Apre al pubblico venerdì 9 ottobre 2026 a Roma il MAM – Media Art Museum, presentato come il primo museo permanente della capitale interamente dedicato alla Media Art. La nuova istituzione si trova in Corso d’Italia 37/D, occupa circa 1.000 metri quadrati ed è diretta da Gianluca Del Gobbo. Il progetto riunisce in un unico spazio mostre, installazioni, performance, ricerca, formazione e attività educative, con una programmazione che affianca alla mostra permanente anche festival ed eventi dedicati alle arti digitali, audiovisive e immersive dal vivo.
Elemento centrale del museo è una sala di 300 metri quadrati, dotata di un palco e di 27 proiettori. Il sistema consente di trasformare pareti, soffitto e pavimento in un unico ambiente visivo, modificando la relazione convenzionale tra opera, spazio espositivo e pubblico. Il MAM nasce infatti da un’attività sviluppata nell’arco di oltre venticinque anni nel campo delle arti digitali e audiovisive, dalle prime esperienze legate al web e all’intelligenza artificiale fino alle pratiche generative e alle forme immersive contemporanee.
La mostra permanente del museo, intitolata HyperMedia, è curata dallo stesso Gianluca Del Gobbo e raccoglie opere e materiali riconducibili a differenti momenti dell’evoluzione della creatività digitale. Il percorso comprende Net Art, NFT, live immersivi, AI art, opere interattive e installazioni, mettendo in relazione opere storiche e contemporanee e documentando il modo in cui tecnologia, immagini, codice e spazio hanno progressivamente modificato le modalità di produzione e fruizione dell’arte.
All’interno di HyperMedia confluisce anche l’archivio storico di Shockart.net, con oltre 25 anni di creatività digitale, insieme alle produzioni di artisti provenienti dalla rete AVnode. Il progetto riunisce 35 collettivi artistici, per un totale di 48 artisti, provenienti da dieci diversi Paesi, tra cui Australia, Stati Uniti, Ungheria, Italia, Turchia e Cile, oltre alla Francia. Le opere presentate utilizzano pixel, immagini in trasformazione, codici HTML e sistemi interattivi, mettendo in discussione la distinzione tradizionale tra opera e dispositivo attraverso forme che richiedono, in diversi casi, la partecipazione del pubblico.
Una parte del percorso è dedicata in particolare alle opere immersive, nelle quali la separazione fisica tra spettatore e lavoro artistico viene ridotta fino a trasformare l’ambiente stesso in spazio di fruizione. È il caso di Continuum dell’artista ungherese Kati Katona, già presente a Fotonica nel 2024. L’opera affronta la struttura dello spazio e del tempo su scala cosmica e immerge il fruitore in una sorta di bolla temporale nella quale tempo, spazio e movimento tendono progressivamente a dissolversi. Il lavoro interviene così sulla percezione della progressione temporale e sulla dimensione spaziale.
Nello stesso ambito rientra Pixel Orchestra vs FLxER dello studio italiano Ultravioletto, un’installazione interattiva nella quale due software, Pixel Orchestra e FLxER, dialogano producendo immagini che possono essere composte e manipolate direttamente dallo spettatore. Il programma dei Live Immersivi comprende inoltre lavori di Alice Felloni, FLxER, Dario Buratti, martae, Carlo Alfano, Angela D’onghia e Simona Vacca per l’Italia; Stanislav Glazov per l’Ungheria; SARV e Infratonal per la Francia; Susan Kosti per l’Australia; Lake Heckaman per gli Stati Uniti; Sergey Prokofyev per la Germania; Konx-on-pax per il Regno Unito; Jana Tox e Bruno Tripodi per il Cile; Pandelis Diamantides per l’Olanda; Anna Bacheva per la Francia; Benjamin Sandro Jantzen per la Germania; Bad Pedestrian per gli Stati Uniti e DECOL Media Arts Studio per la Turchia.
Un’altra sezione di HyperMedia è dedicata alle opere realizzate attraverso l’Intelligenza Artificiale. Tra gli artisti presenti figura l’italiana Francesca Fini con Blood & Ink, una serie di animazioni costruite a partire da un archivio personale. L’ungherese David Szauder, protagonista di Fotonica 2024, presenta invece I Believe with All My Soul, lavoro nel quale intelligenza artificiale, memoria e cultura visiva costruiscono un tempo sospeso in cui l’assenza assume un ruolo centrale. A questa sezione appartiene anche V3RBO, che parte dall’arte dei graffiti per sviluppare una ricerca nell’ambito digitale con Metamorphosis Insectorum. Nell’opera, le lettere dell’alfabeto si scompongono e ricompongono fino a diventare armature, mettendo in discussione il confine tra una struttura artificiale e un organismo vivente.
