A Certaldo una mostra su Stoner, il capolavoro letterario di John Williams


Dal 5 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, il Palazzo Pretorio di Certaldo ospita la mostra ’Stoner. Landing Pages’, dedicata al capolavoro letterario di John Williams.

Fino al 10 gennaio 2021, il Palazzo Pretorio di Certaldo ospita la mostra Stoner. Landing Pages, collettiva d’arte contemporanea liberamente ispirata al romanzo Stoner di John Edward Williams (Clarksville, 1922 - Fayetteville, 1994), e curata da Cinzia Compalati e Andrea Zanetti. La mostra, dopo un’anteprima tenutasi a Pescara nel 2016 e a seguito di una campagna di crowdfunding che ha coinvolto appassionati d’arte e bibliofili, si presenta a Certaldo per la prima volta nella sua completezza, con l’aggiunta di un lavoro inedito di Emiliano Bagnato e la rimodulazione contest specific delle installazioni. Le opere in mostra sono di otto artisti contemporanei: Emiliano Bagnato, Mauro Fiorese, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Eleonora Roaro, Jacopo Simoncini, Giuliano Tomaino e Zino.

La mostra ripercorre il noto romanzo di Williams, un caso letterario che ha appassionato migliaia di lettori nel mondo: la biografia di un anonimo professore universitario che a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale affronta i drammi e le passioni di una vita normale. Agli otto artisti, diversi per poetica e formazione, è stato chiesto di far vivere i personaggi e le atmosfere del romanzo attraverso il proprio linguaggio: fotografia, istallazioni, musica, performance evideo. Non solo la riproduzione espressiva delle pagine di Stoner, bensì, sottolineano i curatori, “l’appropriarsi dei protagonisti per scavarne le profondità, per esternarne il non-detto e il non-scritto, per incanalare la narrazione nelle suggestioni della forza visiva”.

Emiliano Bagnato (La Spezia, 1993), compositore e sound designer, interpreta Grace, la figlia di Stoner. In una rilettura musicale e interattiva, tutto il dramma di un personaggio che ha subito le storie dei genitori, senza colpe. Di Mauro Fiorese (Verona, 1970-2016) sono esposte, dopo la sua morte prematura, alcune opere tratte da www.libraincancer.it, il blog in cui ha raccontato la sua personale battaglia contro il cancro. Tenendo fede all’impostazione letteraria dell’esposizione, l’autore ha composto dodici dittici fotografici che si sviluppano nell’immagine pura e nel suo, arbitrario, rimando testuale. In mostra interpreta Gordon Finch, l’amico fraterno di Stoner e filtra attraverso i suoi occhi (e quindi attraverso il grande tema dell’amicizia) la vita del protagonista. Stefano Lanzardo (La Spezia, 1960) è Stoner. Con quattro scatti fotografici sono descritti altrettanti momenti simbolo dell’esistenza del protagonista: dalla terra che lo ha generato, e alla quale torna, ai corridoi dell’università in cui passeggia come un fantasma, allo studio di casa, dove poteva dedicarsi alle amate letture, fino alla relazione con le donne del romanzo. Un viaggio dal forte impianto anti-eroico e anti-epico che trasforma la vita di un uomo dimenticato da tutti in un racconto collettivo. Roberta Montaruli (Torino, 1978) è Katherine, l’amante di Stoner. L’artista torinese racconta la loro storia d’amore in una video-installazione in cui, mancando la presenza antropica, sono gli oggetti a narrare le loro vite, fatte di respiri e sospiri, gioie e dolori, fatica e tensione verso la felicità. Un video d’animazione che si crea e si cancella attraverso l’uso del carboncino e della gomma.

Eleonora Roaro (Varese, 1989) ha realizzato per la mostra una video installazione dedicata ad Edith, la moglie di Stoner, in cui porta alla luce tutte le fobie del personaggio, una donna distante, anaffettiva, che non si fa “toccare” in tutti i sensi. Attraverso una sineddoche (Edith è rappresentata solo dal suo occhio ceruleo) diventa la “telecamera di sorveglianza” delle vite di chi la circonda. In esposizione anche il video-documento di una performance in cui ha interpretato Edith in uno dei momenti topici del romanzo. Jacopo Simoncini (Carrara, 1979) ha composto per l’esposizione un pezzo inedito per viola (eseguito da Ignazio Alayza) che racconta attraverso sussulti lo stridore dell’esistenza. Giuliano Tomaino (La Spezia, 1945) interpreta il padre di Stoner, portando avanti la storica serie dei “Santi” con un’installazione che ferma il momento della sua morte. Zino (Teramo, 1973), noto per le opere realizzate con i lego e la realtà aumentata, qui interpreta l’antagonista di Stoner e lo immortala nel momento in cui fa la sua prima apparizione nel romanzo: fisicamente menomato, Lomax ha un viso da attore del cinema sul quale l’artista riporta le parole della sua presentazione all’interno del testo.

La mostra è aperta al pubblico dal 5 settembre al 31 ottobre tutti i giorni con orario 10.00-13.00 e 14.30-19.00, dal 1° novembre al 10 gennaio di lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì con orario 10.00-13.00 e 14.30-16.30; sabato e domenica ore 10.00-13.00 e 14.30-17.30, chiuso il martedì. Per informazioni ed approfondimenti: info@museiempolesevaldelsa.it, www.museiempolesevaldelsa.it.

Immagine: Zino, Sono Lomax (2016; stampa digitale su tessuto sintetico, 150 × 150 cm)

A Certaldo una mostra su Stoner, il capolavoro letterario di John Williams
A Certaldo una mostra su Stoner, il capolavoro letterario di John Williams


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