A Carrara cinque artiste riflettono sul marmo e sulla trasformazione della natura


Al mudaC di Carrara la mostra (Yours) in the Undoing, dal 6 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, riunisce le opere di Anna Multone, Francesca Bernardini, Selene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento.

Il marmo di Carrara diventa il punto di partenza per una riflessione sulla trasformazione, sulla perdita ecologica e sulle possibilità di un nuovo rapporto tra essere umano e natura. È il tema di (Yours) in the Undoing (Nel (tuo) disfare), mostra allestita al mudaC – museo delle arti Carrara dal 6 settembre 2026 al 10 gennaio 2027. L’esposizione riunisce le opere di cinque artiste la cui ricerca contemporanea si concentra sul marmo: Anna Multone, Francesca BernardiniSelene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch.

La mostra inaugura il 6 settembre alle 18 e nasce da un progetto curatoriale collettivo realizzato da Marco Filomeno, Yi-An Kang, Hunor Máté Mészáros, Chih-Ching Peng e Uliana Seregina, studenti del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Campus di Milano, con la supervisione curatoriale del docente Emanuele Guidi. L’esposizione è allestita negli spazi del mudaC, in via Canal del Rio 1 a Carrara, e si sviluppa anche in dialogo con la collezione permanente del museo.

Il titolo prende spunto dalle ultime parole di una lettera immaginaria scritta dalla natura, una lettera che l’essere umano non avrà mai occasione di leggere. A Carrara, secondo il progetto curatoriale, quelle parole vengono idealmente incise nel marmo nel momento in cui il materiale viene estratto e precipita nelle cave. Ciò che rimane è un’eco che viene spesso ignorata in nome del progresso. Da questa immagine prende avvio una riflessione sul significato del “disfare”, inteso da un lato come rovina e dall’altro come gesto di liberazione: scomporre strutture consolidate per aprire alla costruzione di nuove forme di pensiero.

Selene Frosini, Never Let Me Go (2026) - Looking for Something (2022). Foto di Enrico Amici
Selene Frosini, Never Let Me Go (2026) - Looking for Something (2022). Foto di Enrico Amici
Anna Multone, Memorabilia ll (2025). Foto di Enrico Amici
Anna Multone, Memorabilia ll (2025). Foto di Enrico Amici

Il progetto prende inoltre le mosse dal concetto di better ruination elaborato da Joanna Zylinska e si interroga sulla possibilità che la perdita del mondo conosciuto possa condurre, invece di alimentare visioni romantiche, verso una forma di esistenza maggiormente intrecciata e condivisa con la natura. Le cinque artiste affrontano questa prospettiva attraverso pratiche differenti, accomunate dall’utilizzo del marmo e da una ricerca sui processi di trasformazione e rinnovamento della materia.

Concepita come un diorama nel quale il pubblico può muoversi, la mostra si sviluppa al piano terra attraverso un percorso che conduce dalla perdita ecologica alla possibilità di un nuovo inizio. L’itinerario si apre con la serie Fallen Leaves di Verena Mayer-Tasch, composta da foglie scolpite nel marmo che rimandano a una concezione ciclica dell’esistenza, nella quale la morte rappresenta anche la condizione per una nuova vita. Seguono Enwrapping e Over the Skin di Francesca Bernardini, strutture pensate per proteggere ma al tempo stesso aperte alla trasformazione e alla rottura.

Silvia Scaringella, Planimetrie naturali, serie (2024). Foto di Enrico Amici
Silvia Scaringella, serie Planimetrie naturali (2024). Foto di Enrico Amici
Francesca Bernardini, Enwrapping (2026) - Over the skin (2026). Foto di Enrico Amici
Francesca Bernardini, Enwrapping (2026) - Over the skin (2026). Foto di Enrico Amici
Verena Mayer-Tasch, Fallen Leaf-serie (2025). Foto di Enrico Amici
Verena Mayer-Tasch, serie Fallen Leaf (2025). Foto di Enrico Amici

Al centro del percorso si trova Memorabilia II di Anna Multone, che presenta strumenti simbolici del controllo umano sulla natura. Gli utensili sono custoditi all’interno di un cassetto che può essere aperto o chiuso, evocando il confine tra cura e controllo. In questo punto il percorso cambia direzione. Planimetrie Naturali di Silvia Scaringella propone una natura capace di resistere ai tentativi di contenimento, mentre le sculture di Selene Frosini concludono l’itinerario con cavità scolpite nel marmo, dalle quali emergono forme organiche che ricordano radici o vene. Sono immagini che richiamano nuovi germogli e la possibilità di trasformare la rovina in una forma di rinascita.

