Il Regno Unito rilancia la stagione museale 2026 con grandi mostre da Londra a Liverpool


Dalla grande retrospettiva su Frida Kahlo alla Tate Modern ai tesori hawaiani del British Museum, passando per le stampe giapponesi di Hokusai e Hiroshige e l’installazione di John Akomfrah: il 2026 si annuncia come una stagione ricca di appuntamenti per i musei del Regno Unito.

Con la Biennale di Venezia che continua ad attirare un numero crescente di appassionati, il Regno Unito punta nel 2026 su una stagione espositiva articolata e diffusa, che coinvolge sia le principali istituzioni londinesi sia numerose realtà regionali. Dalle grandi retrospettive alle mostre storiche, passando per installazioni multimediali e rassegne dedicate all’arte giapponese, il programma britannico presenta una serie di appuntamenti che interessano diverse epoche e linguaggi.

Frida Kahlo protagonista alla Tate Modern di Londra

Londra rimane il principale centro della programmazione culturale britannica. La Tate Modern presenta dal 25 giugno 2026 al 3 gennaio 2027 la mostra Frida: The Making of an Icon, organizzata dal Museum of Fine Arts di Houston in collaborazione con il museo londinese e sostenuta da Bank of America come lead global supporter, con il contributo di John J. Studzinski CBE, della Dyers’ Company, del Frida: Making of an Icon Supporters Circle e dei Tate Members. L’esposizione propone un’ampia ricostruzione della figura di Frida Kahlo, mettendo in relazione oltre 30 delle sue opere più note con la costruzione delle sue molteplici identità: la moglie devota, l’intellettuale, l’artista moderna e la militante politica.

Accanto ai dipinti e ai materiali d’archivio sono presentati abiti, gioielli, fotografie e oggetti personali, insieme a più di 200 opere di artisti contemporanei e di generazioni successive influenzate dalla sua produzione. Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla cosiddetta “Fridamania”, che analizza la trasformazione dell’artista in icona globale e fenomeno commerciale attraverso oltre 200 oggetti che ne reinterpretano immagine, stile e produzione visiva.

Frida Kahlo
Frida Kahlo

Tracey Emin e gli anni Novanta alla Tate Modern

Sempre alla Tate Modern, dal 27 febbraio al 31 agosto 2026, si tiene la mostra A Second Life dedicata a Tracey Emin, che ripercorre quarant’anni della sua pratica artistica mettendo in relazione opere che hanno segnato momenti decisivi della sua carriera con lavori mai esposti prima. Attraverso pittura, video, tessuti, neon, scrittura, scultura e installazione, Emin continua a interrogare i confini del linguaggio artistico, utilizzando il corpo femminile come strumento per affrontare temi quali passione, dolore e processi di guarigione. Considerata una delle figure più rilevanti dell’arte contemporanea della sua generazione, l’artista si afferma sulla scena pubblica negli anni Novanta con opere come My Bed, candidata al Turner Prize e al centro di un acceso dibattito critico e mediatico sul significato stesso di arte.

La sua pratica, caratterizzata dalla sovrapposizione tra dimensione privata e pubblica e da una forte componente autobiografica, ha contribuito a definire un momento cruciale della cultura britannica e dell’arte internazionale. La mostra approfondisce inoltre la dimensione pittorica del suo lavoro, evidenziando la continuità della sua ricerca fino alle opere più recenti, nelle quali la vita personale si traduce in materiale artistico. L’esposizione è allestita nelle Eyal Ofer Galleries ed è realizzata in collaborazione con Gucci, con il sostegno del Tracey Emin Exhibition Supporters Circle, del Tate International Council, dei Tate Members, della Tate Americas Foundation e con il supporto tecnico di Farrow & Ball per la fornitura delle vernici.

