Galleria Vittorio a Milano, la Procura indaga su concessioni dopo l'esposto di Leonardo3 Museum


A Milano, la Guardia di Finanza acquisisce documenti da Comune, Soprintendenza e Demanio nell’ambito di un’inchiesta della Procura nata dall’esposto del direttore del Leonardo3 Museum sulle pratiche autorizzative e sulle concessioni negli spazi della Galleria, dove il museo ha sede.

Alcuni militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano, gruppo spesa pubblica, si sono recati ieri, a Milano, nelle sedi di Comune, Soprintendenza e Agenzia del Demanio per compiere verifiche sugli atti delle concessioni ad alcuni noti marchi della moda per i loro negozi nella Galleria Vittorio Emanuele e sulle pratiche amministrative per alcuni eventi con installazioni che si sono tenuti sempre negli spazi della galleria. A riportare la notizia è il Corriere della Sera. Al momento si sa poco: il quotidiano di Via Solferino, tuttavia, fa sapere che dall’ordine di esibizione si evince che al momento esistono indagati, i quali però non vengono indicati (non si sa neppure se siano privati o amministratori pubblici), né è nota l’ipotesi su cui la Procura della Repubblica sta indagando. Si sa soltanto che si tratta di un reato contro la pubblica amministrazione, dal momento che a firmare l’ordine è il pm Grazia Colacicco, che appartiene a questo dipartimento della Procura. L’indagine, ad ogni modo, riguarda le pratiche autorizzative e di concessione di alcuni eventi.

Milano, Galleria Vittorio. Foto: Federico Di Dio
Milano, Galleria Vittorio. Foto: Federico Di Dio

L’indagine, sempre stando a quel che si apprende dal Corriere, nasce dall’esposto presentato in Procura da Massimiliano Lisa, fondatore e direttore del Leonardo3 Museum, il museo su Leonardo da Vinci che ha sede in galleria e che da due anni è al centro di una complessa battaglia amministrativa attorno agli spazi in cui il museo esercita le sue attività. Il contenzioso che oppone il museo al Comune di Milano, stando a quanto affermato diverse volte dallo stesso Lisa, è nato dopo il suo rifiuto di condividere l’ingresso del museo con l’attività di ristorazione che occupa la terrazza della Galleria: l’ascensore infatti è il mezzo che serve per raggiungere anche la camminata turistica sui tetti della galleria, da dove si vede la città dall’alto, e che è gestita dalla stessa società, Duomo 21, che gestisce la Terrazza Duomo 21, ovvero il lounge bar affacciato su piazza del Duomo. A seguito di questo rifiuto, stando alla ricostruzione di Lisa, il Comune avrebbe contestato irregolarità amministrative (in particolare, Palazzo Marino contestava il contratto di subconcessione degli spazi al museo, che non è concessionario diretto delle sale: la subconcessione sarebbe stata vietata dal contratto, e nel 2024 la concessione veniva peraltro dichiarata decaduta), e Leonardo3 a sua volta ha contestato l’assegnazione degli spazi in Galleria, che sarebbe stata, secondo il museo, non equa e trasparente e avrebbe penalizzato l’attività museale a favore di altri soggetti. La vicenda è poi arrivata al Tar della Lombardia, che nel marzo del 2025 ha accolto la richiesta cautelare del museo sospendendo gli effetti del provvedimento comunale di diniego alla richiesta di occupazione temporanea di suolo pubblico avanzata dal museo, e ha però ritenuto necessario un approfondimento fissando un’udienza pubblica per il 15 luglio del 2025. L’estate scorsa il Tar, con sentenza pubblicata il 22 agosto, respingeva il ricorso di Leonardo3 contro il Comune, stabilendo che Palazzo Marino aveva operato correttamente, e disponeva la compensazione delle spese di lite tra le parti. Lisa, commentando la disposizione del Tar, annunciava l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato. Inoltre, sempre l’estate scorsa, il Comune di Milano aveva denunciato Lisa per diffamazione a causa di alcuni suoi interventi particolarmente duri contro l’amministrazione comunale e giudicati, appunto, diffamanti da Palazzo Marino.

L’inchiesta della Procura nasce dunque a seguito di questa vicenda: Massimiliano Lisa infatti, come riporta sempre il Corriere, ha più volte ribadito che il museo è vittima di un trattamento iniquo e ha dunque chiesto trasparenza su altre concessioni e autorizzazioni rilasciate dal Comune in Galleria. Il direttore di Leonardo3, nel frattempo, si è anche candidato a sindaco di Milano per il 2027, con la nuova formazione politica “Milano Libera”, e la candidata vice-sindaca sarebbe Tiziana Siciliano, che fino alla fine dello scorso anno (è infatti in pensione nel dicembre 2025) era procuratrice aggiunta a capo del pool di contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione.




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