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Come cambia il Futurismo tra le due guerre? Lo racconta una mostra a Milano

di Redazione 30/10/2026

Categorie: Mostre / Argomenti: Milano - Futurismo - Arte del Novecento


Bottegantica, a Milano, presenta dal 30 ottobre al 4 dicembre 2026 la mostra “Futurismo 1918–1944”, dedicata agli sviluppi del movimento negli anni Venti, Trenta e Quaranta, con opere di Balla, Depero, Fillia e Tato.

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Dal 30 ottobre al 4 dicembre 2026, la galleria Bottegantica di Milano ospita Futurismo 1918–1944, una mostra dedicata agli sviluppi del movimento negli anni compresi tra le due guerre mondiali. Il percorso, curato dalla galleria, allestito nella sede di via Alessandro Manzoni 45, esamina le trasformazioni di una delle esperienze artistiche più longeve e articolate dell’arte italiana del Novecento, oltre la stagione avanguardistica degli esordi.

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Ad aprire idealmente la rassegna è Colpo di fucile (1918) di Giacomo Balla, opera nella quale la rapidità del gesto disegnato restituisce la deflagrazione e conserva l’eco della fase eroica del Futurismo. La fine della Prima guerra mondiale segnò infatti un passaggio decisivo per il movimento, chiamato a ridefinire la propria idea di modernità in un contesto profondamente mutato.

Negli anni Venti, il confronto con le avanguardie europee favorì l’affermazione di un linguaggio post-cubista e meccanico. Ne è un esempio Femminilità (1928) di Fillia, in cui la figura umana si combina con forme derivate dall’immaginario della macchina. Una declinazione più giocosa e favolistica emerge invece nel Coleottero veneziano (1927) di Fortunato Depero, opera presentata nel 1960 dalla Galleria Blu di Milano in una delle prime mostre dedicate al Futurismo successivo alla Grande Guerra.

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Fortunato Depero, Gondoliere (astrazione) (1927; olio su tela, 60 x 90 cm)
Fortunato Depero, Gondoliere (astrazione) (1927; olio su tela, 60 x 90 cm)
Enrico Prampolini, Venezia (1930 circa; olio su masonite, 65 x 50 cm)
Enrico Prampolini, Venezia (1930 circa; olio su masonite, 65 x 50 cm)
Fillia, Ritmi d'ambiente (1929-1930; olio su tela, 76 x 60 cm)
Fillia, Ritmi d’ambiente (1929-1930; olio su tela, 76 x 60 cm)

L’indagine sulle arti applicate, avviata con il Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo del 1915, prosegue nei Motivi decorativi di Thayaht. I lavori, possibili studi per ceramiche o tessuti, accostano rigore geometrico e ricerca cromatica. La sperimentazione di materiali e tecniche comprende anche la cartopittura di Farfa, rappresentata da Mani e riflessi variopinti (1924), e il collage di Tulli, che si confronta con l’immaginario dell’aeropittura.

Negli anni Trenta e Quaranta, la percezione dello spazio e il mutamento dei punti di osservazione assumono un ruolo centrale. Tato, tra i principali interpreti dell’aeropittura futurista, è presente con una celebre Aeropittura, esposta nel 1933 al Premio nazionale di pittura Golfo della Spezia, e con illustrazioni a tempera su carta dedicate alla politica e al lavoro durante il Ventennio, tra cui Lavoro (Il varo della nave) (1932). Queste opere documentano anche il rapporto tra l’immaginario futurista, la comunicazione pubblica e la rappresentazione della società contemporanea.

Leandra Angelucci, L'arto veggente (1936; olio su tela, 60,5 x 80,5 cm)
Leandra Angelucci, L’arto veggente (1936; olio su tela, 60,5 x 80,5 cm)
Tato, Il lavoro (1932; tempera su cartoncino, 430 x 300 mm)
Tato, Il lavoro (1932; tempera su cartoncino, 430 x 300 mm)

A questo ambito si collega la ricerca di Carlo Vittorio Testi, pittore, illustratore e grafico avvicinatosi al Futurismo all’inizio degli anni Trenta, del quale sono esposti i Marciatori (1930). Due bozzetti teatrali di Tato, presentati nella sala del Teatro futurista italiano alla Biennale di Venezia del 1928, testimoniano inoltre l’interesse per la scena come luogo d’incontro tra pittura, architettura, luce e movimento.

Completa il percorso Enrico Prampolini, figura centrale nella trasformazione del movimento, le cui ricerche attraversano pittura, teatro e grafica, orientandosi verso una concezione cosmica e astratta dello spazio. La mostra è visitabile dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo ampiamente illustrato, con un contributo di Tommaso Carletti dedicato alla riscoperta del Futurismo tra le due guerre nelle gallerie private a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La preview stampa è fissata per giovedì 29 ottobre alle ore 11.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraFuturismo 1918–1944
CittàMilano
Sedegalleria Bottegantica
DateDal 30/10/2026 al 04/12/2026
ArtistiArtisti vari
Curatorigalleria Bottegantica
TemiMilano, Futurismo, Arte del Novecento

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