Il 20 gennaio del 1568, a Siena, nasceva Ventura Salimbeni, che insieme a Francesco Vanni, Rutilio Manetti ed Alessandro Casolani fu il maggiore esponente della scuola senese di fine Cinquecento. Quella che vi proponiamo oggi, la Glorificazione dell'Eucarestia conservata nella chiesa di San Lorenzo in San Pietro di Montalcino (provincia di Siena) è la sua opera più famosa, per motivi che però trascendono l'arte di Salimbeni, come vedremo poco più sotto nella nostra spiegazione.
Diciamo intanto che l'opera è divisa in due parti: in alto sta la Trinità, con il Padre sulla destra, il Figlio, cioè Gesù, sulla sinistra e la colomba che rappresenta lo Spirito Santo al centro. In basso, abbiamo al centro della scena un ostensorio con l'ostia consacrata, simbolo dell'Eucarestia che viene glorificata da quattro santi, che nella fattispecie sono quattro dottori della Chiesa, e ancora più nello specifico sono i primi quattro dottori della Chiesa che siano stati proclamati: a sinistra vediamo san Girolamo, vestito in rosso e con il leone che sempre lo accompagna, e san Gregorio Magno, mentre invece a destra in primo piano c'è sant'Agostino e subito dietro sant'Ambrogio. Più indietro, altre figure di santi.
Il dipinto di Ventura Salimbeni è famoso perché gli appassionati di ufologia vedrebbero nella parte alta, quella dove è raffigurata la Trinità, una rappresentazione di un satellite artificiale che avrebbe le sembianze dello sputnik russo, il primo satellite artificiale lanciato in orbita attorno alla Terra (siamo nel 1957). Ovviamente si tratta di teorie del tutto infondate: il globo rappresenta l'universo su cui Dio (e Gesù suo figlio) hanno il potere, rappresentato dai due scettri che Padre e Figlio pongono sull'universo, scettri che vista la somiglianza a due "antenne" hanno portato alle bizzarre (e, ripetiamo, infondate) interpretazioni ufologiche.
Il tutto per una scena di facile lettura, il cui intento era quello di glorificare il sacramento dell'Eucarestia e attraverso questo la Chiesa stessa, in linea con i principi della Controriforma.
20 gennaio 2013
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