La Georgia filorussa demolirà la Rike Concert Hall di Fuksas, simbolo della modernizzazione del paese


Il Comune di Tbilisi, guidato dall’ex calciatore milanista Kakha Kaladze del partito filorusso Sogno Georgiano, ha autorizzato la demolizione della Rike Concert Hall, progettata da Massimiliano e Doriana Fuksas, simbolo del processo di rinnovamento del paese, e tuttavia mai aperta al pubblico. Studio Fuksas si oppone alla decisione e chiede di valutare il recupero dell’edificio.

La Rike Concert Hall di Tbilisi in Georgia, una delle opere più riconoscibili progettate da Massimiliano e Doriana Fuksas, sarà demolita. Il Dipartimento di Architettura del Comune della capitale georgiana ha infatti rilasciato il permesso che autorizza il proprietario privato dell’edificio ad avviare i lavori di smantellamento, che secondo quanto riportato dalla stampa locale dovranno essere completati entro il 25 dicembre 2026. Si avvia così alla conclusione una vicenda durata oltre un decennio e che riguarda uno dei più ambiziosi interventi architettonici realizzati in Georgia negli anni successivi all’indipendenza. Costata circa 40 milioni di euro e concepita come simbolo della modernizzazione del Paese, la struttura non è mai entrata in funzione. Nonostante il completamento sostanziale risalga al 2012, il complesso è infatti rimasto inutilizzato all’interno del centrale Rike Park, senza essere mai aperto al pubblico.

La decisione dell’amministrazione comunale è stata motivata dal sindaco di Tbilisi, Kakha Kaladze, che ha spiegato come l’edificio versasse ormai in condizioni di degrado. Intervenendo con i giornalisti, il primo cittadino ha definito la struttura “una discarica”, spiegando che il deterioramento raggiunto avrebbe reso inevitabile la scelta del proprietario privato di procedere con la demolizione. Secondo il sindaco, il complesso era ormai completamente inutilizzabile. “Si tratta di una proprietà privata: un edificio che era diventato completamente non funzionale. Era diventato una discarica, per così dire, e si trovava in pessime condizioni. Non era più funzionale e pertanto il proprietario privato ha deciso di procedere con la sua demolizione”.

Il sindaco ha aggiunto che la demolizione è stata autorizzata d’intesa con il Consiglio della Cultura cittadino. Una volta completato l’abbattimento, il Comune attenderà che il proprietario presenti una proposta per il futuro utilizzo dell’area. Al momento, tuttavia, nessun progetto è stato depositato presso l’amministrazione comunale. “Abbiamo dato al proprietario l’opportunità di procedere con la demolizione. Successivamente attenderemo che un nuovo progetto venga presentato al Comune e ne discuteremo lo sviluppo”, ha spiegato Kaladze. “Al momento non è stata presentata alcuna proposta né alcun progetto. Non appena verrà depositato, il pubblico ne sarà informato. Si tratta di un luogo di grande importanza e, proprio per questo, il futuro intervento dovrà essere adeguato al contesto urbano circostante. Sono fiducioso che, con il coinvolgimento di specialisti del settore, verrà realizzato uno dei migliori progetti”. In passato era stata ipotizzata la trasformazione dell’area attraverso la realizzazione di un hotel, ma ad oggi non esistono piani ufficiali sul destino del sito.

Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas

C’è però chi ritiene che si tratti di una demolizione dai forti risvolti politici. La Rike Concert Hall è infatti uno dei simboli della Georgia filo-europea, del paese che guarda più verso Bruxelles che verso Mosca: la struttura era stata infatti commissionata a Fuksas nell’ambito di un grande programma di riqualificazione urbana della capitale, fortemente promosso dal governo di Mikheil Saakashvili, che intendeva cambiare il volto della città con diversi edifici progettati da importanti architetti contemporanei. Al momento, il paese è guidato dall’ex calciatore Mikheil Kavelashvili, indipendente ma vicino al partito filorusso Sogno Georgiano, di cui è esponente anche l’attuale sindaco di Tbilisi, anche lui, curiosamente, ex professionista del pallone (in Italia è ricordato per la sua lunga militanza nel Milan di Ancelotti). C’è dunque il timore che la cancellazione della costruzione di Fuksas sia anche simbolica: a essere demolito sarà uno dei simboli della Georgia filo-UE in un periodo in cui la Russia putiniana sta cercando di far rientrare il paese nella propria orbita.

