A Valencia la Fondazione Sandretto porta l'arte italiana con “Ti chiamo corpo”


All’IVAM di Valencia inaugura la doppia personale di Irene Grau e Marco Giordano, promossa dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Madrid. Il progetto rafforza la collaborazione internazionale tra le due istituzioni e arriverà a Guarene nel 2027.

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo porta l’arte italiana in trasferta all’estero. L’Institut Valencià d’Art Modern (IVAM), assieme alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Madrid, inaugura a Valencia Ti chiamo corpo, doppia mostra personale dedicata agli artisti Irene Grau (Valencia, 1986) e Marco Giordano (Torino, 1988). Il progetto, curato da Alicia Ventura e Bernardo Follini, riunisce complessivamente 52 opere tra pittura, fotografia, scultura e installazione, proponendo un dialogo tra due percorsi artistici accomunati dall’interesse per il rapporto tra essere umano, natura, materia e trasformazioni del paesaggio contemporaneo.

L’iniziativa rappresenta un nuovo capitolo della collaborazione tra l’istituzione museale valenciana e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e conferma il ruolo di quest’ultima nella promozione dell’arte contemporanea italiana a livello internazionale e nella costruzione di relazioni con alcuni dei principali musei europei. La mostra è inserita nel programma Territori in transito / Solo duo dell’IVAM, un ciclo espositivo pensato per favorire il confronto tra artisti e istituzioni provenienti da Paesi diversi, attraverso progetti condivisi che mettono in dialogo differenti esperienze culturali e linguistiche.

Ti chiamo corpo propone un percorso costruito attorno a opere già esistenti e a nuove produzioni realizzate appositamente per gli spazi dell’Institut Valencià d’Art Modern. L’allestimento è stato concepito per valorizzare il confronto tra le ricerche di Irene Grau, nata a Valencia nel 1986, e Marco Giordano, nato a Torino nel 1988, mettendo in evidenza affinità e differenze attraverso linguaggi artistici differenti.

Marco Giordano, Gridlocks (2026), veduta dell'installazione. Foto: Patrick Jameson
Marco Giordano, Gridlocks (2026), veduta dell’installazione. Foto: Patrick Jameson
Irene Grau, Brillo abrigo (2024). Foto: Carmen Verdú
Irene Grau, Brillo abrigo (2024). Foto: Carmen Verdú

Nel corso della mostra, pittura, fotografia, scultura e installazione dialogano tra loro per affrontare temi che attraversano gran parte della ricerca artistica contemporanea. Il percorso espositivo riflette infatti sulle relazioni tra esseri umani e ambiente, sul rapporto tra natura e infrastrutture costruite dall’uomo e sulle trasformazioni che interessano il paesaggio e la materia nel contesto contemporaneo. Le 52 opere esposte costruiscono così un racconto condiviso nel quale le poetiche dei due artisti si intrecciano senza perdere la propria autonomia, dando vita a una riflessione articolata sulle modalità attraverso cui il corpo, lo spazio e l’ambiente si influenzano reciprocamente.

Il progetto assume un significato particolare anche dal punto di vista della collaborazione istituzionale. Per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, infatti, la partecipazione al programma dell’IVAM rappresenta un’ulteriore occasione per sostenere la diffusione internazionale dell’arte contemporanea italiana e per consolidare una rete di rapporti con realtà museali di primo piano.

La Fondazione, che da anni promuove artisti emergenti e affermati attraverso mostre, residenze, programmi educativi e collaborazioni internazionali, considera la costruzione di partnership con istituzioni europee uno degli strumenti principali per favorire la circolazione delle idee e la valorizzazione della ricerca artistica italiana oltre i confini nazionali. L’esposizione di Valencia si inserisce in questa strategia, proponendo un progetto condiviso capace di mettere in relazione differenti contesti culturali e di offrire nuove opportunità di visibilità agli artisti coinvolti.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che ha evidenziato il significato della collaborazione con l’istituzione valenciana: “Per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è molto importante creare sinergie con altri centri artistici come l’IVAM. Ti chiamo corpo ci permette di valorizzare il talento e le affinità tra artisti come Irene Grau e Marco Giordano e, allo stesso tempo, consolida il nostro fermo impegno nel costruire ponti culturali a livello internazionale”.

Dopo la presentazione negli spazi dell’IVAM di Valencia, Ti chiamo corpo proseguirà infatti il proprio percorso espositivo raggiungendo l’Italia. La mostra sarà ospitata a partire dal gennaio 2027 nella sede storica della Fondazione, Palazzo Re Rebaudengo di Guarene, in provincia di Cuneo.




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