Alla Wolfsoniana di Genova Nervi una mostra dedicata a Giovanni Korompay (Venezia, 1904 – Rovereto, 1988) propone una rilettura dell’opera di uno dei principali esponenti del secondo futurismo. Curata da Alex Casagrande, Matteo Fochessati, Franco Tagliapietra e Anna Vyazemtseva, Giovanni Korompay. Un’antologica, sarà aperta al pubblico fino al 1° novembre 2026, a quasi cinquant’anni dalla precedente esposizione antologica dedicata all’artista alla Galleria d’arte moderna di Bologna nel 1979.
Il progetto espositivo intende ricostruire le principali fasi della ricerca pittorica di Korompay alla luce dei più recenti studi sul movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909. Particolare attenzione è riservata alla sua adesione all’aeropittura e agli sviluppi linguistici della produzione successiva alla Seconda guerra mondiale.
Il percorso prende avvio dagli esordi degli anni Venti, quando l’artista si muove ancora nell’ambito di una pittura tradizionale, nella quale sono però già riconoscibili alcuni elementi destinati a caratterizzare la sua ricerca successiva. Nel 1922, dopo l’incontro a Venezia con Marinetti e i primi contatti con il movimento futurista, Korompay realizza Rumore di locomotiva, olio su tavola presente in mostra, dove emergono una progressiva scomposizione dell’immagine e una tendenza all’astrazione. Negli anni successivi l’artista entra in contatto con Balla, Bragaglia, Caviglioni, Crali, Depero, Dottori, Fillia e Prampolini.
I dipinti realizzati tra gli anni Venti e Trenta documentano la progressiva decostruzione di alcuni temi ricorrenti attraverso moduli strutturali astratti: i rilievi montani, le architetture veneziane riflesse nella laguna, i cantieri, le officine e più in generale i luoghi del lavoro. Negli anni Trenta Korompay consolida la propria adesione al futurismo e avvia anche le prime sperimentazioni plastiche, rappresentate in mostra da Cantiere navale del 1930 e Carro armato del 1934. In questo periodo partecipa alle sale futuriste delle Biennali di Venezia del 1936, 1938, 1940 e 1942 e alle Quadriennali di Roma del 1935, 1939 e 1943.
La ricerca aeropittorica si sviluppa inizialmente attraverso dinamici scorci di paesaggio osservati dalla carlinga dell’aereo, come nelle due tavole del 1935 e del 1936 presentate nell’esposizione. Quest’ultima, esposta alla XX Biennale di Venezia, appartiene alla Collezione Wolfsoniana. Le aeropitture evolvono quindi verso composizioni più astratte e rigorose, arrivando in alcuni casi a evocare atmosfere di matrice surrealista, come negli oli Atmosfera marina del 1938 e Aeropittura (“aerofemmina”) della fine degli anni Trenta.
A cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta l’astrazione assume un ruolo sempre più rilevante nelle opere dedicate ai luoghi di lavoro. Nel dopoguerra questa ricerca prosegue attraverso una costruzione geometrica fondata su strutture cromatiche simmetriche, mantenendo nell’impianto sintetico le tensioni dinamiche della precedente esperienza futurista.
La mostra mette inoltre in dialogo le opere di Korompay con quelle di altri futuristi presenti nella collezione permanente della Wolfsoniana, tra cui Gerardo Dottori, Enrico Prampolini, Ernesto Thayaht, Nicolaj Diulgheroff e Tullio D’Albissola. Organizzata da Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Korompay di Rovereto, l’esposizione riunisce opere delle raccolte del museo e della Collezione degli eredi, affiancate da prestiti provenienti da musei, istituzioni e collezioni private. Il progetto è accompagnato da un catalogo illustrato pubblicato da Sagep Editori, con testi dei curatori e regesti relativi all’attività artistica di Korompay.
| Titolo mostra | Giovanni Korompay. Un’antologica | Città | Genova Nervi | Sede | Wolfsoniana | Date | Dal 29/03/2027 al 01/11/2026 | Artisti | Giovanni Korompay | Curatori | Matteo Fochessati, Anna Vyazemtseva, Alex Casagrande, Franco Tagliapietra | Temi | Futurismo |
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