di Redazione 22/10/2026
Categorie: Musei / Argomenti: Novecento - Musei - Arte Moderna - Canada
In Canada, a Québec City, apre l’Espace Riopelle – Michael Audain Pavilion, una nuova sede del Musée national des beaux-arts du Québec che riunisce oltre 230 opere e ripercorre le molteplici stagioni creative di uno dei protagonisti dell’arte canadese del Novecento.
Il dipinto monumentale Tribute to Rosa Luxemburg, realizzato nel 1992, si estende per oltre 40 metri e avvolge quasi completamente una sala circolare, dove le finestre aprono la vista sulle pianure del Québec e sul fiume San Lorenzo. È attorno a quest’opera che si sviluppa uno degli spazi più spettacolari del nuovo Espace Riopelle – Michael Audain Pavilion, inaugurato ieri a Québec City, in Canada. L’edificio, progettato dallo studio di architettura Les architectes FABG, è interamente dedicato a Jean Paul Riopelle (Montréal, 1923 – Saint-Antoine-de-l’Isle-aux-Grues, 2002), pittore, scultore e litografo tra i protagonisti dell’arte del Novecento in Québec e in Canada.
Con una superficie di oltre 5.600 metri quadrati distribuiti su tre piani, il padiglione è stato concepito per dare una sede permanente alla più grande collezione pubblica dedicata all’artista. Il progetto, dal costo di 84 milioni di dollari, è il risultato di una collaborazione tra il governo del Québec, la città di Québec e il mondo della filantropia. L’edificio costituisce inoltre il quarto padiglione del complesso del Musée national des beaux-arts du Québec (MNBAQ) e rappresenta il principale lascito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Riopelle, svoltesi dal 2019 al 2025.
Il percorso espositivo comprende più di 230 opere: oltre 130 lavori di Riopelle, tra dipinti, sculture e stampe, e circa cento opere di altri artisti che hanno contribuito alla storia dell’arte moderna in Québec. La nuova sede riunisce lavori appartenenti a periodi diversi della carriera di Riopelle, comprese opere rare e produzioni meno conosciute, e propone una lettura dell’artista che non si limita alla pittura astratta degli esordi.
Nato nel 1923 e morto nel 2002, Riopelle fu associato all’Astrazione lirica e al movimento degli artisti detti “Automatisti”. Già negli anni Quaranta il suo linguaggio libero e gestuale contribuì a dare visibilità internazionale all’arte canadese. La natura del Québec, con i suoi paesaggi e i suoi ambienti settentrionali, rimase una fonte di ispirazione ricorrente lungo tutta la sua carriera, mentre la sua produzione si sviluppò attraverso pittura, scultura, litografia e sperimentazioni con materiali differenti.
Il nuovo padiglione porta il nome di Michael Audain, imprenditore di Vancouver e collezionista che da decenni sostiene la valorizzazione dell’opera di Riopelle. La sua attività filantropica, insieme a quella della moglie Yoshiko Karasawa e di Pierre Lassonde, ha avuto un ruolo decisivo nella nascita del progetto. Una donazione di 63 opere, 46 delle quali realizzate da Riopelle, ha contribuito a dare impulso alla costruzione dell’edificio. Il valore complessivo di questa donazione è oggi stimato in oltre 125 milioni di dollari.
L’allestimento inaugurale si articola in quattro mostre e progetti espositivi, distribuiti sui tre piani dell’edificio. Il percorso principale è Riopelle. The Expression of Gesture, una retrospettiva che ripercorre oltre cinquant’anni di attività. Le sezioni tematiche attraversano i dipinti degli esordi, i celebri lavori a mosaico degli anni Cinquanta, le opere dedicate al mondo animale raccolte nel suo bestiario e le litografie ispirate alla Francia e al Québec, due luoghi centrali nella vita dell’artista. Non mancano le opere realizzate negli ultimi anni, caratterizzate dall’impiego di tecniche miste.
Accanto alla retrospettiva, la mostra Challenging propone una nuova lettura della collezione nazionale di arte moderna, riunendo lavori di circa cinquanta artisti che hanno contribuito alla scena artistica del Québec. L’esposizione si concentra in particolare sugli Automatisti e sulla dimensione multidisciplinare delle loro ricerche. Per approfondire le opere di entrambe le mostre, il museo mette inoltre a disposizione dei visitatori un chatbot basato sull’intelligenza artificiale.
Al terzo piano, Tribute to Rosa Luxemburg trova una collocazione pensata per consentire al pubblico di muoversi intorno alla grande composizione del 1992, lunga oltre 40 metri. La sala, illuminata dalla luce naturale, offre un punto di vista privilegiato anche sul paesaggio circostante. All’opera si affianca Breathing in Riopelle, un progetto sviluppato da Chartier World LAB, realtà specializzata nello studio delle armonie molecolari, che propone sei creazioni olfattive ispirate al lavoro dell’artista. Il rapporto tra arte e percezione è al centro anche di Art and Emotions, progetto interattivo allestito al piano terra e sviluppato dal Co-DOT Lab, laboratorio affiliato all’Université Laval. L’iniziativa studia le risposte emotive dei visitatori di fronte alle opere di Riopelle, introducendo una dimensione di ricerca all’interno dell’esperienza museale. Il pubblico può inoltre osservare da vicino il lavoro normalmente meno visibile del museo grazie a un nuovo laboratorio di restauro e a un deposito accessibile alla vista, pensati per mostrare le attività di conservazione e cura delle collezioni.
