A Lucca quattro artiste africane indagano identità e diritti nella mostra “Bread, Roses and Colors”


A partire da venerdì 8 maggio fino al 13 giugno, al Palazzo delle Esposizioni di Lucca un progetto a cura di Alessandro Romanini mette in dialogo quattro artiste africane di diverse generazioni. In programma anche un convegno internazionale su arte, memoria e relazioni tra Africa ed Europa.

Apre venerdì 8 maggio 2026 alle ore 19:00, al Palazzo delle Esposizioni di Lucca, la mostra Bread, Roses and Colors – Il pane, le rose e i colori, a cura di Alessandro Romanini. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca insieme alla Fondazione Lucca Sviluppo e sostenuta dal patrocinio del Comune di Lucca e della Regione Toscana, riunisce quattro artiste africane di diverse generazioni in un progetto che intreccia ricerca artistica e riflessione sulle dinamiche sociali e culturali contemporanee. La mostra rimane aperta fino al 13 giugno 2026, con orario dal martedì alla domenica dalle 15 alle 19.

Il titolo scelto dal curatore riprende lo slogan delle lavoratrici tessili statunitensi del 1912, Bread and Roses, legato alle rivendicazioni per diritti, dignità e migliori condizioni di vita, e lo aggiorna introducendo il riferimento ai colori, intesi come espressione di libertà e superamento delle barriere di genere e razza. L’impianto concettuale della mostra si sviluppa quindi attorno a temi quali identità, disuguaglianze, valorizzazione delle radici culturali e impegno civile.

Laetitia Ky, Access denied (2026; stampa C-print, montaggio su diasec-plexiglass satinato, 75 x 50 cm Edizione di 5 + 2 AP) Su concessione dell’artista
Laetitia Ky, Access denied (2026; stampa C-print, montaggio su diasec-plexiglass satinato, 75 x 50 cm Edizione di 5 + 2 AP) Su concessione dell’artista
Michelle Okpare, Untitled. Su gentile concessione di LIS10 Gallery
Michelle Okpare, Untitled. Su gentile concessione di LIS10 Gallery

Protagoniste dell’esposizione sono la scultrice senegalese Awa Seni Camara, la sudafricana Esther Mahlangu, la nigeriana Michelle Okpare e l’ivoriana Laetitia Ky. Le quattro artiste, pur appartenendo a contesti e generazioni differenti, condividono un approccio che coniuga pratica artistica e attenzione alle questioni sociali. Camara e Mahlangu rappresentano figure consolidate dell’arte africana contemporanea, note per avere trasformato pratiche tradizionali tramandate in ambito femminile in linguaggi riconosciuti a livello internazionale. Accanto a loro si collocano le ricerche delle più giovani Okpare e Ky, che integrano sperimentazione visiva e attivismo, affrontando temi legati all’identità, alla rappresentazione del corpo e agli standard sociali.

Il percorso espositivo adotta un’impostazione interdisciplinare, mettendo in relazione pittura, scultura e fotografia. Tale dialogo tra linguaggi differenti intende evidenziare continuità e trasformazioni nella produzione artistica africana contemporanea, con particolare attenzione alla pluralità di prospettive che emergono da contesti geografici e culturali diversi. La mostra è accompagnata da un programma di iniziative collaterali che comprende proiezioni e seminari, oltre a un apparato bio-bibliografico ed editoriale dedicato alle artiste coinvolte. Il progetto si inserisce in un quadro di crescente interesse internazionale verso il multiculturalismo e le produzioni culturali africane e afrodiscendenti, proponendo un’occasione di approfondimento e confronto su tali tematiche.

