Dal 2 aprile al 31 maggio 2026 il Museo di Roma in Trastevere dedica una mostra ad Annabella Rossi, ripercorrendo il lavoro della pioniera dell’antropologia visiva italiana, che ha utilizzato fotografia e video come strumenti di analisi sociale e scientifica. Annabella Rossi. La poetica della realtà è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è curata da Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Museo delle Civiltà (MuCIV).
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso una selezione di immagini, molte delle quali inedite, provenienti dal Fondo Annabella Rossi conservato presso ICPI-MuCIV. L’allestimento propone una narrazione corale che prende avvio dalla spedizione in Salento del 1959, realizzata insieme all’antropologo e filosofo Ernesto de Martino, per arrivare alle ampie indagini condotte nel Mezzogiorno sui temi della religiosità popolare e delle feste tradizionali. Tra queste, assume particolare rilievo la ricerca sul Carnevale, sviluppata tra il 1972 e il 1976 con il coinvolgimento diretto degli studenti del corso di Antropologia Culturale dell’Università di Salerno, trasformando il lavoro sul campo in un’esperienza didattica condivisa.
Lo sguardo di Annabella Rossi si estende anche alla Roma delle periferie alla fine degli anni Cinquanta e alla quotidianità del quartiere Trastevere, documentando con attenzione le espressioni delle culture popolari e marginali. Attraverso il suo lavoro, restituisce visibilità e dignità a una umanità segnata dalla fatica, ma attraversata da una profonda autenticità. Nei ritratti fotografici, la partecipazione emotiva diventa elemento centrale, trasformando il documento in una forma espressiva vicina all’arte.
A completare il percorso espositivo, è presentato il film fotoritmico Serenata d’arte varia di Francesco De Melis: una composizione per voce e pianoforte costruita sulle immagini di strada raccolte dalla studiosa, che anima le fotografie trasformandole in un flusso dinamico e restituendo il ritmo di una dimensione passata, popolata da artisti di strada e numeri d’arte varia.
Etnologa e fotografa, Annabella Rossi è stata una figura di rottura nel panorama dell’antropologia italiana del secondo Novecento. Allieva e stretta collaboratrice di Ernesto de Martino, ha partecipato nel 1959 alla storica spedizione in Salento per lo studio del tarantismo, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua metodologia di ricerca sul campo. Il suo lavoro, svolto nell’ambito del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari dove lavorò a partire dal 1961, si è distinto per l’uso pionieristico dei mezzi audiovisivi – fotografia, registrazioni sonore e videotape – intesi non come semplici sussidi, ma come strumenti primari e complementari dell’indagine scientifica. Al centro delle sue ricerche, condotte per circa un ventennio nell’Italia centro-meridionale, vi è la cosiddetta “cultura della miseria”: Annabella Rossi ha documentato con sguardo militante la religiosità e le credenze, il tarantismo, il lavoro e la quotidianità, denunciando lo stigma della povertà di un’umanità marginalizzata dal boom economico. Tra le sue opere fondamentali si annoverano Le feste dei poveri (1969), Lettere da una tarantata (1970) e Carnevale si chiamava Vincenzo (1977), quest’ultimo frutto di una vasta ricerca in Campania realizzata con Roberto De Simone e con il coinvolgimento degli studenti dell’Università di Salerno, dove ha insegnato Antropologia Culturale dal 1971. La sua eredità è oggi custodita nel Fondo Annabella Rossi presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e il Museo delle Civiltà (MuCIV) di Roma.
| Titolo mostra | Annabella Rossi. La poetica della realtà | Città | Roma | Sede | Museo di Roma in Trastevere | Date | Dal 02/04/2026 al 31/05/2026 | Artisti | Annabella Rossi | Curatori | Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi, Francesco Quaranta | Temi | Roma, Fotografia |
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