Il Museo di San Matteo ricorda la storica mostra del 1946 che segnò la rinascita di Pisa


Da ottobre il Museo Nazionale di San Matteo di Pisa celebra l’ottantesimo anniversario della storica esposizione del 1946 con una mostra fotografica, materiali inediti e un programma di incontri. 

Nel 1946, quando Pisa portava ancora i segni profondi della seconda guerra mondiale, con quartieri distrutti, ponti crollati e un patrimonio artistico messo a dura prova, un gruppo di intellettuali diede vita a un progetto destinato a diventare simbolo della rinascita della città. Nacque così la Mostra della Scultura Pisana del Trecento, un’esposizione che riunì le opere rimosse dalle loro sedi originarie e messe al sicuro durante il conflitto per salvarle dai bombardamenti. L’allestimento trovò spazio nell’ex convento di San Matteo, edificio che fino ad allora era stato adibito a carcere per i detenuti politici. Proprio grazie a quella mostra il complesso iniziò una nuova vita, trasformandosi nel 1949 nell’attuale Museo Nazionale di San Matteo.

L’esposizione del 1946 fu considerata uno degli eventi culturali più significativi dell’Europa appena liberata. Oltre a rappresentare un modello per numerose iniziative analoghe organizzate negli anni successivi, contribuì in maniera decisiva alla riscoperta della scultura medievale italiana e al riconoscimento del ruolo di primo piano svolto dagli artisti pisani in questo ambito. Il suo valore andò ben oltre l’aspetto artistico. La mostra si aprì infatti negli stessi giorni in cui Alcide De Gasperi formava il primo governo della Repubblica italiana, assumendo così anche un forte significato civile e simbolico.

Per ricordare quella mostra, da ottobre il Museo Nazionale di San Matteo ospiterà una mostra fotografica realizzata grazie al contributo della Fondazione Pisa e alla collaborazione del Comune di Pisa. L’esposizione presenterà immagini e documenti inediti dedicati all’allestimento del 1946 e al processo di trasformazione dell’ex carcere nel futuro museo. Ad accompagnare il viaggio fotografico sarà un videoracconto sonoro realizzato da Acquario della Memoria, pensato per far rivivere ai visitatori il clima di quei giorni attraverso testimonianze, immagini e narrazione. L’iniziativa sarà completata da conferenze, incontri e attività di approfondimento che ripercorreranno le diverse dimensioni di quella storica impresa, mettendone in luce il valore artistico, culturale e civile che ancora oggi continua a rappresentare un momento fondamentale nella storia di Pisa.

La storica mostra del 1946
La storica mostra del 1946
La storica mostra del 1946, piano terra
La storica mostra del 1946, piano terra
La storica mostra del 1946, primo piano
La storica mostra del 1946, primo piano

“A ottant’anni da quei giorni, desideriamo riportare all’attenzione del pubblico una pagina emblematica della storia culturale italiana, capace di rappresentare un autentico modello di coesione civile, rinascita e tutela del patrimonio. Un’esperienza che contribuì in modo determinante ad affermare Pisa nel panorama internazionale dell’arte e che possiamo considerare una straordinaria anticipazione dei principi sanciti dall’articolo 9 della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948”, dichiara il direttore dei Musei nazionali di Pisa, Massimo Dadà. “Attraverso un articolato programma di iniziative, che prenderà avvio dopo l’estate, intendiamo restituire a questa vicenda la visibilità e il valore che merita, coinvolgendo il pubblico, la comunità scientifica e, in modo particolare, i cittadini pisani. L’obiettivo è trasformare questa memoria in un patrimonio realmente condiviso, capace di alimentare una riflessione collettiva sul valore della cultura, della sua tutela e sul ruolo che essa può svolgere nei momenti più difficili della storia”.

“La mostra della Scultura Pisana del Trecento, che nel 1946 vide esposte le opere messe in salvo dalla minaccia della distruzione in quello che poi diventerà il Museo di San Matteo, ha rappresentato un segnale di rinascita per la Pisa che cercava una ripartenza dopo gli anni della Guerra. Quell’evento porta con se, ancora oggi, il messaggio che l’arte può diventare motore di ricostruzione e anche veicolo di fiducia nel futuro. È in questa prospettiva che si inserisce il sostegno della Fondazione Pisa al progetto che oggi viene presentato dai Musei Nazionali di Pisa, per recuperare la memoria di quell’avvenimento e condividerla con la città, con una serie di iniziative che prenderanno corpo nei prossimi mesi”, ha affermato Stefano Del Corso, Presidente di Fondazione Pisa.

“Il Consiglio comunale”, ha aggiunto il vicesindaco del Comune di Pisa con delega alla cultura, Filippo Bedini, “ha recentemente approvato una mozione dedicata alla valorizzazione della Mostra della Scultura Pisana del Trecento del 1946, riconoscendone il ruolo fondamentale nella rinascita di Pisa e dell’Italia nel secondo dopoguerra. L’iniziativa dei Musei nazionali di Pisa sta pienamente nel solco tracciato dalla mozione e rappresenta un’occasione importante per restituire alla città una pagina straordinaria della sua storia culturale e civile. Già in occasione del sessantesimo anniversario, con la pubblicazione del volume L’arte delle rovine, a cura di Emilio Tolaini, era stato ricostruito il valore storico e culturale di quell’esperienza. Oggi, a ottant’anni di distanza, compiamo un passo ulteriore, trasformando quella memoria in un patrimonio vivo e accessibile. La mostra del 1946 dimostrò che la cultura può essere il primo motore della ricostruzione. È un messaggio di straordinaria attualità, che continua a indicare una direzione anche per la Pisa di oggi”.




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