Monte Petrarvella (Perugia), scoperte archeologiche aprono alla nascita di un parco


Conclusa la terza campagna di scavi sul Monte Petrarvella (a Panicale, in provincia di Perugia) con importanti ritrovamenti medievali e una necropoli. Il Comune di Panicale punta a un parco archeologico condiviso con la comunità.

Sul Monte Petrarvella, nel territorio del Comune di Panicale (Perugia) la terza campagna di scavi archeologici si è appena conclusa restituendo un quadro storico di particolare rilevanza per la comunità locale e per gli studiosi che da anni lavorano sull’area. I risultati emersi confermano la presenza di un insediamento medievale e di un’estesa necropoli, all’interno della quale sono state rinvenute anche alcune sepolture integre, elementi che conferiscono ulteriore valore scientifico e storico alle indagini in corso.

La campagna di scavo, condotta sotto la direzione scientifica del professor Andrea Polcaro dell’Università degli Studi di Perugia, si è svolta con il sostegno del Comune di Panicale e si inserisce in un percorso di ricerca che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato la conoscenza del sito. L’attività archeologica non si è limitata alla sola fase di indagine sul campo, ma ha assunto anche una dimensione pubblica e partecipata grazie all’organizzazione di un Open day promosso dall’amministrazione comunale, pensato per coinvolgere direttamente cittadini, istituzioni e associazioni in una riflessione condivisa sul futuro dell’area.

Le scoperte emerse durante lo scavo rafforzano l’ipotesi che il Monte Petrarvella possa custodire le tracce dei primi insediamenti storici legati alla nascita di Panicale. È questa una delle considerazioni avanzate dalle istituzioni locali, che vedono nei ritrovamenti un possibile punto di svolta nella ricostruzione delle origini del territorio. Il sito si configura così non solo come luogo di interesse archeologico, ma anche come spazio identitario in grado di restituire una narrazione più antica e profonda della comunità.

Lo scavo di Monte Petrarvella a Panicale
Lo scavo di Monte Petrarvella a Panicale. Foto: Comune di Panicale

Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Panicale, Giulio Cherubini, e dall’assessora alla cultura Elena Sepiacci, le evidenze emerse “ci indicano che con molta probabilità in questo luogo vanno fatti risalire i primi insediamenti di Panicale e che qui risiedano le nostre stesse radici. Quanto ci riferiscono i ricercatori potrebbe far riscrivere la storia del nostro territorio ed aprire fattivamente la strada ad un progetto di Parco Archeologico, inserito in un contesto paesaggistico di notevole interesse e già meta di itinerari per camminatori. Un progetto che auspichiamo sia di interesse per il maggior numero possibile di soggetti”.

L’area del Monte Petrarvella, infatti, si presenta come un contesto di particolare interesse non solo dal punto di vista storico e archeologico, ma anche paesaggistico. Il territorio è già inserito in itinerari frequentati da escursionisti e camminatori, caratteristica che secondo le istituzioni locali rappresenta un elemento favorevole per lo sviluppo di un progetto di valorizzazione culturale sostenibile e integrato con il territorio.

L’Open day organizzato dal Comune ha avuto l’obiettivo di accendere i riflettori sui risultati della campagna di scavo e di promuovere un confronto aperto sulle possibili prospettive future. L’iniziativa ha permesso di avvicinare il pubblico alle attività di ricerca, rendendo visibili le modalità con cui si svolgono le indagini archeologiche e illustrando l’importanza delle scoperte effettuate. Allo stesso tempo, l’evento ha rappresentato un momento di condivisione e sensibilizzazione, volto a rafforzare il legame tra la comunità e il proprio patrimonio storico.

Il lavoro degli archeologi ha permesso di riportare alla luce una stratificazione complessa che testimonia la presenza di un insediamento medievale strutturato, affiancato da un’area funeraria di grande estensione. Le sepolture rinvenute, in alcuni casi ancora integre, offrono agli studiosi importanti informazioni sulle pratiche funerarie e sulle caratteristiche della comunità che abitava il territorio in epoca medievale. Si tratta di dati che potranno essere ulteriormente approfonditi nelle prossime fasi di studio e che contribuiscono ad arricchire il quadro storico del comprensorio di Panicale.

La terza campagna di scavi rappresenta dunque un passaggio significativo all’interno di un progetto di ricerca più ampio, che negli anni ha progressivamente consolidato la conoscenza del sito e delle sue trasformazioni nel tempo. L’attività sul Monte Petrarvella si inserisce in una prospettiva scientifica che mira non solo alla raccolta di dati, ma anche alla costruzione di una narrazione storica coerente e documentata, in grado di restituire la complessità delle vicende umane che hanno interessato l’area.

In questo contesto, l’ipotesi della creazione di un Parco archeologico potrebbe assumere un valore strategico. Non si tratta soltanto di una proposta di tutela del sito, ma di un progetto più ampio che punta a trasformare le evidenze archeologiche in una risorsa culturale e sociale per il territorio. L’idea è quella di valorizzare il Monte Petrarvella come luogo di conoscenza e di divulgazione, capace di attrarre studiosi, visitatori e appassionati, integrando la dimensione scientifica con quella educativa e turistica.

Con la conclusione della terza campagna di scavi, il progetto entra dunque in una fase decisiva, nella quale i risultati ottenuti saranno fondamentali per definire le future strategie di intervento. L’obiettivo condiviso dalle istituzioni e dagli studiosi è quello di proseguire il lavoro di ricerca e allo stesso tempo avviare un percorso di valorizzazione che possa trasformare il Monte Petrarvella in un punto di riferimento per la cultura archeologica del territorio.




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