Da martedì 14 luglio, l’Estasi di santa Cecilia di Raffaello è di nuovo visibile nella Sala 15 della sezione dedicata al Rinascimento della Pinacoteca Nazionale di Bologna, al termine di oltre quattro mesi di permanenza negli Stati Uniti. Il dipinto era stato concesso in prestito al Metropolitan Museum of Art di New York, dove ha ricoperto un ruolo di primo piano nella mostra Raphael: Sublime Poetry.
Il ritorno dell’opera segna un momento importante per il museo bolognese, che riaccoglie uno dei capolavori più rappresentativi delle proprie collezioni. L’esposizione americana ha permesso a un pubblico internazionale di ammirare una delle più alte testimonianze dell’arte di Raffaello, confermando il prestigio del patrimonio custodito dalla Pinacoteca.
Realizzata nel 1518, l’Estasi di santa Cecilia appartiene al periodo della piena maturità artistica del maestro urbinate. Commissionata per la cappella di Elena Duglioli nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna, l’opera è considerata uno dei vertici della pittura rinascimentale italiana per l’armonia della composizione, la raffinatezza cromatica e l’intensità spirituale che la caratterizzano. La scena raffigura santa Cecilia nel momento dell’estasi mistica, mentre rivolge lo sguardo al coro di angeli che appare nel cielo, simbolo della musica celeste e della presenza divina. Tra le mani tiene un organo portativo le cui canne stanno scivolando verso terra, un dettaglio dal forte valore allegorico che richiama l’abbandono delle cose terrene in favore della contemplazione spirituale.
Ai piedi della santa sono disposti diversi strumenti musicali, dipinti con straordinaria precisione da Giovanni da Udine, allievo e collaboratore di Raffaello. La loro presenza rafforza il contrasto simbolico tra la musica terrena e quella divina, arricchendo ulteriormente il significato iconografico della composizione.
Con il rientro dell’Estasi di santa Cecilia, la Pinacoteca Nazionale di Bologna restituisce al proprio percorso espositivo uno dei dipinti più amati dai visitatori, testimonianza dell’altissimo livello raggiunto dall’arte di Raffaello e del ruolo centrale che Bologna occupa nella storia del Rinascimento italiano.
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