Sul retro delle celebri tele tagliate di Lucio Fontana si nasconde un universo meno conosciuto, fatto di appunti, frasi e impressioni personali che restituiscono una dimensione quotidiana e intima del suo lavoro. Un lato nascosto della produzione dell’artista che diventa il punto di partenza di Lucio Fontana. “Che splendida giornata…”, la mostra curata da Luca Massimo Barbero che inaugurerà il 10 novembre 2026 la sede ampliata e rinnovata di Tornabuoni Arte a Milano, in via Fatebenefratelli 36. In programma fino al 23 gennaio 2027, l’esposizione riunisce trenta opere e propone un percorso che si discosta dalla tradizionale formula della retrospettiva, concentrandosi non soltanto sui principali cicli pittorici di Fontana, ma anche sul retro delle sue tele, concepito dall’artista come parte integrante dell’opera.
A trent’anni dalla sua inaugurazione, la galleria milanese raddoppia gli spazi espositivi. La scelta di dedicare la riapertura a Fontana si lega al ruolo che l’artista ha avuto nella storia di Tornabuoni Arte, contribuendo a consolidarne la presenza nel panorama internazionale dell’arte contemporanea. Il titolo della mostra riprende una frase scritta a mano da Fontana sul retro di Concetto spaziale, Attesa del 1968: “Che splendida giornata dopo tanta burrasca”. È proprio quest’opera il fulcro di un allestimento che intende mettere in luce la complessità e la ricchezza della ricerca dell’artista. Le annotazioni presenti sul retro dei dipinti permettono di avvicinarsi a una dimensione privata della sua produzione. Dietro l’essenzialità delle superfici e dei celebri tagli emergono infatti pensieri e riflessioni che trasformano le tele in una sorta di diario personale, nel quale il processo creativo si intreccia con la vita quotidiana.
Tra i lavori esposti figura Concetto spaziale, Le Jour del 1962, una delle più grandi tele dorate realizzate da Fontana. L’opera sarà presentata insieme a un filmato della televisione belga che documenta l’artista mentre fora la tela: si tratta dell’unica ripresa conosciuta di Fontana intento a compiere questo gesto. Il confronto tra il dipinto e il documento audiovisivo consentirà di osservare il rapporto diretto tra l’azione dell’artista e la realizzazione dell’opera, mettendo in evidenza la componente fisica e performativa della sua ricerca.
A concludere il percorso sarà Concetto spaziale, La fine di Dio del 1963, appartenente alla serie delle grandi tele ovali. Collocata in una sala oscurata, l’opera offrirà un confronto con la dimensione cosmica che attraversa l’intera produzione di Fontana.
La mostra accompagnerà così la riapertura di Tornabuoni Arte, mettendo al centro non soltanto le opere più note dell’artista, ma anche le tracce e i gesti meno visibili che ne hanno accompagnato la realizzazione.
“Nei primi anni Duemila la risposta alla globalizzazione del mercato dell’arte consisteva nella diffusione di nuove sedi internazionali”, affermano Ursula e Michele Casamonti. “Oggi privilegiamo un altro modello: le gallerie programmano mostre e progetti anche all’estero a partire dalle proprie sedi, che diventano veri centri di produzione culturale ben oltre i propri spazi. Per questo abbiamo scelto di investire su Milano e di ripartire, come sempre nella nostra storia, da Lucio Fontana”.
| Titolo mostra | Lucio Fontana. “Che splendida giornata…” | Città | Milano | Sede | Tornabuoni Arte | Date | Dal 10/11/2026 al 23/01/2027 | Artisti | Lucio Fontana | Curatori | Luca Massimo Barbero | Temi | Milano, Novecento, Lucio Fontana |
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