Il paesaggio come spazio della memoria, ma anche come testimone delle trasformazioni e delle crisi della contemporaneità. È questo il filo conduttore di Storie di paesaggi. Da Monet a Hockney (1890-2026), la mostra organizzata congiuntamente dal Museo Marmottan Monet di Parigi e dal Museo di Grenoble, che intende mettere in relazione oltre un secolo di produzione artistica attraverso il tema del paesaggio. La curatela è affidata a Pierre Wat, professore di storia dell’arte contemporanea all’Università Panthéon-Sorbonne, direttore del Centro di ricerca HiCSA e studioso della rappresentazione del paesaggio.
L’esposizione prende avvio dagli ultimi anni dell’Ottocento e attraversa il XX e il XXI secolo, mettendo in discussione l’idea del paesaggio come genere autonomo e separato dagli eventi della storia. Le guerre, i cambiamenti politici e sociali, il rapporto con la natura e la costruzione delle identità collettive hanno infatti progressivamente trasformato il modo in cui gli artisti hanno guardato e rappresentato il territorio.
Un passaggio emblematico è quello scelto come apertura del percorso: il gesto di Claude Monet, che all’indomani dell’armistizio dell’11 novembre 1918 offrì alla Francia due dipinti della serie delle Ninfee come celebrazione della vittoria. Un episodio che diventa il punto di partenza per indagare il rapporto tra arte, paesaggio e storia contemporanea.
La mostra si sviluppa attraverso undici sezioni crono-tematiche, nelle quali il paesaggio viene osservato da prospettive differenti. Dalle rappresentazioni legate ai conflitti alla relazione tra Paese e paesaggio, dalla progressiva astrazione della natura alla ricerca delle origini, fino ai paesaggi interiori e al rapporto tra passato, presente e futuro.
Il percorso espositivo vuole affrontare anche il confronto tra dimensione locale e globale, il tema dell’Antropocene e la perdita di alcuni degli immaginari legati alla natura. Il paesaggio diventa così uno spazio nel quale si incontrano memoria e oblio, appartenenza e nostalgia, lutto e trasformazione. A cambiare, nel corso del tempo, non è soltanto il modo di rappresentare il paesaggio, ma anche il ruolo stesso che esso assume nell’arte. Pittura, fotografia, scultura e video contribuiscono a costruire nuove forme di racconto, nelle quali il territorio non è più soltanto uno scenario, ma diventa parte integrante della storia e delle esperienze individuali e collettive.
Le undici tappe della mostra - Ninfee per la storia; Paesaggi in guerra; Paese, Paesaggio; Astrazione della natura; Alle origini; Paesaggi interiori; Passato, Presente, Futuro; Locale, Globale, Totale; Dopo la storia; Paesaggio, Paesaggi dell’Antropocene; Paradisi perduti? - compongono un percorso che attraversa più di un secolo e indaga la capacità del paesaggio di conservare tracce del proprio tempo.
Dopo la prima tappa parigina al Museo Marmottan Monet dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, Storie di paesaggi (1890-2026) sarà presentata al Museo di Grenoble dal 5 marzo al 4 luglio 2027, proseguendo così il dialogo tra le due istituzioni sul ruolo del paesaggio nella storia dell’arte moderna e contemporanea.
| Titolo mostra | Storie di paesaggi. Da Monet a Hockney (1890-2026) | Città | Parigi | Sede | Musée Marmottan Monet | Date | Dal 24/09/2026 al 31/01/2027 | Artisti | Claude Monet, David Hockney | Curatori | Pierre Wat | Temi | Parigi, Claude Monet, Pittura, Paesaggio |
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