La Rike Park Musical Theatre and Exhibition Hall è stata progettata dallo Studio Fuksas come un complesso culturale costituito da due grandi volumi tubolari dalle forme morbide e organiche, collegati da un’infrastruttura comune integrata nel muro di contenimento del parco. I due elementi hanno funzioni differenti: il corpo settentrionale ospita il teatro musicale con una sala da 566 posti, il foyer, gli spazi tecnici, i depositi e le attrezzature sceniche. Il secondo volume è invece destinato a spazio espositivo, con un grande ingresso servito da una rampa che collegava il livello stradale all’interno dell’edificio.

Uno degli elementi caratterizzanti del progetto riguardava proprio il teatro, il cui foyer si elevava dal terreno consentendo agli spettatori di affacciarsi sul fiume e sullo skyline della città. Secondo gli architetti, l’edificio era stato concepito come una sorta di periscopio urbano capace di inquadrare il centro storico della Vecchia Tbilisi e instaurare un dialogo diretto con il paesaggio circostante. L’opera era stata realizzata nel contesto del Rike Park, uno degli interventi urbani simbolo della stagione di trasformazione avviata dalla Georgia nei primi anni Duemila. Tuttavia il cambio di governo avvenuto nel 2013 bloccò l’attivazione della struttura, che da allora è rimasta inutilizzata: neppure nei cinque anni del governo di Saloumé Zourabichvili, anche lei filoeuropea, il progetto è stato ripreso, così nel corso degli anni il destino dell’edificio è rimasto incerto, mentre il progressivo abbandono ha contribuito al deterioramento delle sue condizioni.

Alla decisione di procedere con la demolizione ha risposto con fermezza lo Studio Fuksas, che ha mandato alla rivista d’architettura Dezeen una lunga dichiarazione nella quale invita le autorità georgiane a fermare l’abbattimento e ad aprire un confronto sul possibile recupero dell’edificio.

Secondo gli architetti, la demolizione rappresenterebbe “un arretramento culturale” e priverebbe Tbilisi di un’importante infrastruttura pubblica ancora recuperabile. Lo studio ricorda di aver tentato, nell’ultimo anno, di contattare varie volte sia il Comune di Tbilisi sia gli attuali proprietari della struttura per discutere possibili soluzioni alternative, senza tuttavia ricevere alcuna risposta. “Negli ultimi mesi lo studio ha ripetutamente offerto la propria collaborazione alle autorità georgiane per esplorare soluzioni alternative che potessero preservare e rifunzionalizzare questo edificio iconico, evitando quella che riteniamo una demolizione prematura e irreversibile”, si legge nella nota diffusa dagli architetti. “Tali proposte, purtroppo, non hanno ricevuto alcuna risposta”.

Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas
Rike Concert Hall, Tbilisi. Foto: Studio Fuksas

Studio Fuksas sottolinea inoltre che l’edificio venne costruito con fondi pubblici e che la sua demolizione comporterà ulteriori costi economici, mentre un intervento di recupero consentirebbe di valorizzare l’investimento già sostenuto. Invece la “sua demolizione richiederà ulteriori risorse economiche invece di valutare il potenziale del suo riuso e della sua rigenerazione”. Non solo: per Fuksas, “Demolire l’auditorium significherebbe rinunciare a un patrimonio culturale unico per Tbilisi: una sala da concerto dedicata alla musica classica e un importante spazio per l’arte contemporanea che potrebbe ancora servire le future generazioni attraverso un articolato programma di riqualificazione”.

Massimiliano e Doriana Fuksas sottolineano inoltre un aspetto che considerano particolarmente significativo: “In oltre sessant’anni di pratica professionale, questa è la prima volta che Studio Fuksas si trova di fronte alla demolizione di uno dei propri progetti senza essere mai stato invitato a discutere possibili alternative. Né le autorità pubbliche né altri soggetti coinvolti hanno avviato un confronto con lo studio, nonostante la nostra ripetuta disponibilità a collaborare. Studio Fuksas si oppone fermamente sia alla demolizione dell’edificio sia all’assenza di un dialogo aperto sul suo futuro”. Il comunicato si conclude con un appello rivolto alle istituzioni georgiane affinché la vicenda possa ancora trovare un esito diverso: “Tbilisi ha ancora l’opportunità di trasformare un progetto incompiuto in un simbolo di rigenerazione, innovazione e apertura internazionale. Che questa opportunità non venga sprecata”.

Se il cronoprogramma annunciato verrà rispettato, entro il 25 dicembre 2026 scomparirà così uno degli edifici più importanti dell’architettura contemporanea realizzati in Georgia, mai entrato in funzione ma divenuto negli anni un simbolo tanto delle ambizioni di rinnovamento del Paese quanto delle difficoltà che ne hanno impedito la piena realizzazione.




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