Statuae Vivae: al Museo Nazionale Romano, Sergio Visciano rilegge le sculture antiche


Fino al 1° novembre, il Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Altemps, ospita “Statuae Vivae”, progetto del fotografo Sergio Visciano che rilegge in chiave contemporanea le sculture dell’antichità.

Il Museo Nazionale Romano, nella sua sede di Palazzo Altemps, dal 2 ottobre al 1° novembre ospita la mostra fotografica Statuae Vivae, progetto di Sergio Visciano (Verona, 1969) a cura di Paola Riccardi. Si tratta di una mostra sulla statuaria classica che intende raccontare mito, memoria e cultura attraverso uno sguardo contemporaneo: la rassegna si compone di ventitré immagini che interpretano alcuni capolavori dell’arte classica appartenenti alle collezioni del Museo Nazionale Romano, ma anche dei Musei Capitolini, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e di Palazzo Mattei di Giove a Roma. Il progetto è risultato tra i vincitori della manifestazione di interesse indetta dal Museo Nazionale Romano a marzo 2020, nell’ambito del progetto Archeologia e Fotografia, con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio archeologico italiano e straniero attraverso il linguaggio fotografico.

Un viaggio fotografico, tra passato e presente, che nasce diversi anni fa: il primo corpo del lavoro, iniziato tra il 2006 e il 2007, è stato realizzato tra Roma, Napoli e Baia. Si è andato così a costituire un primo nucleo di opere che sono state esposte nel 2011 presso la Reggia di Colorno, nell’ambito del Festival ColornoPhotolife. Poi, nel 2018, il progetto ha visto l’ospitalità del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello di Baia, nella cui cornice si è andato ad inserire, con un allestimento site specific sia all’interno che nelle logge esterne. La serie fotografica nasce dall’idea di valorizzare la statuaria classica presente nei più importanti musei archeologici del territorio nazionale, parte integrante dell’immaginario collettivo sull’antichità, sulla bellezza, sulla classicità. Con l’intento di creare una forte connessione tra l’opera d’arte e lo spettatore, l’obiettivo è quello di valorizzare l’essenza dell’opera statuaria e il suo messaggio, che va oltre il tempo ed il contesto storico in cui è stata realizzata.

Prendendo spunto dalla serie Mediterraneo del celebre fotografo Mimmo Jodice, in Statue Vivae Sergio Visciano osserva la luce che nelle diverse ore del giorno colpisce le statue e, utilizzando una tecnica di mosso in ripresa e una successiva rielaborazione digitale, realizza le sue foto. Lavora, in particolare, sull’addizione di elementi cromatici creando raffigurazioni in cui il colore diventa segno espressivo. L’osservazione che il fotografo fa delle sculture mette l’accento su un particolare gesto, una movenza, uno sguardo, con il fine ultimo di rendere l’opera “viva”.

“Con la mostra Statuae Vivae di Sergio Visciano si inaugura la prima mostra fotografica del progetto Archeologia e Fotografia del Museo Nazionale Romano”, sottolinea il direttore Stéphane Verger. “Il progetto è nato per promuovere il patrimonio archeologico attraverso il linguaggio universale della fotografia. Inoltre, il legame tra le opere e le immagini consente di rafforzare la relazione che esiste tra il Museo, il territorio in cui si inserisce e la creatività contemporanea. La mostra trova, quindi, nella sede di Palazzo Altemps la cornice ideale per un racconto visivo dedicato alla scultura antica, ponendosi in costante dialogo con le opere delle collezioni nobiliari qui conservate”.

“I diversi colori che ho utilizzato vogliono sottolineare lo ’spirito’ di ogni statua, esaltarne la forza o la dolcezza, la seduttività o la timidezza”, spiega Sergio Visciano. “Le sculture degli dei dell’Olimpo, oltre alla bellezza, raccontano il mito e la storia dell’Occidente, per questo ne sono stato affascinato e ho reputato necessario catturarli con la mia lente fotografica e rielaborare poi le immagini in chiave contemporanea. Questi miti, questi dei, sono ancora tra noi, e sono parte di noi, della nostra storia”. Le immagini del passato e la classicità sono quindi reinterpretate in chiave contemporanea e allestite nella sala delle esposizioni temporanee al primo piano del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. Le ventitré immagini sono incorniciate da grandi strutture di ferro di modulo triangolare, che aspirano così a creare un gioco di prospettive e suggestioni. La disposizione delle immagini concede al visitatore il tempo e lo spazio di riflessione, puntando anche sull’effetto sorpresa nello scoprire le immagini del mito rese vive dall’occhio del fotografo. “Con Statuae Vivae”, dichiara la curatrice Paola Riccardi, “Sergio Visciano reinterpreta la scultura classica e, con l’aggiunta di colore e movimento, dà vita a personaggi pulsanti che travalicano la classicità per diventare contenuti universali e morali”.

Sergio Visciano nasce a Verona nel 1969. È un geologo e sin dagli studi universitari partecipa ad alcuni importanti scavi archeologici nel territorio di Padova. Si appassiona e specializza in fotografia e dal 2012 al 2016 condivide lo studio con l’artista fotografo Mauro Fiorese. Nel 2012 frequenta un corso per Curatore di eventi di arte contemporanea presso la galleria A+A di Venezia, che gli consente di studiare i maggiori movimenti artistici contemporanei. Espone i suoi lavori presso alcuni importanti spazi e musei italiani tra cui Spazio Lattuada, Reggia di Colorno, Galleria Made 4 Art, Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia. Ha pubblicato nel 2012 il libro “La Divina Commedia per Immagini” per Edizioni Valdonega.

La mostra è visitabile negli orari d’apertura del Museo Nazionale Romano: dal martedì al venerdì dalle 14:00 alle 19:45, il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 19:45. Per info visitare il sito del Museo Nazionale Romano.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraSergio Visciano. Statuae Vivae
CittàPonzano Romano
SedeMuseo Nazionale Romano
DateDal 02/10/2021 al 01/11/2021
ArtistiSergio Visciano
CuratoriPaola Riccardi
TemiFotografia

Statuae Vivae: al Museo Nazionale Romano, Sergio Visciano rilegge le sculture antiche
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