Esther Mahlangu, Ndebele Dwelling (2018; acrilico su tela, 100 x 150 cm). Su gentile concessione  di LIS10 Gallery
Esther Mahlangu, Ndebele Dwelling (2018; acrilico su tela, 100 x 150 cm). Su gentile concessione di LIS10 Gallery
Seni Awa Camara, Maternità. Su gentile concessione di LIS10 Gallery
Seni Awa Camara, Maternità. Su gentile concessione di LIS10 Gallery

Nella stessa giornata dell’inaugurazione, alle ore 21:00, il Palazzo delle Esposizioni ospita il convegno Africa–Italia–Europa. Arte e cultura fra storia, memoria e ipotesi di collaborazioni future. L’incontro riunisce studiosi, artisti e operatori culturali provenienti da diversi contesti, con l’obiettivo di discutere questioni legate all’eredità coloniale, ai fenomeni migratori, alla crescita dell’arte contemporanea africana nel sistema globale e allo sviluppo di forme culturali ibride tra Africa ed Europa. Una parte del dibattito è dedicata al ruolo delle industrie creative, dalle arti visive alla musica, dal cinema alla letteratura, considerate come strumenti di dialogo e cooperazione.

Tra i relatori figurano Jenny Mbaye, già docente alla University of London ed esperta delle dinamiche delle industrie creative dell’Africa subsahariana, Ayoko Mensah, attiva nel campo del cultural management e della programmazione per il Centre for Fine Arts di Bruxelles (Bozar), Mauro Petroni, che da oltre quarant’anni vive a Dakar e ha contribuito alla realizzazione di numerose iniziative culturali, e Roberto Castello, coreografo e programmatore culturale premiato con il riconoscimento Ubu. È prevista inoltre la partecipazione in collegamento da New York dell’artista e attivista Laetitia Ky. L’iniziativa mira a contribuire alla definizione di modelli di collaborazione più equilibrati tra contesti geografici differenti, con un’attenzione specifica alle relazioni tra Africa ed Europa. L’ingresso della mostra è libero.

“La mostra e la tavola rotonda intendono mettere in evidenza nelle sue varie declinazioni, un fenomeno che nel corso degli ultimi anni sta influenzando e rinnovando musica, cinema, letteratura, fashion design e arte; la creatività africana contemporanea”, dichiara il curatore Alessandro Romanini. “L’esposizione Bread, Roses and Colors riprende lo storico slogan di rivendicazione femminile e raccoglie le opere di quattro artiste, appartenenti a generazioni diverse, accomunate da un costante attivismo civile e politico legato alle politiche di genere, oltre che dall’originalità del loro lavoro. La tavola rotonda riunisce esperti  delle varie discipline, che lavorano per importanti istituzioni internazionali, per far luce sui principali aspetti politico-culturali, museali, artistici e socio-economici nel contesto delle relazioni Africa-Europa. Awa Seni Camara (Senegal 1945), scomparsa lo scorso gennaio, viene celebrata dalla Biennale di Venezia 2026 con numerose opere sposte, così come un sentito omaggio era stato tributato dalla Biennale lagunare nel 2024 alla sudafricana Esther Mahlangu, che quest’anno viene esposta in numerosi spazi mussali. A livello internazionale per i suoi 90 anni. Entrambe erano già presenti nella storica mostra del Pompidou a Parigi, Magicians de la Terre del 1989. La nigeriana Michelle Okpare (1996) è oggi protagonista di un programma artistico della multinazionale Zoppas ed è reduce da mostre a Parigi e a Los Angeles, mentre l’ivoriana Laetitia Ky (1996), in questi mesi sta esponendo alla Kunsthalle di Monaco, al Mucem di Marsiglia, a 1:54 New York e a fine maggio al Museo delle Periferie di Roma. È eeduce anche dal Festival del Cinema di Cannes 2026 dove è protagonista del film Prmised Sky”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraBread, Roses and Colors – Il pane, le rose e i colori
CittàLucca
SedePalazzo delle Esposizioni
DateDal 08/05/2026 al 13/06/2026
ArtistiLaetitia Ky, Awa Seni Camara, Esther Mahlangu, Michelle Okpare
CuratoriAlessandro Romanini
TemiArte contemporanea, arte africana



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