Tracey Emin, I never asked to fall in love - You made me feel like this (2018; Collezione privata) © Tracey Emin, su concessione di Xavier Hufkens Gallery
Tracey Emin, I never asked to fall in love - You made me feel like this (2018; Collezione privata) © Tracey Emin, su concessione di Xavier Hufkens Gallery

Le stampe di Hokusai e Hiroshige a Manchester

Alla Whitworth Gallery dell’Università di Manchester, dal 14 marzo al 15 novembre 2026, si tiene Beneath the Great Wave: Hokusai and Hiroshige, una rassegna dedicata a Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige, due tra i più importanti protagonisti dell’ukiyo-e. Il progetto espositivo invita a entrare nel cosiddetto mondo fluttuante della cultura del Giappone del periodo Edo, presentando una selezione di stampe xilografiche che documentano scene di viaggio, paesaggi, natura e vita quotidiana in un’epoca di relativa pace e intensa produzione artistica. L’ukiyo-e, termine che indica appunto le “immagini del mondo fluttuante”, si afferma come linguaggio capace di restituire momenti di grande varietà visiva, dai mari in tempesta alle cascate impetuose, fino a strade silenziose e paesaggi lontani, con una sensibilità che continua a risultare attuale.

Al centro del percorso si trova Under the Wave off Kanagawa, conosciuta come La grande onda, una delle immagini più note dell’arte giapponese e tra le più riconoscibili a livello globale, divenuta nel tempo un’icona culturale che ha influenzato moda, design, cinema e cultura visiva contemporanea. Accanto a questa opera, la mostra approfondisce l’insieme della produzione ukiyo-e e mette in relazione le ricerche di Hokusai e Hiroshige con il contesto storico e culturale del Giappone del periodo Edo, segnato da trasformazioni sociali e da una forte spinta innovativa nelle arti figurative.

Hokusai Katsushika, La [grande] onda al largo di Kanagawa dalla serie Le 36 vedute del Monte Fuji (seconda metà XIX secolo; xilografia policroma su carta da gelso, 257 x 379 mm; collezione privata)
Hokusai Katsushika, La [grande] onda al largo di Kanagawa dalla serie Le 36 vedute del Monte Fuji (seconda metà XIX secolo; xilografia policroma su carta da gelso, 257 x 379 mm; collezione privata)

John Akomfrah alla Walker Art Gallery di Liverpool

Alla Walker Art Gallery di Liverpool, dal 16 maggio al 31 agosto 2026, viene presentata Listening All Night To The Rain di John Akomfrah, installazione originariamente commissionata dal British Council per la 60ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia del 2024 e realizzata per il Padiglione britannico. L’opera si configura come un ciclo di installazioni video multicanale e prende il titolo da un componimento del poeta cinese Su Dongpo (1037–1101), scritto durante un periodo di esilio politico. Il progetto affronta il tema delle esperienze diasporiche nel Regno Unito, intrecciando riflessioni su storia coloniale e postcoloniale, memoria, migrazioni, ingiustizia razziale e cambiamento climatico.

Il lavoro combina riprese realizzate appositamente con materiali d’archivio, frammenti audio e video provenienti da diverse aree del mondo, costruendo una narrazione stratificata. La ricerca di Akomfrah si caratterizza per un linguaggio cinematografico che mette in relazione luoghi e tempi differenti, invitando a una riconsiderazione critica dello sguardo e dell’ascolto come forme di interpretazione e consapevolezza. Il suono assume un ruolo centrale nel dispositivo espositivo, articolandosi attraverso discorsi politici, musica popolare e registrazioni naturalistiche, e contribuendo a definire una dimensione culturale condivisa e globale. L’acqua costituisce un ulteriore elemento ricorrente, utilizzato come metafora dei movimenti diasporici e come principio connettivo tra le diverse componenti visive e sonore.

Informazioni utili per organizzare un viaggio nel Regno Unito

Prima di programmare una visita è necessario tenere conto delle disposizioni introdotte dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Le carte d’identità dei Paesi membri non sono più valide per l’ingresso e per tutta la durata del soggiorno è richiesto un passaporto in corso di validità. Anche la connettività rappresenta un aspetto da considerare, dal momento che le reti mobili britanniche sono separate da quelle europee e i costi di roaming possono variare sensibilmente in base al proprio operatore. L’utilizzo di una eSIM dedicata al Regno Unito consente di attivare un piano dati locale già prima dell’arrivo, assicurando il funzionamento dei servizi di navigazione, delle applicazioni per le prenotazioni dei musei e dei codici QR necessari per l’accesso agli eventi. Una pianificazione attenta degli aspetti burocratici e logistici consente infatti di affrontare il viaggio nel Regno Unito senza criticità e di ottimizzare l’esperienza di visita alle principali istituzioni culturali del Paese.




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