Il Louvre restaura il Cortile della Sfinge e cerca un nuovo nome


Al Louvre, il Cortile della Sfinge sarà sottoposto a un importante intervento di restauro in vista del nuovo percorso dedicato all’arte romana. Il museo lancia una raccolta fondi da 800mila euro e invita il pubblico a proporre un nuovo nome per lo spazio.

Nel cuore dell’ala Denon, la più frequentata del Louvre, il Cortile della Sfinge si prepara a cambiare volto. Dopo il restauro degli appartamenti di Anna d’Austria, concluso nel 2024, il museo francese avvia un nuovo e ambizioso progetto per riqualificare uno degli spazi più significativi della sua storia. Il cortile sarà restaurato, ripensato dal punto di vista museografico e destinato ad accogliere le opere del rinnovato percorso dedicato all’arte romana.

Per sostenere l’intervento, il Louvre dedica alla campagna Tutti i mecenati! 2026 una raccolta fondi speciale: l’obiettivo è raggiungere 800mila euro, coinvolgendo migliaia di appassionati e sostenitori del museo. I contributi potranno essere effettuati sul sito della campagna fino al 19 gennaio 2027. Il restauro sarà seguito da Michel Goutal, architetto capo per i monumenti storici, mentre la progettazione museale sarà affidata al consorzio WHY-BGC. La conclusione dei lavori è prevista intorno al 2029.

Uno degli interventi principali riguarderà la copertura in vetro, installata nel 1934. La struttura attuale presenta problemi di infiltrazioni, una ventilazione insufficiente e richiede interventi di manutenzione particolarmente complessi. Sarà quindi completamente sostituita da una nuova copertura vetrata, con una superficie trasparente raddoppiata e un sistema di raffreddamento passivo basato sulla ventilazione naturale. La soluzione punta a garantire condizioni più stabili per la conservazione delle opere, ridurre i consumi energetici e migliorare il comfort dei visitatori, affrontando allo stesso tempo le nuove esigenze legate al clima e alla sostenibilità degli edifici storici.

Anche le facciate, comprese quelle progettate da Le Vau, saranno restaurate per eliminare i danni provocati dalle infiltrazioni d’acqua. La pavimentazione verrà invece completamente rifatta, integrando un sistema di riscaldamento a pavimento. Gli interventi consentiranno inoltre di mettere in evidenza le diverse stratificazioni storiche dell’architettura, distinguendo le murature risalenti al XVII secolo da quelle ottocentesche.
Il nuovo allestimento trasformerà il cortile in uno spazio tranquillo e accogliente, pensato anche come luogo di pausa all’interno della visita al Louvre. Gli apparati museografici racconteranno inoltre la storia del cortile e delle collezioni che nel tempo vi sono state esposte.

Cortile della Sfinge nel 1965. Foto: Paul Almasy
Cortile della Sfinge nel 1965. Foto: Paul Almasy
Progetto per il Cortile della Sfinge. Foto: WHY-BGC
Progetto per il Cortile della Sfinge. Foto: WHY-BGC
Progetto per il Cortile della Sfinge. Foto: WHY-BGC
Progetto per il Cortile della Sfinge. Foto: WHY-BGC

Nel corso dei secoli lo spazio ha cambiato più volte nome. È stato “Cortile della Regina”, “Piccolo Giardino di Monsieur Girardon”, “Cortile dell’Infanta” e, dopo l’apertura del Museo Centrale delle Arti nel 1793, “Cortile del Museo”. Il nome attuale risale invece al periodo compreso tra il 1826 e il 1848, quando nel cortile fu esposta la Sfinge di Tanis. La monumentale scultura in granito rosa, risalente all’epoca faraonica, era stata scoperta nel 1825 tra le rovine del tempio di Amon a Tanis. L’anno successivo fu acquistata da Henry Salt e successivamente entrò nelle collezioni del Louvre. La Sfinge di Tanis, però, non si trova più nel cortile da quasi due secoli. Da qui nasce una seconda iniziativa del museo: trovare un nuovo nome per uno degli spazi più emblematici del Louvre.

Per la prima volta infatti il Louvre invita il pubblico a partecipare direttamente: chiunque potrà proporre un nuovo nome per il Cortile, ispirato alla sua architettura, alla sua storia o alle opere che ospita. Le proposte potranno essere inviate sul sito tousmecenes.louvre.fr entro il 23 novembre. Successivamente, i donatori della campagna saranno chiamati a votare una selezione dei nomi proposti.

Originariamente pensato per ospitare opere provenienti dall’Asia Minore, l’odierna Turchia, il Cortile della Sfinge sarà destinato a raccogliere sculture monumentali provenienti da diverse aree dell’Impero romano. L’espansione di Roma portò infatti con sé una capillare diffusione della statuaria monumentale, che raggiunse anche i territori più lontani dalla capitale. Qui i modelli artistici romani si incontrarono con le tradizioni locali, dando vita a opere caratterizzate da linguaggi e peculiarità originali. Dall’Asia Minore al Nordafrica, passando per la Grecia, le sculture testimoniano così la complessa interazione tra cultura romana e identità regionali, mostrando come la diffusione dell’Impero abbia prodotto non una semplice uniformità artistica, ma una pluralità di forme e interpretazioni.




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