La sequenza, tuttavia, rimane volutamente aperta. Se percorsa in senso inverso, infatti, le forme associate alla rinascita possono essere lette come il ricordo di un mondo destinato a scomparire. Al primo piano la mostra prosegue entrando in dialogo con le opere della collezione permanente del mudaC: le forme del passato vengono accostate alle trasformazioni suggerite dai lavori delle cinque artiste. In questo spazio conclusivo, il “disfare” viene nuovamente proposto come possibilità di ripensare le relazioni tra umano, natura e materia.

Note sulle artiste

Le artiste coinvolte appartengono a generazioni e percorsi differenti. Anna Multone, nata a Borgosesia nel 2001, si trasferisce a Carrara nel 2020 per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Nel corso della formazione partecipa a mostre collettive, residenze, simposi e workshop di scultura in Italia e all’estero, in Francia, Portogallo, Grecia e Stati Uniti. Nel 2025 realizza le prime mostre personali, Terra/Memorie a Carrara e Terra/Sacra a Villa Faraldi, in provincia di Imperia.

Francesca Bernardini, nata a Carrara nel 1974, è una scultrice la cui ricerca si ispira al microcosmo naturale e traduce ricordi, emozioni ed esperienze personali in forme organiche scolpite nel marmo. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, si forma nelle storiche botteghe della città e oggi lavora nello studio SGF scultura di Torano, Carrara. Dall’inizio degli anni Duemila le sue opere sono state esposte in Europa, Asia, America, Oceania e Africa. Ha inoltre partecipato a numerosi simposi di scultura, realizzando anche opere monumentali per lo spazio pubblico.

Selene Frosini, nata a Pontedera nel 1988, vive e lavora a Carrara. La sua pratica esplora le possibilità espressive del marmo attraverso forme definite dall’assenza, dall’erosione e dalla tensione spaziale. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha preso parte a mostre, residenze e simposi internazionali di scultura. Nel 2023 ha ricevuto il Silver Prize al LihPao International Sculpture Biennial Award di Taipei.

Silvia Scaringella, nata a Roma nel 1986, indaga nelle sue opere le relazioni tra comportamento umano e animale, sistemi collettivi e dinamiche della società contemporanea. Lavora principalmente con il marmo, combinando ricerca antropologica e sociologica e forme scultoree organiche. Vive e lavora tra Roma e Carrara. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha studiato anche alla Iwate University in Giappone. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e fanno parte di commissioni pubbliche permanenti in Italia, Giappone e Cina, tra cui quelle dell’Aeroporto di Fiumicino a Roma e della Fondazione Fiumara d’Arte in Sicilia.

Verena Mayer-Tasch, nata a Mainz nel 1968, è una scultrice tedesca residente a Carrara, dove dal 1996 ha conseguito il diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca si concentra sulla memoria degli istanti che la vita lascia scivolare via, dai gesti quotidiani agli oggetti dell’infanzia, fino alle presenze assenti e alle forme della natura. Nel 2015 ha fondato a Carrara lo Studio Marmore+. Ha partecipato a mostre e simposi internazionali in Europa, Asia, Medio Oriente e Sud America. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Argentina, Austria, Cina, Francia, Germania, Israele, Italia, Lussemburgo, Siria, Turchia e Uzbekistan.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostra(Yours) in the Undoing (Nel (tuo) disfare)
CittàCarrara
SedemudaC
DateDal 06/09/2026 al 10/01/2027
ArtistiArtisti vari
CuratoriMarco Filomeno, Yi-An Kang, Hunor Máté Mészáros, Chih-Ching Peng, Uliana Seregina
TemiArte contemporanea, Carrara



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