In Inghilterra i musei nazionali continueranno a essere gratuiti per tutti, compresi i visitatori provenienti dall’estero. Il governo del Regno Unito ha confermato che non verrà introdotto un sistema di bigliettazione riservato ai turisti internazionali, ipotesi che nei mesi scorsi era stata presa in considerazione nell’ambito della discussione sul futuro economico dei musei e del settore culturale.
La gratuità universale dei musei nazionali inglesi è in vigore dal 2001 e continuerà dunque a essere la regola. La decisione arriva dopo che, all’inizio del 2026, il governo aveva annunciato l’intenzione di confrontarsi con il settore museale e turistico e con le amministrazioni locali sulla possibilità di introdurre un pagamento per i visitatori stranieri: l’ipotesi era stata inserita nella riflessione avviata dopo la pubblicazione, nel dicembre 2025, della revisione dell’Arts Council England sul sistema museale nazionale. Il governo ha spiegato di aver preso in considerazione anche il possibile effetto della misura sul pubblico britannico: secondo l’esecutivo, l’introduzione di un biglietto per i visitatori internazionali avrebbe potuto frenare anche parte dei visitatori residenti nel Regno Unito e i suoi effetti economici non sarebbero stati distribuiti nello stesso modo tra le diverse istituzioni del settore. Per questo motivo non saranno introdotti costi di ingresso differenziati per nazionalità o provenienza. “Il governo”, si legge in una nota, “ritiene che l’introduzione di tariffe per i visitatori stranieri potrebbe frenare i turisti nazionali e che gli impatti e i benefici di tale sistema non sarebbero distribuiti uniformemente in tutto il settore; pertanto, non introdurrà tariffe per i visitatori stranieri”.
La conferma della gratuità arriva mentre il governo sta mettendo in campo un programma più ampio di finanziamento destinato al settore museale. Al centro degli interventi c’è l’Arts Everywhere Fund, un fondo da 1,5 miliardi di sterline (1,75 miliardi di euro), del quale 760 milioni (886 milioni di euro) sono destinati ai musei. A questa cifra si aggiungono 600 milioni di sterline (700 milioni di euro) destinati alle infrastrutture dei musei nazionali e delle organizzazioni culturali sostenute dal Department for Culture, Media and Sport (DCMS). Le risorse dovrebbero essere utilizzate per affrontare interventi di manutenzione considerati necessari e lavori sugli edifici e sui patrimoni immobiliari delle istituzioni, oltre a permettere ai musei di sviluppare programmi finalizzati alla condivisione delle proprie collezioni e competenze sul territorio nazionale.
Il governo ha previsto inoltre 160 milioni di sterline (186 milioni di euro) per i musei locali e regionali. Una parte di questi finanziamenti sarà indirizzata attraverso il Museum Estates and Development Fund, destinato ad affrontare gli arretrati nella manutenzione degli edifici museali. Altri 13,6 milioni di sterline (15,87 milioni di euro) sono invece destinati al Museum Transformation programme, che ha l’obiettivo di sostenere le istituzioni nel percorso verso modelli economici e gestionali più sostenibili.
La scelta di mantenere l’ingresso gratuito non significa dunque che il governo abbia accantonato il problema della sostenibilità finanziaria dei musei: al contrario, la discussione sulla possibilità di introdurre forme di pagamento per i visitatori stranieri era nata proprio dalla necessità di individuare nuove risorse per un settore che deve affrontare costi di gestione, manutenzione e adeguamento delle proprie strutture. La soluzione individuata dal governo è però diversa: non modificare il principio dell’accesso gratuito e intervenire invece attraverso finanziamenti pubblici e una programmazione di lungo periodo. Il governo britannico ha annunciato che lavorerà con l’Arts Council England e con gli operatori del settore alla definizione di un piano strategico di lungo periodo per il futuro dei musei. Ulteriori dettagli saranno resi noti successivamente.
La conferma assume particolare rilievo anche alla luce del ruolo che i musei nazionali hanno assunto nel modello culturale britannico dall’introduzione della gratuità nel 2001: la possibilità di entrare liberamente nelle collezioni permanenti ha eliminato, secondo il governo britannico, il costo come barriera all’accesso e ha consentito alle istituzioni di rivolgersi contemporaneamente al pubblico locale e a quello internazionale. La scelta di non introdurre un biglietto per gli stranieri mantiene quindi invariato questo principio: nei musei nazionali inglesi l’accesso resta gratuito indipendentemente dalla provenienza del visitatore. Le istituzioni dovranno tuttavia continuare a confrontarsi con le esigenze di manutenzione degli edifici, con la sostenibilità economica e con la necessità di ampliare la circolazione delle proprie collezioni e competenze anche al di fuori delle grandi sedi nazionali. Per il momento, quindi, il modello non cambia: anche un visitatore che arriva dall’estero potrà continuare a entrare gratuitamente nei musei nazionali dell’Inghilterra.
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