams ODIGEO, gli italiani nel 2026 mostrano una forte propensione ai viaggi all’estero, con un mix tra grandi capitali europee come Parigi, Barcellona, Amsterdam tra le mete più prenotate e destinazioni a lungo raggio come New York, Tokyo e Bangkok tra le mete più ricercate. Nel 2025, invece, tra le destinazioni più prenotate compaiono Barcellona, Parigi, Tirana, Catania, Olbia, Londra, Madrid, Amsterdam, Ibiza e Tenerife. In questo scenario di forte mobilità internazionale, qual è oggi il posizionamento della Germania nelle scelte dei viaggiatori italiani? E che tipo di percezione emerge rispetto ad altre destinazioni più centrali nell’immaginario turistico?
AM. La Germania è la terza destinazione europea più scelta dagli italiani dopo Spagna e Francia. Questo è dovuto naturalmente dalla attrattività della capitale Berlino, che rappresenta spesso il primissimo approccio degli italiani alla destinazione Germania, ma anche al fatto che la Germania è una destinazione di prossimità, facilmente raggiungibile con brevi tratte aeree, ma anche in auto e, sempre meglio, con il treno. Proprio questo ultimo mezzo di trasporto ha vissuto negli ultimi due anni un aumento esponenziale dei viaggi dall’Italia (+17% su 2025 e +140% su 2024!). Un’altra caratteristica che contraddistingue il viaggiatore italiano che sceglie la Germania è che si tratti nel 66% dei casi di cosiddetti repeater, che cioè hanno già visitato la destinazione diverse volte. Specifico che si tratta di viaggi puramente leisure, cioè di vacanza.
Attualmente, quali sono le motivazioni principali che spingono il turista italiano a scegliere la Germania come meta?
La combinazione tra un’importante offerta culturale, grandi città e borghi caratteristici, oltre a delle ottime proposte nella natura, attraggono molto gli ospiti italiani che scoprono peraltro un’offerta con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Come si muove oggi il turista italiano in Germania? Quali esperienze privilegia durante il suo viaggio?
Il turista italiano in Germania negli ultimi anni ha prolungato il suo soggiorno nella destinazione e, oltre ai classici long weekend nelle capitali culturali come Berlino, Monaco, Amburgo, Francoforte, sono sempre più richiesti viaggi lungo i numerosi itinerari turistici della Germania, penso ai numerosi percorsi ciclabili, all’amatissima Strada Romantica, o alla strada delle fiabe, alle strade del vino e della birra o quelle alla scoperta dei Patrimoni UNESCO (la Germania è la terza destinazione al mondo con più Patrimoni dell’Umanità dopo Italia e Cina) e a tante altre, viaggi itineranti, insomma, alla ricerca della combinazione tra elementi culturali, gastronomici e naturali.
Se allarghiamo lo sguardo al contesto internazionale, la Germania sta riuscendo a consolidare una propria identità turistica riconoscibile, oppure paga una narrazione meno forte rispetto ad altri paesi europei?
L’immagine della Germania da un punto di vista turistico gode di ottima salute, il rapporto tra i due paesi, Italia e Germania, è molto forte sotto tanti aspetti: economico, culturale, turistico. Di certo, la sua immagine, rispetto ad altre destinazioni europee, è più esposta a oscillazioni che non hanno niente a che fare con l’offerta turistica e con l’ospitalità della destinazione, ma l’esperienza diretta poi finisce per dissipare facilmente eventuali dubbi.
Se da un lato la Germania fatica ancora a imporsi nell’immaginario turistico italiano come meta di primo richiamo, dall’altro città come Monaco di Baviera e luoghi naturalistici come il lago Eibsee, in Baviera, stanno registrando una pressione turistica sempre più intensa, come riportato da RSI Radiotelevisione svizzera. In questo equilibrio apparentemente contraddittorio, anche la Germania si trova oggi a confrontarsi con il fenomeno dell’overtourism?
L’overtourism in Germania non è chiaramente paragonabile a quello che vive l’Italia, ma già da anni grandi città come Monaco e Berlino hanno messo in campo strategie mirate e lungimiranti per gestire i flussi come le campagne di marketing che spingono tutti i quartieri di queste due grandi città con lo scopo di decongestionare il centro storico.
Il cambiamento climatico sta modificando in modo evidente stagioni e abitudini di viaggio. Secondo Lei, la Germania potrebbe diventare una destinazione estiva inedita, grazie a temperature più miti e alla possibilità di vivere il mare del Nord e del Baltico in modo diverso? Come sta cambiando, o cambierà, l’estate tedesca nel turismo internazionale?
Per ora il cambiamento climatico ha avuto ricaduta, bisogna ammettere molto piacevoli, soprattutto nella mappa dei vitigni che una volta era impensabile trovare oltralpe e che hanno consentito un affinamento della produzione dei vini con dei risultati eccellenti. La Germania ha 13 regioni vinicole che offrono da qualche anno sempre più proposte turistiche fatte di degustazioni, itinerari tra i vigneti molto apprezzate e sempre più richieste anche da viaggiatori italiani. Il Baltico e la costa del Nord con le spiagge grandi, bianchissime e, spesso, incontaminate perché aree protette, per gli italiani hanno un po’ un sapore esotico, così come le città anseatiche.
L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente anche il modo in cui le persone progettano i propri viaggi, sempre più spesso costruiti attraverso strumenti di IA. In che modo sta rispondendo un ente come il German National Tourist Board a questo cambiamento? Ha ancora senso investire principalmente nei canali tradizionali come i social media o si sta aprendo una nuova fase?
L’intelligenza artificiale non è un prossimo futuro, è già presente e la strategia di comunicazione deve accompagnare il cambiamento ed evolvere il proprio linguaggio Nessun cambiamento ha mai viaggiato tanto veloce quanto questo. Dal 2021 abbiamo sviluppato un grande progetto di open data che è parte di questo cambiamento e che mettiamo a disposizione sul nostro sito germany.travel, così come nei Social Media, in particolare su IG abbiamo implementato il nostro canale @gemanytourism con l’intelligenza artificiale creando uno dei primi Influencer digitali. La nostra star si chiama Emma e potete seguirla cercando l’account EmmaTravelsGermany. Ovviamente Emma non è stata creata per sostituire influencer in carne ed ossa, che rimangono un elemento importante per la nostra promozione, e attraverso i quali vogliamo comunicare esperienze reali, affidabili e alla portata di chiunque lo desideri. Emma è una fonte di ispirazione, informazioni, suggerimenti e atmosfere che caratterizzano la molteplicità dell’offerta turistica tedesca. Date un’occhiata e sono sicura che rimarrete sorpresi dai suoi viaggi e dalle sue proposte.
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.Per inviare il commento devi
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