L’archeologia italiana perde una delle sue figure più autorevoli e rappresentative con la scomparsa di Lorenzo Quilici, studioso di primo piano che ha dedicato l’intera esistenza allo studio della topografia antica, della viabilità, dell’evoluzione degli insediamenti e della formazione storica dei contesti territoriali, venuto a mancare a Roma lo scorso 13 agosto all’età di 88 anni. Nato nel 1938, Quilici si è distinto per un approccio metodologico che ha saputo coniugare l’indagine sul campo con una visione d’insieme capace di connettere monumenti, infrastrutture e paesaggio.
La carriera di Lorenzo Quilici si è sviluppata lungo le principali istituzioni di ricerca del paese. Tra il 1969 e il 1990 è stato ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, muovendo i primi passi presso l’Istituto per gli studi egeo-anatolici per poi proseguire l’attività all’interno del Centro di studio per l’archeologia etrusco-italica. Questa solida base nel contesto del CNR ha costituito il presupposto per il suo impegno nel mondo universitario. Dall’anno accademico 1990-1991 fino al 2010, ha ricoperto la cattedra di topografia dell’Italia antica presso l’Università di Bologna, ateneo nel quale ha anche diretto l’Istituto di Archeologia e coordinato il dottorato di ricerca di settore, formando generazioni di studiosi e trasmettendo il rigore scientifico che ha sempre contraddistinto la sua produzione.
L’attività di ricerca condotta da Quilici ha abbracciato una geografia vasta e diversificata. Gli scavi da lui diretti si sono distribuiti in modo capillare tra Roma e il Lazio, spingendosi in Etruria, Molise, Basilicata e Calabria, fino a raggiungere Cipro e la Turchia. Tale orizzonte spaziale è stato accompagnato da un arco cronologico altrettanto ampio, che ha spaziato dall’età del bronzo fino al Rinascimento. Il fulcro del suo metodo, tuttavia, è rimasto costantemente ancorato alla ricognizione di superficie e al rilievo, strumenti privilegiati per interrogare la viabilità romana, la forma delle città e la complessa organizzazione degli spazi abitati.
Un capitolo centrale del suo lavoro è rappresentato dalla prolungata collaborazione con la moglie e collega Stefania Quilici Gigli: tra il 1974 e il 1992, i due studiosi hanno condotto una ricognizione sistematica del Latium vetus, un progetto di ampio respiro promosso dal Centro di studio per l’archeologia etrusco-italica del CNR. Da questo sforzo collettivo è scaturita la serie di pubblicazioni Latium vetus, inaugurata nel 1978 con il volume dedicato ad Antemnae, arricchito da una prefazione di Massimo Pallottino, e proseguita con le fondamentali monografie su Crustumerium, Fidenae e Ficulea. Questo imponente lavoro di documentazione rappresenta ancora oggi una pietra miliare per la conoscenza del popolamento dell’antico Lazio.
L’impegno di Quilici si è manifestato anche in una instancabile attività editoriale, finalizzata a offrire alla comunità scientifica strumenti di confronto e aggiornamento costanti. Nel 1992, ancora una volta insieme a Stefania Quilici Gigli, ha dato vita all’Atlante tematico di topografia antica, una rivista annuale edita da L’Erma di Bretschneider e da lui diretta fino all’ultimo. La rivista, che ha goduto del supporto della condirezione di Quilici Gigli, è attualmente classificata in fascia A dall’ANVUR. A questo importante periodico si è affiancata, a partire dall’anno 2000, la direzione della rivista Orizzonti. Rassegna di archeologia, ancora una volta condotta in tandem con la moglie, confermando la volontà di creare spazi di riflessione dedicati alla disciplina.
Il prestigio di Lorenzo Quilici è stato sancito nel corso degli anni da numerose e prestigiose affiliazioni accademiche. È stato membro onorario della British School at Rome, dell’American Philological Association e dell’Archaeological Institute of America. Il suo profilo di studioso è stato inoltre accolto all’interno della Pontificia accademia romana di archeologia, dell’Istituto archeologico germanico e dell’Accademia di archeologia, lettere e belle arti di Napoli, oltre a contare la membership come socio corrispondente presso l’Istituto nazionale di studi etruschi ed italici. Nel 2020, a coronamento di una carriera dedicata alla tutela e alla conoscenza del patrimonio nazionale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l’onorificenza di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
“Apprendo con profondo dispiacere della scomparsa di Lorenzo Quilici, insigne archeologo e maestro della topografia antica”, dichiara il ministro della cultura, Alessandro Giuli. “Studioso rigoroso e appassionato, ha dedicato la sua vita alla ricerca, contribuendo in maniera determinante agli studi archeologici e alla conoscenza dell’Italia antica. A Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene giungano le mie sentite condoglianze”.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.