La Basilica di Vitruvio svela nuovi dettagli: concluse le prime indagini a Fano


Si chiude la prima fase delle indagini archeologiche in piazza Andrea Costa a Fano, ma il progetto di valorizzazione della Basilica di Vitruvio entra in una nuova fase. Nuovi finanziamenti e scoperte rilanciano lo studio del sito.

A Fano, si è conclusa la prima fase delle indagini archeologiche nell’area di piazza Andrea Costa, ma il progetto di ricerca, tutela e valorizzazione dedicato alla Basilica di Vitruvio è destinato a proseguire grazie alla collaborazione tra il Comune di Fano, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e la Regione Marche. Nel corso di un incontro con la stampa organizzato direttamente sul cantiere, sono stati illustrati i principali risultati emersi dagli scavi condotti negli ultimi mesi e presentati i nuovi interventi che consentiranno di proseguire le attività.

L’amministrazione comunale ha confermato l’intenzione di rafforzare l’impegno economico a favore del progetto. Il sindaco Luca Serfilippi ha inoltre annunciato la volontà di intervenire sull’edificio che ospita l’attuale pescheria.

“Quella di oggi è una grande giornata per Fano”, ha dichiarato il sindaco Serfilippi, “perché iniziamo finalmente a vedere dati importanti. Non sono ancora conclusivi, ma rappresentano elementi fondamentali per definire con maggiore precisione quella che riteniamo essere la Basilica di Vitruvio e per comprendere le trasformazioni che questo edificio ha subito nel tempo, confermandone una lunga continuità di vita. Le indagini archeologiche hanno permesso di ricostruire forme, dimensioni e strutture, completando anche quelle parti che Vitruvio non descrive esplicitamente nel suo scritto, ma che lascia chiaramente intendere fossero presenti”. “La collaborazione con la Soprintendenza”, ha aggiunto, “si sta dimostrando particolarmente efficace e per questo Comune e Regione Marche hanno deciso di investire ulteriori 400mila euro complessivi, 200mila euro ciascuno, per continuare il percorso di valorizzazione della scoperta. La quota regionale, garantita dal presidente Francesco Acquaroli, sarà finanziata attraverso il fondo per il turismo”.

Ulteriori novità sono giunte anche dal Ministero della Cultura. Il soprintendente Andrea Pessina ha infatti comunicato l’arrivo di nuovi finanziamenti destinati a sostenere la prosecuzione delle indagini e delle operazioni di valorizzazione. “Il Ministero della Cultura ha già destinato 350mila euro ai primi interventi di restauro dei reperti e alla prosecuzione di ulteriori indagini archeologiche”, ha spiegato Pessina. “Parallelamente abbiamo già avanzato una nuova richiesta di finanziamento pari a 800mila euro per garantire continuità alle attività di scavo. La scoperta della Basilica di Vitruvio rappresenta un patrimonio di straordinario valore scientifico e culturale che merita di essere ulteriormente approfondito e valorizzato”.

I risultati delle indagini saranno presentati anche alla prossima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in programma tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, offrendo così un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica internazionale.

La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa

A illustrare gli aspetti più significativi delle ricerche è stato Cristiano Casci Ceccacci, funzionario archeologo della Soprintendenza, che ha presentato i dati emersi dalle indagini stratigrafiche. “In queste settimane abbiamo raccolto conferme importanti, ma sono emersi anche elementi del tutto nuovi”, ha spiegato Casci Ceccacci. “Le indagini hanno interessato diversi settori dell’area di scavo, consentendoci di definire meglio le strutture murarie e i livelli pavimentali di epoca romana. Sul lato di via Arco d’Augusto, in corrispondenza del perimetrale della basilica, sono state documentate le spoliazioni avvenute in età post romana, con il rinvenimento di materiali ceramici databili tra XI e XII secolo d.C., che testimoniano il riutilizzo dell’area in epoca medievale”.

Tra le scoperte più rilevanti figura il rinvenimento del basamento della sesta colonna sul lato Darderi, anche se parzialmente compromesso da interventi successivi. “È proseguita inoltre la messa in luce del piano pavimentale romano e di un nuovo tratto murario lungo il lato di via Montevecchio, elementi che consentono una lettura sempre più precisa della planimetria del monumento vitruviano”, ha aggiunto il funzionario archeologo. "Nell’area centrale della basilica è stato completato lo sbancamento che ha portato alla luce i resti di un muro absidato. Si tratta di un dato particolarmente rilevante che apre nuove prospettive interpretative sul possibile posizionamento dell’aedes Augusti, il tempio dedicato al culto imperiale".

Gli scavi hanno inoltre permesso di approfondire la conoscenza delle diverse fasi di vita dell’edificio, e le trasformazioni che ne hanno progressivamente modificato l’aspetto nel corso della storia. “La basilica fu oggetto di importanti interventi di rimaneggiamento già a partire dal II secolo d.C., finalizzati ad arricchirne l’impianto originario, come testimonia anche il rinvenimento di marmi provenienti dal Peloponneso. Gli scavi hanno inoltre confermato che l’edificio fu costruito sopra strutture preesistenti, la cui natura è ancora oggetto di studio. Quanto emerso ci consente oggi di ricostruire con maggiore certezza non solo il monumento, ma anche il contesto urbanistico complessivo della città romana”, ha concluso.

Le attività archeologiche proseguiranno nelle prossime settimane con nuovi approfondimenti stratigrafici e con lo studio dei materiali rinvenuti.




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