Nel 1668 Luigi XIV affidò alla manifattura parigina Savonnerie un’impresa destinata a entrare nella storia dell’arte: realizzare il tappeto più grande mai tessuto fino ad allora. Il progetto prevedeva la produzione di ben 92 pezzi distinti, destinati a comporre un unico monumentale tappeto per coprire l’intera Grande Galleria del Louvre. Le dimensioni previste erano impressionanti: nel complesso, il tappeto avrebbe dovuto raggiungere i 440 metri di lunghezza, una misura pari a circa sei volte quella della Galleria degli Specchi di Versailles. Un’opera di proporzioni eccezionali, concepita per celebrare il prestigio della monarchia francese e testimoniare al tempo stesso le straordinarie capacità tecniche e artistiche raggiunte dalla manifattura.
A questo progetto è dedicata Un tappeto da re: Luigi XIV e la Savonnerie, la prima mostra organizzata negli Stati Uniti interamente dedicata a questa ambizione. L’esposizione, allestita nelle Wrightsman Galleries del Metropolitan Museum of Art, porta l’attenzione sui tre tappeti del museo collegati all’impresa voluta dal sovrano francese e ne ripercorre la complessa vicenda storica.
Il percorso espositivo racconta un progetto nato con ambizioni senza precedenti, ma segnato fin dall’inizio da difficoltà produttive e da una storia successiva altrettanto travagliata. Dalla concezione dei disegni alla realizzazione dei singoli elementi, fino alla dispersione delle opere dopo la Rivoluzione francese, la mostra ricostruisce le diverse fasi della vita di questi straordinari manufatti tessili.
La realizzazione dei 92 elementi richiese più di vent’anni di lavoro e comportò la necessità di organizzare strutture produttive di dimensioni eccezionali. Per portare avanti l’enorme commissione furono allestiti vasti laboratori e coinvolta una forza lavoro composta anche da orfani e adolescenti, scelti per la loro capacità di svolgere lavorazioni estremamente precise grazie alla vista e all’agilità delle dita. Nonostante l’enorme investimento di tempo e risorse, i tappeti non vennero mai srotolati nello spazio per cui erano stati destinati. Nel corso degli anni, infatti, l’attenzione di Luigi XIV si spostò progressivamente dal Louvre alla Reggia di Versailles, che divenne il principale teatro della rappresentazione del potere monarchico.
I tappeti della Savonnerie non furono quindi mai assemblati e srotolati nella Grande Galleria del Louvre secondo il progetto iniziale. La loro storia proseguì in maniera frammentaria, fino agli eventi della Rivoluzione francese, quando numerosi esemplari furono privati degli emblemi legati alla monarchia oppure furono venduti. La dispersione contribuì a portare alcuni di questi manufatti fuori dalla Francia. Nel corso del tempo, diversi tappeti e frammenti entrarono in importanti collezioni private, anche negli Stati Uniti, dove furono acquisiti da figure di spicco dell’alta società e del collezionismo americano, tra cui J. P. Morgan e Alva Vanderbilt.
La mostra del Met offre oggi la possibilità di ricomporre idealmente la vicenda di questo progetto attraverso la presenza di quattro tappeti completi, affiancati da una selezione di frammenti (a questo link è possibile vedere l’installazione del tappeto Grande Galerie n. 11 (Musica, reintreccio)). La scelta di accostare manufatti integri e parti frammentarie è particolarmente significativa: gli elementi superstiti raccontano infatti non soltanto la qualità artistica delle opere, ma anche il complesso sistema attraverso il quale furono concepite e prodotte. I frammenti diventano così testimonianze concrete della segmentazione del progetto originale e della successiva dispersione dei tappeti. L’esposizione offre inoltre al pubblico la possibilità di osservare direttamente restauratori tessili al lavoro in un laboratorio di restauro temporaneo allestito all’interno della galleria.
Un tappeto da re: Luigi XIV e la Savonnerie è visitabile al Metropolitan Museum of Art di New York dall’8 settembre 2026 al 5 marzo 2028. La mostra è resa possibile grazie al contributo di John C. e Catherine Armitage e di Hubert e Mireille Goldschmidt. Un ulteriore sostegno arriva da Adrian Sassoon ed Edmund Burke, Beatrice Stern, Marilyn e Lawrence Friedland e dal Vanguard Council.
| Titolo mostra | Un tappeto da re: Luigi XIV e la Savonnerie | Città | New York | Sede | Metropolitan Museum | Date | Dal 08/09/2026 al 05/03/2028 | Temi | Tappeti, Luigi XIV |
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