La storia del nuovo padiglione si lega a un rapporto di lunga durata tra Riopelle e il museo. Il MNBAQ fu tra le prime istituzioni ad acquistare un’opera dell’artista, il dipinto Perce-neige del 1956, e nel 1967 gli dedicò la sua prima retrospettiva in Québec, intitolata Peintures et sculptures de Riopelle. Negli anni successivi seguirono altre mostre e pubblicazioni, tra cui Jean Paul Riopelle, Peintures, 1946–1977 nel 1981, Riopelle. Impressions sans fin nel 2005-2006 e Mitchell/Riopelle: Nothing in Moderation nel 2017.
Nel 1985 lo stesso Riopelle cominciò a progettare la creazione di una fondazione a lui intitolata nell’antica prigione di Québec City, oggi sede del padiglione Charles Baillairgé. La collezione pubblica del museo dedicata all’artista conta oggi oltre 500 opere, tra cui Espagne del 1951, Garden del 1957, Pangnirtung del 1977 e Tribute to Rosa Luxemburg del 1992. Una galleria permanente consacrata a Riopelle era già presente dal 2000, ma la nuova struttura consente di presentare il suo lavoro in modo più ampio, mettendo in evidenza la varietà dei linguaggi e delle fasi creative.
La donazione che ha contribuito a rendere possibile il progetto comprende opere provenienti dalle raccolte di Michael Audain e Pierre Lassonde. Audain, presidente dell’azienda Polygon Homes, è uno dei principali filantropi canadesi nel campo della cultura. Insieme alla moglie Yoshiko Karasawa ha fondato l’Audain Foundation, impegnata nel sostegno alle arti visive e alla conservazione della fauna selvatica nella Columbia Britannica. Dal 2016 Audain ha donato al MNBAQ 91,3 milioni di dollari, di cui 76,7 milioni in opere d’arte. La raccolta comprende 37 lavori di Riopelle, tra cui Forestine del 1954, Garden del 1957 e Iceberg No. 3 del 1977, oltre a otto opere di Paul-Émile Borduas.
L’architettura del padiglione è stata affidata, come anticipato, a Les architectes FABG, studio del Québec con oltre settant’anni di attività e più di 75 premi e riconoscimenti. Il progetto si inserisce tra due edifici storici del complesso museale: il padiglione Charles Baillairgé, risalente al 1867 e un tempo adibito a prigione cittadina, e il padiglione Gérard Morisset, costruito nel 1933 e destinato alle collezioni nazionali di arte antica e moderna. Il nuovo edificio sorge sul sito del precedente Central Pavilion e permette di raggiungere anche il padiglione Pierre Lassonde, inaugurato nel 2016.
Il percorso architettonico si sviluppa verso l’alto attraverso tre piani, fino alla sala circolare che ospita Tribute to Rosa Luxemburg. All’esterno, i volumi angolari e le coperture triangolari sembrano proiettarsi verso il fiume San Lorenzo, richiamando i voli degli stormi di oche che Riopelle amava rappresentare. Nel Grand Hall, le travi in legno e il soffitto inclinato evocano gli ambienti di lavoro dell’artista, dagli studi di Sainte-Marguerite-du-Lac-Masson, fino al capannone riconvertito di Saint-Cyr-en-Arthies, in Francia.
Le facciate rivestite in pietra calcarea e i tetti in zinco richiamano invece i quartieri storici di Québec City. Per il soffitto è stato utilizzato legno massiccio di abete nero, specie emblematica della foresta boreale, proveniente per il 90% dal Québec e soprattutto dalla zona di Chibougamau. Il progetto prevede inoltre il riutilizzo esteso degli impianti meccanici, elettrici e strutturali del vecchio padiglione, in un’ottica di contenimento degli sprechi e di attenzione alle risorse.
Anche il paesaggio esterno è parte integrante del progetto. L’incarico è stato affidato ad Agence ReliefDesign, studio di Montréal specializzato in architettura del paesaggio. Le terrazze e i giardini evocano diversi ambienti naturali del Québec, mentre al piano terra conifere, alberi a foglia caduca e pietre richiamano l’ambiente dei Laurentiani; al secondo piano, erbe, muschi, licheni e altre piante tappezzanti ricreano un paesaggio ispirato alla tundra del Nunavut, dove Riopelle compì alcuni viaggi significativi negli anni Settanta. La terrazza affacciata sul San Lorenzo, infine, riprende l’aspetto di L’Isle-aux-Grues attraverso piante tipiche delle scarpate e affioramenti rocciosi.
Cinque sculture di Riopelle sono collocate negli spazi esterni. The Tower, realizzata tra il 1969 e il 1970, è una scultura in bronzo alta oltre due metri e mezzo che accoglie i visitatori nella piazza antistante l’edificio. Sul lato opposto, vicino alla piazza posteriore, si trova Victory and the Sphinx, opera monumentale in bronzo caratterizzata da una geometria marcata. Sulla terrazza affacciata sul fiume, in cima al padiglione, sono invece esposte The Bear, Owl A e The Fish, tre sculture in bronzo appartenenti alla serie Joust, completata nel 1970.
Il nuovo padiglione conclude così il programma delle celebrazioni per il centenario di Riopelle, organizzato dalla Fondation Jean Paul Riopelle in collaborazione con istituzioni culturali canadesi e internazionali e coordinato dalla commissaria generale Manon Gauthier. Intitolato Grandeur nature, il programma ha compreso circa cinquanta iniziative culturali e una ventina di mostre in Canada e all’estero, tra cui una al Centre Pompidou di Parigi. Le attività hanno coinvolto discipline diverse, dalle arti performative all’arte pubblica, dall’educazione artistica alle iniziative commemorative, filateliche e numismatiche. L’Espace Riopelle – Michael Audain Pavilion raccoglie ora l’eredità di quel percorso, mettendo al centro non soltanto i dipinti più noti, ma anche le sculture, le litografie, i materiali d’archivio e le opere appartenenti alle fasi meno conosciute della carriera dell’artista.
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