Il percorso comprende inoltre una sezione dedicata alla Net Art, nella quale la rete non viene considerata soltanto come strumento di diffusione ma come medium e spazio dell’opera. Codice, immagini, link e interazione concorrono così alla costruzione dei lavori. In questo ambito sono presenti creazioni degli artisti statunitensi GMUNK, Perfectl00p, Chris Maestas (0009), Ghassan Naji (g0naji) e Joshua Davis, oltre a Jaromil dai Paesi Bassi, Ross Mawdsley dal Regno Unito e Deliriouniversale.com(a) dall’Italia.
L’apertura del museo coincide con l’avvio di una programmazione che non si limita alla mostra permanente. Sabato 10 ottobre prende il via Visual Sound Academy, iniziativa dedicata alla creatività delle nuove generazioni di artisti digitali. Fino al 21 ottobre, il MAM ospiterà residenze artistiche e workshop intensivi condotti da artisti professionisti internazionali. Durante il periodo della manifestazione, gli studenti presenteranno inoltre negli spazi del museo le opere realizzate nel corso dell’esperienza.
Il MAM diventa anche sede di alcuni festival residenti attivi da anni nel panorama internazionale delle arti digitali e audiovisive. Il primo appuntamento è la XXVI edizione di LPM – Live Performers Meeting, in programma dal 22 al 25 ottobre e presentata come il più grande evento mondiale dedicato all’Audio Visual Performing Arts. La manifestazione prosegue il percorso sviluppato dal network attraverso performance e pratiche audiovisive dal vivo. Dal 5 al 7 novembre sarà quindi la volta del Live Cinema Festival, dedicato al live cinema e alle performance audiovisive. Dal 20 al 28 novembre il museo ospiterà invece la X edizione di Fotonica Festival, festival internazionale dedicato alla Audio Visual Digital Art e alla luce.
La programmazione di Fotonica comprende videomapping, residenze artistiche, performance, musica elettronica e workshop rivolti a diverse fasce d’età. Il festival si concentra sulle esperienze internazionali nell’ambito dell’arte digitale e della sperimentazione audiovisiva e opera attraverso un network che riunisce realtà attive nel settore. Il programma completo sarà comunicato nelle prossime settimane e si svilupperà tra gli spazi del MAM e quelli dell’Accademia di Ungheria, che ospiteranno residenze artistiche, workshop e incontri con gli artisti.
Accanto alle esposizioni e ai festival, il museo prevede un’attività specifica dedicata alla formazione e alla didattica. I workshop non saranno rivolti soltanto ai giovani artisti, ma anche alle scuole, ai bambini e alle famiglie. La programmazione del MAM è quindi articolata su più livelli, con l’obiettivo di far convivere mostre, appuntamenti internazionali e attività educative. Dal 2027 saranno attivati anche corsi rivolti a bambini e ragazzi, pensati per avvicinarli alla digital art attraverso laboratori, installazioni interattive e percorsi educativi.
La documentazione delle opere presenti nel museo confluisce inoltre in un catalogo pubblicato da Art’Officina, richiedibile all’indirizzo collection@mediaartmuseum.org. Il MAM sarà aperto tutti i giorni dalle 11 alle 19, mentre l’area didattica sarà accessibile su prenotazione. Informazioni sulle attività e sull’acquisto dei biglietti sono disponibili sul sito del museo.
L’inaugurazione del 9 ottobre 2026 sarà a ingresso libero e aprirà ufficialmente il calendario degli appuntamenti. Dopo l’opening, dal 10 al 21 ottobre si svolgerà Visual Sound Academy 2026 con residenze e workshop; dal 22 al 25 ottobre è previsto LPM – XXVI edizione; dal 5 al 7 novembre il Live Cinema Festival 2026, dedicato alle performance di live cinema e audiovisive; infine, dal 20 al 28 novembre, sarà in programma Fotonica Festival 2026, dedicato alla Audio Visual Digital Art e alla luce.
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