A Piancastagnaio (Siena) i lupi di Davide Rivalta abitano la Rocca Aldobrandesca


Cinque sculture in bronzo di Davide Rivalta sono state collocate nei pressi della Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio (Siena). L’intervento rientra nel progetto WILD, a cura di Antonella Nicola in collaborazione con Mirco Marino, visitabile fino al 31 dicembre 2026.

Piancastagnaio (Siena), accoglie un nuovo intervento di arte pubblica con la collocazione di cinque sculture in bronzo di Davide Rivalta nei pressi della Rocca Aldobrandesca. L’installazione, intitolata WILD, è visitabile dal 30 maggio al 31 dicembre 2026 ed è curata da Antonella Nicola in collaborazione con Mirco Marino. L’inaugurazione ufficiale è prevista per domenica 21 giugno 2026 alle ore 16.

Le opere raffigurano lupi, presenza ricorrente nella ricerca dell’artista bolognese (Bologna, 1974), tra i nomi più riconosciuti nel panorama internazionale della scultura monumentale e dell’arte pubblica contemporanea. Da anni Rivalta concentra il proprio lavoro sulla figura animale, affrontata come presenza fisica autonoma, capace di instaurare un rapporto diretto con lo spazio che la ospita. In questa prospettiva, l’animale interviene nel contesto, lo interroga e ne modifica la percezione.

La collocazione delle opere si inserisce inoltre in una fase di particolare visibilità internazionale per l’artista. Dal 21 aprile 2026 Rivalta è presente a Stoccolma con il progetto Blowing Figures into Space, che dissemina tredici sculture animali in bronzo nello spazio urbano della capitale svedese. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Italiano di Cultura “C.M. Lerici” e dall’Ambasciata d’Italia in Svezia, con il sostegno della Casa Reale Svedese e della Città di Stoccolma, e resterà visibile fino al 31 agosto 2027. Parallelamente, l’artista è impegnato in una personale a Riyadh, ad Al Nafal Park, dal titolo Mergining Landscascapes, curata da Omar Al Braik. Nel 2019 due sue sculture raffiguranti leoni sono state collocate in esposizione permanente al Palazzo del Quirinale a Roma. Nel corso degli anni, i suoi interventi nello spazio pubblico hanno interessato diverse città internazionali, tra cui Antibes, Neuchâtel, Gstaad e Mougins, oltre ai più recenti progetti open-air realizzati a Riyadh e Stoccolma.

Lupo in bronzo di Davide Rivalta. Foto: Leonardo Morfini
Lupo in bronzo di Davide Rivalta. Foto: Leonardo Morfini

In occasione dell’inaugurazione del 21 giugno, oltre alla presentazione dell’installazione WILD, è previsto un programma articolato che comprende anche la presentazione del catalogo della mostra Osservatorio: Mormorii, ospitata alla Rocca Aldobrandesca. Il volume documenta il percorso espositivo e le opere realizzate dagli artisti coinvolti nel progetto. Nella stessa giornata si terrà inoltre la consegna alle Contrade di Piancastagnaio degli stendardi realizzati dagli artisti della mostra, un gesto che intende collegare la produzione artistica contemporanea alla memoria collettiva e alle tradizioni del paese.

Il progetto Osservatorio: Mormorii, a cura di Mirco Marino in collaborazione con Antonella Nicola, è stato prorogato fino al 31 agosto e riunisce le opere di Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino e Namsal Siedlecki. Il progetto si sviluppa a partire da un confronto con le quattro contrade di Piancastagnaio, Castello, Borgo, Coro e Voltaia, ciascuna delle quali rappresenta una specifica identità storica e sociale del territorio. A ciascun artista è stato chiesto di progettare uno stendardo ispirato a una contrada, reinterpretando la tradizione dei vessilli medievali. Gli stendardi, realizzati su disegno degli artisti e destinati a rimanere di proprietà del Comune di Piancastagnaio, saranno presentati al pubblico il 21 giugno alla presenza dei figuranti delle quattro contrade. I tessuti sono stati forniti da Gori Tessuti srl di Calenzano, mentre la confezione è stata realizzata da Bottega Toscana di Piancastagnaio.

Dichiarazioni

“Davide Rivalta. Bolognese, classe 1974, ha costruito gran parte del suo lavoro il suo lavoro intorno all’animale: rinoceronti, bufale, leonesse, gorilla, e i lupi”, sostiene Pierluigi Piccini, Assessore alla cultura di Piancastagnaio. “Bestie modellate in studio e fuse in bronzo, lasciate volutamente nel loro non-finito — la superficie che trattiene il gesto delle dita nella creta, gli strappi, la materia ancora viva. Ma il cuore della sua poetica non è la forma: è la collocazione. I suoi animali non stanno mai su un basamento. Niente piedistallo, niente diaframma che dica “questa è arte, guardatela da lontano”. Stanno per terra, dove camminiamo noi. Non li guardiamo: li incontriamo. […] Il filosofo francese Baptiste Morizot, che ai lupi ha dedicato pagine bellissime, la chiama “diplomazia con i viventi”: condividere un territorio con chi non è come noi senza doverlo per forza addomesticare o eliminare. Donna Haraway, dall’altra parte dell’oceano, parlerebbe di companion species, le specie compagne che diventano ciò che sono solo nella relazione reciproca. È precisamente quello che questi lupi mettono in scena: non l’animale contro di noi, non al posto nostro, ma insieme a noi, nello stesso paese, sotto gli stessi alberi”.

“I lupi di Davide Rivalta arrivano a Piancastagnaio: si tratta di cinque sculture di lupi di dimensioni naturali che l’artista ha installato nel cuore del paese, innescando un dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e identità del territorio”, afferma Antonella Nicola, organizzatrice, cultural producer e curatrice del progetto DAVIDE RIVALTA.WILD. “L’intervento si inserisce in un contesto di straordinaria ricchezza culturale e ambientale: Piancastagnaio - con la sua suggestiva Rocca, il Palazzo Bourbon del Monte, il Borgo e le preziose fonti - vive sul margine col bosco, tra civiltà e natura, tra storia umana e geografia dell’Amiata. Non è difficile, allora, trovarsi a tu per tu con le forze della natura e con il selvatico. Il selvatico non è soltanto ciò che vive fuori dalla città o ai margini dell’abitato. È una dimensione che continua ad abitare in noi, nei luoghi e nella cultura: una memoria profonda di primitive relazioni, radicata nell’inconscio, che resiste sotto la superficie della vita contemporanea. I lupi di Davide Rivalta rendono visibile questa presenza nascosta, ma non la rappresentano come minaccia; innescano piuttosto un incontro con ciò che abbiamo progressivamente allontanato da noi stessi. Il selvatico non arriva da fuori, ma riaffiora da una dimensione sempre presente. Gli animali di Davide Rivalta sono presenze vive, portatrici di una forza e un’energia che non si esaurisce, ma si rinnova ogni volta, nell’incontro”.

“I lupi che Davide Rivalta ha installato appena all’esterno della Rocca di Piancastagnaio, hanno seguito un istinto” dichiara Mirco Marino, curatore della mostra Osservatorio: Mormorii. “In quella tranquillità che può esistere solo come negazione della ferocia, si cela un’istintualità tanto interna quanto esterna al lavoro. Eccoli che si avvicinano al paese, ai luoghi mondani, dove la vita umana è stata creata ponendo barriere da quella animale. Eppure, con naturalezza, loro sono arrivati”.




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