Trieste, nuovi ritrovamenti vicino alla Cattedrale di San Giusto sulla Tergeste romana e tardoantica


A Trieste, davanti al Campanile della Cattedrale di San Giusto, sono stati avviati nuovi scavi. Rinvenute nuove testimonianze della Tergeste romana e tardoantica.

Gli scavi archeologici attualmente in corso davanti al Campanile della Cattedrale di San Giusto, a Trieste, sono stati avviati nell’ambito dei lavori di adeguamento della rete idrica promossi da AcegasApsAmga SpA. Fin dalle prime fasi delle operazioni sono emerse significative testimonianze archeologiche conservate sotto il livello attuale di Piazza Cattedrale, portando alla decisione di ampliare l’area di indagine rispetto all’iniziale scavo in trincea, così da consentire una documentazione più completa delle evidenze rinvenute. Le attività di scavo sono state eseguite dall’impresa ArcheoTest Srl, con il supporto di Rosso Srl, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

I dati raccolti finora, ancora oggetto di studio, confermano il valore delle attività di tutela e monitoraggio archeologico associate alle opere pubbliche che interessano il sottosuolo. Tali interventi rappresentano infatti un’importante occasione per ampliare le conoscenze su una delle aree più significative, ma ancora poco conosciute, della Trieste romana.

Gli scavi hanno riportato alla luce murature e strutture monumentali già individuate parzialmente negli anni Venti e Trenta del Novecento durante i lavori di rifacimento di Piazza Cattedrale. All’epoca, tuttavia, tali rinvenimenti erano stati documentati soltanto attraverso fotografie e rilievi sommari, conservati in gran parte in documentazione inedita e privi di elementi sufficienti per una corretta interpretazione funzionale del contesto.

L’indagine attuale, condotta secondo i criteri della moderna metodologia stratigrafica e supportata da avanzate tecnologie di rilievo, comprese indagini preliminari con georadar, ha invece consentito di definire con maggiore precisione datazione e funzione delle strutture emerse. Tra le evidenze più rilevanti figurano potenti allineamenti murari e opere di sostruzione riconducibili al perimetro della platea che, in epoca romana, occupava la sommità del Colle di San Giusto. Questo complesso, già identificato negli anni Trenta come il complesso forense della città, è associato a livelli archeologici che stanno restituendo reperti ceramici e metallici databili al I secolo a.C., tra cui numerosi chiodini appartenenti alle calzature dei soldati romani. In questi stessi strati sono stati rinvenuti anche materiali residuali di età protostorica.

Si tratta di testimonianze di eccezionale interesse storico, già individuate in altri settori della piazza a partire da una prima scoperta effettuata nel 2021 durante un precedente intervento di AcegasApsAmga SpA. A questi ritrovamenti sono seguiti ulteriori sondaggi archeologici promossi dalla Soprintendenza e dal Comune di Trieste in vista del progetto di riqualificazione dell’area.

Sopra le strutture del I secolo a.C. è stato individuato un edificio monumentale, forse la base di un arco o un portale, realizzato con grandi blocchi squadrati di calcare, decorati sulla faccia esterna e caratterizzati dalla presenza delle tracce dell’imposta di un pilastro. L’edificio è molto probabilmente legato al complesso del Propileo, lo spettacolare colonnato con funzione d’accesso al Capitolium romano, ben conservato entro i muri perimetrali del Campanile e databile al I secolo d.C., anch’esso interessato in anni recenti da verifiche stratigrafiche, in relazione ad un significativo intervento di restauro e valorizzazione. Dinnanzi al monumento, verso Sud, è stata isolata una superficie a basoli d’arenaria, levigati in testa, forse riferibile a un percorso stradale.

L’indagine ha inoltre portato alla luce un’imponente struttura muraria di epoca tardoantica, costruita inglobando parte del monumento romano. Il muro si sviluppa lungo il lato settentrionale del Propileo e viene interpretato come parte del sistema difensivo riferibile al Castrum bizantino di Tergeste. Secondo gli studiosi, il Propileo fu riutilizzato come torre difensiva, seguendo una pratica già documentata in altri settori della città.

Le fasi più recenti della sequenza archeologica sono invece rappresentate da depositi contenenti resti ossei umani raccolti all’interno di ossari in muratura. Questi materiali testimoniano le trasformazioni subite nel tempo dalle necropoli sviluppatesi attorno alla Cattedrale di San Giusto.

Trieste, nuovi ritrovamenti vicino alla Cattedrale di San Giusto sulla Tergeste romana e tardoantica
Trieste, nuovi ritrovamenti vicino alla Cattedrale di San Giusto sulla Tergeste romana e tardoantica




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